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Abbiamo parlato più volte di Futuro Artigiano. Un progetto che merita, almeno quanto il suo autore. Non abbiamo però mai parlato di Futuro Artigiano come caso di Social Media Marketing. Osserviamo:

  • la pagina è “piccola”, conta infatti 3.800 like circa, il tasso di crescita è stato però molto alto visto che il progetto ha probabilmente meno di un anno
  • gli share di ogni post sono in media 40, con picchi negativi a 5 e picchi positivi a 180
  • il posting è frammentato e non continuativo

L’impressione è quella di essere di fronte a un progetto di giornalismo d’indagine. Le notizie non vengono prodotte ma rilanciate e le basi di atterraggio (curate con attenzione con bit.ly traccianti) sono presidi di ulteriore amplificazione dove Stefano Micelli posiziona il proprio progetto, su tutti “che futuro“. Questa pagina mi fa riflettere, spesso 9 Social Media Manager su 10 preparano il piano editoriale con l’animo di “riempire l’excel” piuttosto che candidarsi a ricercatori di contenuti di interesse con l’onestà intellettuale per dire “oggi non ho trovato nulla, la pagina la aggiorniamo domani”. Futuro Artigiano è invece un progetto pensato per anticipare contenuti, quasi con la lentezza di chi non ha da dimostrare, da misurare, da giustificare.

Il punto è proprio questo, si tratta di un progetto “con un brand forte” che potrebbe però scaricare molto di più su un blog (per la verità è ben vegeto il progetto firstdraft) che sui social, un progetto che sceglie invece di essere liquido e puntiforme dove si scrive, ma concentrato e granitico dove si rilancia, e si cura. Curation non è per forza pinterest e storify, curation può anche essere pianificazione intelligente e contenuto di altissimo interesse, taglio internazionale e prospettiva visionaria.

Per un’azienda non è facile proporre una content curation di questo livello, ma è probabilmente li che si andrà in futuro, nella convinzione che non è un buon Social Manager chi si chiede sperso “..e oggi, cosa mettiamo?”

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