Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook


Che mondo sarebbe senza Facebook e Twitter? Un mondo diverso, ma comunque molto popolato e molto attivo, nell’ecosistema del web e delle relazioni 2.0.

In Cina sono oltre 500 milioni gli utenti online.
Di questi, circa 300 milioni spendono buona parte della giornata sui social.
Nel 2009, com’è noto, il governo cinese ha bloccato l’accesso a Facebook, così come a Twitter e a YouTube.
Nonostante questo, cercare di comprendere le dinamiche web nella emergente Cina risulta di grande importanza strategica per chi intenda esportare e in genere coinvolgere i consumatori cinesi nei processi d’acquisto dei propri prodotti.

Mai dire Google

Il colosso Cinese della ricerca web, l’equivalente del “nostro” Big G, è Baidu.
Oltre al servizio di ricerca (siti, immagini, video, mappe, musica) ha anche un’enciclopedia simile a wikipedia: BaiduBaike.

Il microblogging? Con Weibo

Oltre il 55% delle persone che hanno accesso a internet in Cina usa Sina Weibo.
Ovvero: più di 500 milioni di iscritti e 100 milioni di pubblicazioni giornaliere.
Weibo ha avuto la meglio nel mondo del microblogging cinese a seguito del blackout imposto dal governo nel 2009, dopo la chiusura di numerose piattaforme di microblogging.

Qzone: solo ideogrammi

Il tasso di crescita e il numero di utenti di questo social network made in Cina è sorprendente: nel 2009, a quattro anni dal lancio, aveva già raggiunto 200 milioni di utenti.
E oggi rimane il primo sito più visitato dai cinesi, con 603 milioni di utenti, come illustra anche l’ultima mappa dei social network nel mondo realizzata da Vincenzo Cosenza.

Youku e Tudou: i “sostituti” di YouTube

Escluso dalla Censura Cinese, YouTube è stato rimpiazzato dalla popolazione con le piattaforme Youku e Tudou, che hanno deciso, dopo aspre battaglie, di fondersi e diventare un’unica realtà, con il nome Youku Tudou.
L’offerta quindi è completa: video sharing (Youku) e film e video musicali (Toudu).

Instant e social message? Impensabile senza Weixin (WeChat in inglese)

In Cina senza questa app non potete comunicare con nessuno.
Weixin (che si pronuncia way- shin) è la “killer application” di messaggistica sociale che permette agli utenti di smartphone di inviare messaggi e condividere notizie, foto, video e link.
Nata tre anni fa, Weixin conta oggi 300 milioni di utenti, di cui 194 milioni vivono in Cina, e il tasso di adozione è stato ed è più veloce di quello di Facebook o Twitter.
In più, Weixin ha posto un notevole freno alla crescita del servizio di messaggistica della più grande società di telefonia mobile del paese, China Mobile.

“Weixin ha tutte le funzionalità di Facebook e Twitter, e i cinesi sono già abituati ad usarlo da tempo” sostiene Xiaofeng Wang, analista di Forrester Research. Difficilmente Facebook potrebbe guadagnare quote di mercato considerevoli, in Cina, qualora un giorno dovesse essere disponibile in questa zona del Pianeta.

Creata e sviluppata da Tencent, big company quotata in borsa e che vale più di 100 miliardi dollari alla borsa di Hong Kong, Weixin sfrutterà la dinamica social per:

  • Espandersi in nuovi ambiti, come il pagamento on-line e l’e-commerce. Weixin ha un sistema di comunicazione molto strutturato, che integra molte funzionalità, tra cui, senza bisogno di installare applicazioni di terzi, anche la tecnologia Qr-Code e l’integrazione di mini-app. Infatti si sta sperimentando l’uso di Weixin per prenotare taxi, alberghi e voli aerei, e anche per controllare televisori ed elettrodomestici. Le aziende cinese, ad oggi, tramite il proprio Official Account di WeChat, già offrono i propri servizi ai consumatori, attraverso l’app.
  • Proporsi all’estero. Dopo lo sbarco in Europa nel luglio 2013, ora punta in particolare a Singapore e al Sudest asiatico, dove ci sono già decine di milioni di utenti.

Weixin è un’app innovativa, non una mera fotocopia di un’app social.
Perché? Per la disponibilità multipiattaforma, l’integrazione e la flessibilità degli strumenti.
Flessibilità che si estrinseca nella modalità di invio dei messaggi.
Pensato naturalmente per la difficoltà nel digitare i caratteri dell’alfabeto cinese, quando il messaggio della chat è troppo lungo da scrivere, è possibile comunicare con l’immediato sistema di chat vocale, ricco di tutti quegli elementi, come intonazione e tono, che non possono essere sentiti nella forma scritta.

Nessuna censura per LinkedIn

LinkedIn, che di recente ha nominato il suo primo presidente per la Cina, George Shen, sta iniziando ad espandere la propria presenza nel Paese, e da pochi giorni ha iniziato ad integrare gli account proprio con i profili degli utenti di Weixin.
Pur non avendo una versione globale del suo sito web in Cina, e pur non offrendo una versione tradotta, LinkedIn dichiara già più di 4 milioni di utenti cinesi.
Forse perché, per la domanda e per l’offerta in ambito professionale, in Cina esistono solo piccole realtà locali come come Zhaopin e 51job, ma non esiste un equivalente di LinkedIn, con uguale respiro internazionale e di alto livello.

[Photo via Newscom]

Commenti