In questi primi giorni del 2014 facciamo a gara a cercare di costruire elenchi completi e fantasiosi su quelli che saranno i trend per l’anno che verrà in chiave marketing. C’è chi parla di tips di comunicazione, chi chiama alla ribalta il nuovo mondo Google, chi si aggrappa alla crescita del mobile, chi, ancora, parla del potere delle relazioni, dello storytelling, della localizzazione. I più spinti arrivano fino a chiamare in causa per l’ennesima volta la realtà aumentata. E chi più ne ha più ne metta, in fiumi di parole e punti che si susseguono fino ad intasare i reader.

La verità è che tutti hanno ragione. Ma la ragione è degli sciocchi e spesso tutte queste liste della spesa finiscono per ricalcare i decaloghi dell’anno appena passato, per suonare “giuste ma vuote”, concetti fini a se stessi perchè ci si limita a leggerli senza fare un passo ulteriore.
Credo che il 2014 sia l’anno giusto per portare alla ribalta un solo, grande, enorme, nuovo (fino ad un certo punto) elemento chiave: la centralità del brand.

Detta in questi termini sembrerebbe quasi il ricalcare dei manifesti di marketing dei primi anni 2000. In realtà così non è e voglio dimostrarlo: infatti sto parlando di un brand nuovo, che si alza e inizia a camminare con le proprie gambe.

Tendiamo troppo spesso a soffermare la nostra attenzione sugli strumenti che sono messi a nostra disposizione dalla rete per costruire e potenziare la comunicazione e le strategie di marketing. Il mio intento è di sostenere la tesi che quel posto centrale lo merita il brand e le sue dirette emanazioni. I social media non possono esserlo, ma non perchè non sono e non saranno cruciali nel panorama del media mix, anzi, ma perchè sono, appunto, media, strumenti. Ed è fin troppo chiaro che non possiamo più permetterci di affidarci a strumenti terzi per ricercare fortuna per il nostro brand. Deve essere il brand stesso che torna al centro, che riprendere quella posizione di assoluta importanza che lo contraddistingue. Strumenti e mezzi vengono dopo, molto dopo. Ed è bene che ognuno impari a tracciare la propria strada su sentieri propri, non di altri.

Il 2014 mi auguro che sarà l’anno in cui finalmente ci stuferemo dei ricatti degli algoritmi dei social media e non solo. Il web è diventato talmente tanto competitivo che non possiamo più permetterci il lusso di chinarsi e abbassare la testa, rincorrendo i mutamenti continui di spazi web che hanno scopi diametralmente opposti a quelli che abbiamo in mente noi come brand approcciando al web.

Il recente calo della visibilità dei post su Facebook è soltanto la punta più appariscente di un iceberg che finalmente è emerso dall’acqua e da a tutti la possibilità di scorgerne la pericolosità.
E allora che il 2014 sia l’anno in cui si parli in primis di strategia brand-centrica, costruita e fabbricata da soli, con le nostre mani: una strategia che non parla di social, o di web, ma parla di comunicazione tout court, inserita in un piano di marketing a 360°.

Accendiamo la mente, lavoriamo con il web, con i social, considerandoli il braccio, ma lasciamo che la nostra testa prenda strade creative e autosufficienti.
Diventiamo artefici del nostro destino e smettiamo di inseguire. Cavalchiamo e surfiamo la rete, non facciamo a cazzotti con i cavalloni: dopotutto siamo tutti un anno più vecchi.

Vi auguro un anno felice, pieno di soddisfazioni, ma ancor di più nuovo, negli strumenti e, soprattutto, nelle idee: di questi tempi ce n’è veramente bisogno. Buon 2014.

Fonte immagine: Atman

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