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Da circa 6 mesi mi sono appassionato di Longboarding e una delle cose più difficili (oltre a mantenere l’equilibrio sul longboard) è stata trovare persone con le quali condividere la passione. Pagine facebook, blog e video su youtube aiutano a perfezionare la tecnica ma non a trovare persone con le quali “parlare la stessa lingua”. Dopo circa 4 mesi, ho incontrato alcuni appassionati in uno skate park e da li si è ingrandita la cerchia. Quindi la soluzione alla fine è stata l’incontro dal vivo (Ebbene si, esistono ancora relazioni non solo virtuali nel 2014).

La ricerca di altri appassionati sarebbe stata più rapida se avessi conosciuto Vingle 6 mesi fa. Vingle è un social network per la condivisione degli hobby creato nel 2011 da Jiwon Moon e Changseong Ho, 2 Sud Coreani già famosi per aver creato Viki, sito web dal quale è possibile guardare serie tv e altro contenuto (gratis) con sottotitoli in 150 lingue diverse, tutto creato (gratuitamente) dalla comunità di Viki. Stupiti dalla straordinaria passione della comunità di Viki nella creazione dei sottotitoli per i vari contenuti, i 2 amici Coreani hanno deciso di aprire uno spazio nel quale tutti possano condividere le varie passioni e hobby e così incontrare altre persone legate agli stessi.

Veniamo all’analisi del social network dall’interno: come appare?

Se siete iscritti a Pinterest la prima cosa che notere è che la UI di Vingle è la sua esatta copia. Pessima scelta che penalizza non poco il social network Sud Coreano.
Appena iscritti dovrete scegliere i vostri interessi (vi ricorda ancora Pinterest?) e dopo di che vi si aprirà il mondo di Vingle.
Dietro la UI Pinterest-Style si nasconde in realtà qualcosa di più. Attraverso gli interessi che avete selezionato in fase di registrazione (o in fase successiva) avrete una serie di “card” (nome usato per definire i post su Vingle) che rispecchiano i vostri intressi. Ogni card è legata ad una o più collezioni create e curate da altri utenti che quindi sono appassionati del particolare hobby/interesse del quale stiamo parlando.

Noi possiamo quindi creare nuove collezioni (ad esempio “longboard”), aggiungere delle card a queste (post di vario genere legati all’interesse, nel mio caso foto e video di trick con il longboard ad esempio) e, cosa forse più interessante, pubblicare la collezione in modo che sia visibile solo da chi ha le nostre stesse passioni. Sembrerà poi banale, ma è integrata anche un’applicazione di messaggistica istantanea, questo permette di passare da uno scambio di battute tra appassionati nei commenti di una card ad un dialogo privato nei messaggi.

Una delle funzioni che più mi piace è la possibilità di seguire uno stesso interesse in lingue diverse (con diverso contenuto in base alla lingua). Così se seguite “Healthy Food for Fitness” in inglese non avrete gli stessi risultati dello stesso interesse in lingua Cinese.
Lo stesso vale per tutti gli interessi con risultati davvero sorprendenti. Dal mio punto di vista questa funzione può diventare una chiave per tracciare lo sviluppo di uno stesso trend con culture diverse. Disponibile anche l’app mobile multipiattaforma che funziona alla grande.

Facciamo un ulteriore passo avanti: Vingle per i Brand

La bella/brutta notizia è che a volte una passione è inseparabilmente legata ad un Brand.
Ad esempio “Lego” rappresenta un brand ma anche una passione, ecco che il brand appare tra gli interessi consigliati in fase di registrazione e la discussione viene autocreata dagli utenti stessi lasciando senza potere il marchio che deve sottostare al tono di conversazione degli utenti. Ovviamente è sempre possibile per il brand aprire un profilo pubblico e promuovere le proprie card ma, come già noto, nell’era social non c’è spazio per il broadcasting quindi vale la pena adeguarsi alle regole del gioco prima di tuffarsi in un mare di lacrime.

Una buona opportunità è riservata a chi cura un blog, dato che Vingle ha un applicativo (chiamato “bookmark”) che permette di pubblicare automaticamente una card nel momento della pubblicazione di un blogpost, mantenendo completamente la sorgente di referral e quindi dando credito e spingendo traffico verso la sorgente anzichè farlo morire o smorzarlo all’interno del social network (Pinterest ha avuto qualche controversia a questo riguardo).

Concludendo, conviene iscriversi?

Dal mio punto di vista Vingle non ha ancora fatto il botto, e se non da una svolta all UI per far apparire in maniera più marcata le differenze con Pinterest potrebbe non farlo mai.
Personalmente mi piace e ne consiglio l’iscrizione anche solo per i molti interessi multicultura che è possibile seguire. Il parco utenti è in crescita (si parla di circa 1 Milione di visite uniche al mese) anche se la maggior parte arriva dal sud est asiatico (Sud Corea prima in classifica). La pagina facebook, con 38.000 fan, è di fatto popolata al 99% da contenuti in lingua coreana.

Vi lascio con il video di presentazione di Vingle anche se non è di certo un capolavoro.

E voi che ne pensate? State già scorrendo la lista degli interessi?

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