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Fa anche il caffè?” La classica battuta di fronte ad ogni smartphone di nuova generazione non sarà più tale.
Alla Maker Faire, il più Grande Show al mondo dedicato all’innovazione, creatività e alle idee, che alcuni giorni fa si è tenuto a Roma, tra le tante innovazioni presenti, ha suscito parecchio interesse una macchina del caffè particolare: la Facebook Coffe Machine di OpenPicus, un’azienda che progetta e produce moduli hardware open-source programmabili e connessi a Internet che consentono l’interazione in real-time tra applicazioni cloud e mondo reale.

Come funziona? Semplice, avvicini lo smartphone, leggi il barcode o un tag NFC e sul telefonico ti si apre il browser dove scegli il prodotto che vuoi. Mentre il caffè scende, OpenPicus pubblica automaticamente un messaggio personalizzato in bacheca.
In sostanza un pay for status: un caffè basta che lo condividi con i tuoi amici, e non devi fare nemmeno la fatica di scrivere.
Come hanno fatto? “ è bastato” hackerare la macchina del caffè inserendo il loro modulo Flyport per poi creare il software con cui interfacciarsi.

L’interazione tra offline e online, in particolar modo in real time è forse tra le frontiere più interessanti da affrontare, in contemporanea ad un ritorno al “maker”, che diventa un artigiano 2.0, capace di innovare, partendo da tecnologie note, ripensandole.

Non è certo il primo esperimento interessante di OpenPicus, nota per aver collaborato con la francese EVIAN per la realizzazione un dispositivo a forma di goccia da appendere al frigo per comprare l’acqua online.

Abbiamo scambiato due chiacchere con Claudio Carnevali, il founder di OpenPicus:”Dobbiamo ricordarci sempre che l’Italia è un Paese di artigiani, e il nostro valore è nella scalabilità del progetto. L’idea della macchinetta del caffè che condivide su Facebook è di un nostro cliente, Giuseppe Peschiera della GPD srl, con il quale abbiamo deciso di coinvestire e industrializzarla. Crediamo molto nel modello open in cui confrontarci con chi ci sceglie per realizzare prodotti sempre migliori.
Solo per rendere l’idea: alla Maker Faire abbiamo generato 600 post visti da 50.000 utenti, tutto al costo irrisorio di un caffè. Si tratta di post che arrivano direttamente in bacheca, non sono sponsorizzati e vengono percepiti come la prova di aver vissuto un’esperienza positiva.
Rispetto ad Arduino, non abbiamo voluto replicarlo ma ci posizioniamo in modo diverso, con un altro tipo di utenza, più verso l’azienda e in parte i maker più smaliziati e orientati al web.

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