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Mi trovo in questi giorni ad affrontare un caso piuttosto spinoso: un politico che ha fatto un errore, non grave, non malevolo, ma comunque un errore. Una di quelle cose da “le iene” per capirci. Non ci siamo mai occupati nello specifico di reputation cleaning, ma non è un mistero l’esistenza di tecniche di content marketing e link building, utilizzate con l’obiettivo di abbattere in serp (la pagina di risultato di google) contenuti “non graditi”. Vorrei qui discutere due temi, che il politico stesso ha portato a galla e non possono non far riflettere.

In primo luogo è utile capire se la comunicazione politica può e deve essere trattata come qualsiasi altra attività di marketing. Se si, chi più spende vince. Se no, si apre un tema etico per cui molti dei politici che si affidano ad uffici stampa e web strategist, sempre di più, sono più protetti di altri di fronte alla tagliola di Big. G.

Il secondo punto da affrontare è il rapporto tra recency e pena da scontare. Dice il politico: “sui giornali hai un giorno di gogna poi tutti se ne dimenticano, ed è difficile a distanza di anni recuperare quella cavolata, la stessa cavolata che in rete ti segna per una vita. Io ho un nipotino, che ricorderà di me solo quella cosa, perché la rete l’ha esplosa, e non tutto il bene che ho fatto nella mia carriera. Fosse successo al presidente della repubblica non sarebbe così, non possiamo scrivere a Google in persona?”. È noto che le persone amano parlare male più che parlare bene, e questa visione fa quasi tenerezza, ma la serp e wikipedia non perdonano.

La domanda è semplice: il personal branding in politica può e deve comprendere attività di cleaning? Queste sono insite in un buon lavoro di ufficio stampa o vanno totalmente rifiutate anche dal consulente? Se da un lato sembra di “mettere le mani nella marmellata” dall’altro la white seo non è comunque un po’ un’attività che distorce? Vogliamo davvero raccontarci che un content marketing ben fatto non passa anche da un occhio (e più di uno) alle keyword?

La domenica è giorno di riflessioni, voi che ne dite?

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