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Sin dall’inizio della diffusione degli smartphone quasi ogni aspetto della nostra quotidianità è stato sempre più interessato dalle funzionalità di questi piccoli apparecchi. Da strumenti costosi da possedere per essere più al passo coi tempi e da dispositivi da utilizzare nel tempo libero sono infatti diventati dei veri e propri compagni di vita. Tant’è vero che le aziende non hanno perso tempo e hanno immediatamente adattato le loro strategie alle nuove esigenze. Ecco così che i device mobili sono stati elevati prima a nuovo canale di comunicazione e poi a mezzo di acquisto e pagamento.

In-store lo smartphone può infatti venire a supporto della vendita in tre modi:

  • procurando informazioni di contorno,
  • fornendo servizi personalizzati in aggiunta all’esperienza ‘fisica’ del negozio,
  • diventando uno strumento di pagamento.

A questo proposito la tecnologia ad oggi più diffusa e presente nella maggior parte dei device in commercio (Android e Windows Phone) si chiama NFC. La Near Field Communication è un’evoluta combinazione tra l’identificazione senza contatto o RFID (Radio Frequency Identification – Identificazione a Radio Frequenza) e altre tecnologie di connettività. Contrariamente ai più semplici dispositivi RFID, NFC permette una comunicazione bidirezionale: quando due apparecchi NFC (lo initiator e il target) vengono accostati entro un raggio di 4 cm, viene creata una rete peer-to-peer tra i due ed entrambi possono inviare e ricevere informazioni.
E’ recente invece la notizia per cui Apple ha deciso di non implementare l’NFC all’interno dei suoi smartphone inserendo prima nell’ iPhone5 Passbook, un’applicazione che consente di portare all’interno dei propri dispositivi iOS più tipologie di biglietti regolarmente acquistati e poi nell’ iPhone5S iBeacon, una tecnologia concorrente dello standard NFC. Ma come funziona iBeacon? Immaginiamo ad esempio di essere col nostro smartphone in un negozio di vestiti dotato di antenne iBeacon che predispone su App Store un’applicazione dedicata ai propri clienti. Entrati nell’ambiente, con Bluetooth e servizi di localizzazione attivi, il negozio potrà inviare sull’applicazione un messaggio di benvenuto al cliente, una guida per utilizzare l’app nel locale e un coupon di sconto speciale per acquistare alcuni capi o simili.

Muovendosi poi all’interno del punto vendita il bluetooth Smart farà da tramite tra l’antenna beacon e il posizionamento del nostro smartphone, mostrando sull’applicazione tutte le informazioni utili riguardanti il prodotto, recensioni, video, descrizioni e molto altro ancora. Per il futuro Apple mira anche alle transizioni di denaro. In cassa infatti potremmo trovare un’ antenna dedicata che, nel momento del pagamento, potrebbe consentire una transazione sicura senza utilizzare denaro contante proprio come NFC.

Le possibilità di sviluppo sembrano quindi essere innumerevoli anche se ad oggi l’unica applicazione veramente consolidata di iBeacon è presente all’interno degli Apple Store americani dove è possibile utilizzare questa tecnologia per consultare tutti i dettagli sui prodotti che gli utenti dotati di un iPhone o di un iPad visitano.
Che ve ne pare di questa iBeacon? Sorpasserà NFC o risulterà essere solo una moda passeggera? E davvero arriveremo tutti in un prossimo futuro a pagare a “colpi” di smartphone?
Ai posteri l’ardua sentenza.

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