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Siamo pazzi a credere che il digital marketing abbia un impatto sul Business? È quello che si chiedono i ragazzi di Crazy4Digital e quello che mi chiedo spesso anche io.
Alla loro prima conferenza internazionale, il 2 ottobre scorso, “Business Impact from Digital Marketing”, si respirava un’aria importante, di chi ha voluto credere nel digital marketing, raggiungendo spesso punte di eccellenza.
A impreziosire l’iniziativa, la raccolta fondi per un obiettivo tangibile e solidale: sostenere il progetto “Dare voce al silenzio” della cooperativa il Seme Onlus e acquistare iPad per i bambini autistici.

Ad aprire la giornata, dopo le presentazioni di rito di Paola Peretti, presidente dell’associazione, l’interessante approfondimento di Oscar di Montigny, direttore Marketing e Comunicazione di Banca Mediolanum, molto apprezzato dal pubblico per la sua riflessione su valori, contenuti e la forza delle idee.
Dall’estero sono arrivate le testimonianze di Robin Teigland, Associate Professor presso la Stockholm School of Economics che ha parlato di crowdfunding, e del Professore George Kuk dalla Nottingham Business School che ha introdotto il tema delle open API come strategia per la social media e mobile industry.

Interessante l’approfondimento sulla misurazione dei risultati in campo digital da parte di Ivana Nenna di Pirelli Tyre, così come il dato di Bob Rupczynski di Kraft Foods, da Chicago, con il +130% derivante dal digital di Kraft, mentre Alessandro Monti, direttore operativo di Feltrinelli Editori, ha portato la sua esperienza non proprio positiva in termini di ritorno sugli investimenti, sottolineando in ogni caso l’investimento fatto in misura ridotta rispetto ad altri media.
Tra i casi più riuscito e più interessanti quello di Jose Rallo, CEO dell’azienda vinicola Donnafugata, che, quasi costretta dalla presenza dei competitor, si è aperta ai social realizzando diverse iniziative degne di nota.
Approccio differente per Samsung Italia, con Giovanni Locatelli che ha focalizzato il suo intervento sull’innovazione e sull’interazione con l’utente. A chiudere la giornata, Gianni Armetta, founder di Streamit TV e Red Ronnie di RoxyBar TV che hanno raccontato come “mettere internet dentro la TV”.
A margine è stato presentato il nuovo progetto di Crazy4Digital, “Math Melodies”, l’app per tablet a supporto ai bambini con disabilità visive per migliorare l’apprendimento della matematica.

Marketing Arena ha seguito l’evento in diretta come media partner, grazie all’utilizzo di Momentz.me, un tool proprietario di monitoraggio del sentiment, che ha raccolto in tempo reale le impressioni del pubblico.
Siamo riusciti a raccogliere le considerazioni di alcuni dei relatori.

Josè Rallo, CEO di Donnafugata

Abbiamo deciso di entrare sui social devo ammetterlo perché tutti i nostri competitor erano presenti e avevano dei bei numeri.
Abbiamo deciso di affidarci ad un’agenzia per quanto riguarda la formazione e la strategia ma di investire su una risorsa interna che gestisca i vari canali social, che conosca tutto della nostra azienda, che viva la vita aziendale e possa condividere i nostri valori con chi ci segue.
Per noi è un modo per fidelizzare i nostri clienti: non abbiamo ancora un e-commerce o un wine club e quindi cerchiamo di coinvolgerli il più possibile negli eventi. Credo molto nella spontaneità del contatto che si crea ad esempio quando abbiamo le cantine aperte o al VinItaly e per ora non ci siamo ancora preoccupati di come convertire tutte le iniziative che abbiamo fatto.
Cerchiamo piuttosto di creare esperienze, aiutando ad esempio le enoteche che sono nostre clienti, ma anche potenzialmente interessate, ad organizzare eventi dove mettere in evidenza il nostro prodotto e regalare ai loro clienti una serata particolare.
Secondo me siamo ancora troppo lontani dalla call to action, bisogna cercare il modo di fidelizzare il cliente, considerando ovviamente le diverse culture.
Ad esempio ai giapponesi regaliamo delle bottiglie di grande formato da mettere in palio tra chi acquista. Non tutti i Paesi però sono uguali, certamente andrebbe formata la forza vendita, ci sono venditori svegli che capiscono e si fanno coinvolgere ed altri che invece sono più restii.

Oscar di Montigny, direttore marketing e comunicazione di Banca Mediolanum

Per noi Facebook e i social media rappresentano un canale attraverso cui fare engagement: non abbiamo necessità di potenziare la customer care perché grazie al nostro efficiente Banking Center e alla consulenza dei Family Banker i bisogni dei clienti vengono sempre soddisfatti.
Non stiamo cercando di convertire, ma di estendere la nostra community. Vogliamo creare una relazione con essa. I social media non sono un mezzo per supportare la vendita, che è infatti delegata alla nostra Rete commerciale; ma devono rafforzare una relazione già esistente e attivarne di nuove.
Il nostro premio alla community consiste nel realizzare ogni giorno contenuti sempre attuali. Il nostro cliente é fidelizzato perché ha fiducia nei valori in cui crediamo da sempre.

Giovanni Locatelli Product e Solution manager di Samsung Italia

Per noi Facebook e i social media all’inizio erano un’estensione del nostro centro assistenza. Abbiamo però deciso di cambiare mentalità e vogliamo soprattutto informare, promuovere e premiare. Sono diverse le iniziative che abbiamo fatto: concorsi, promo, attività di PR promosse solo online.
Per noi Facebook rappresenta il luogo ideale dove incontrare i nostri clienti che sono solitamente molto social.
Nel settore abbiamo tra il 55 e il 60% del mercato, è impensabile erodere ulteriormente tramite i social. Crediamo di più nel fidelizzare, nel trovare contenuti per loro interessanti, nell’innovare sia a livello di prodotto che di comunicazione.

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