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Dallo scorso novembre Facebook ha cambiato anima introducendo il nuovo Edgerank, l’iperdiscusso algoritmo che avrebbe dovuto aumentare la vita dei post mantenedoli sempre in cima al News Feed. Tale funzionalità è stata chiamata Story Bumping e fa si che l’utente possa vedere i post pubblicati nel suo periodo di disconnessione dal social: (apparentemente) una buona notizia per chi usa Facebook in ottica di marketing, poiché, incrementando il tempo di visualizzazione di un post, sembra ne faccia crescere dell’8% i like, le condivisioni e i commenti.

Ma per capire se davvero è tutt’oro quel che luccica, riflettiamo sugli effettivi pro e i possibili contro.

1- Non vediamo mai tutte le notizie pubblicate. Perchè?

Con Facebook ogni utente potrebbe vedere in media ben 1500 post al giorno, una cosa allucinante! Per questo ne viene fatta una vera e propria selezione in base al suo comportamento online, sperando di mostrare alla persona solo ciò che effettivamente le interessa. Più precisamente, vengono usati quattro criteri di selezione:

  1. Quanto spesso si interagisce con un amico, una pagina aziendale o il profilo di un personaggio pubblico.
  2. Il numero di like che riceve un post, sia dagli utenti Facebook in generale, che dai propri amici in particolare.
  3. Quanto si è interagito con un tipo preciso di post in passato.
  4. Se tu, o altri utenti, hai segnalato o nascosto un certo tipo di post.

Così, una sicurezza in più, per evitare di perdere notizie, è creare Liste di Interessi (come avviene in Twitter). Per farlo è semplice: basta andare sul profilo o pagina interessata, cliccare sul pulsante “Richiedi amicizia” o “Segui” (per le pagine) e definire la lista di appartenenza. Ma per essere sicuri di non mancare assolutamente alcun post, sempre dallo stesso menù a tendina si può spuntare l’opzione “Ricevi notifiche” e il gioco è fatto.

2- Story Bumping favorisce la vita dei propri post

Un recente studio ha dimostrato che il 75% della portata massima (ossia del numero di utenti che è possibile raggiungere) avviene nelle prime 2 ore dalla pubblicazione del post. Con Story Bumping se la notizia ha ottenuto un buon engagement – ossia un buon numero di like, condivisioni o commenti – ritorna sempre in cima al News Feed.

3- L’engagement continua a essere il segreto

Purtroppo è così: anche con questo nuovo algoritmo l’engagement è ancora la chiave del successo. Si entra infatti in un vero e propio circolo vizioso: solo i post che hanno già ottenuto maggior popolarità balzeranno in cima allo streaming notizie, incentivando maggiori possibilità di interazione. E allora continuano ad andarci di mezzo le notizie di noi persone qualunque. D’altra parte l’unico modo per aumentare l’engagement è trovare cose davvero interessanti da dire. Come fare? Beh… un aiuto è usare gli Insight Facebook che indicano quali sono i propri post più apprezzati, ottenendo quindi indicazioni su quale strada intraprendere per scrivere i futuri.

4- L’advertising a pagamento è sempre la certezza

Eh già. Soprattutto se stiamo parlando di pagine aziendali, di tanto in tanto sarebbe necessario investire qualche spicciolo per promuovere un proprio post che, così, rimarrà a lungo in cima al News Feed dell’utente. In più, quest’opzione permette anche di scegliere il target di riferimento: o ci si indirizza indiscriminatamente a tutti gli utenti di Facebook (comprendendo anche chi è distante dai temi trattati), oppure si restringe il campo in base alla lingua, l’età, il genere, il luogo di residenza e altri paramentri.
Ma, a dirla tutta, per essere davvero incisivi bisognerebbe promuovere, non solo il singolo post, ma direttamente la propria pagina. Insomma, ancora una volta il trucco non cambia: bisogna “solo” mettere al bando l’avarizia.

 

Se volete saperne di più andate su SguardoStrabico che ringrazio davvero per lo spunto.

Fonte immagine: StudioFocus.it

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