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Il mondo dei Social Media è vivo, vegeto e in costante evoluzione. A dimostrarlo il prisma inventato da Brian Solis che fotografa il panorama di tutto ciò che ruota attorno a noi nel mondo social.

Collegandomi ad un post dell’amico Alan Stevenson di Energise2-0 mi sembra molto interessante guardare da vicino la classificazione dei social media operata dal genio di Brian Solis osservando i servizi e gli strumenti che sono scomparsi negli ultimi anni e analizzando i nuovi arrivi.

Cos’è il Prisma della Conversazione?

E’ uno studio che Brian Solis compie dal 2008 assieme a Jesse Thomas che rivisita le tappe dell’evoluzione dei social media. Inizialmente creato in formato digitale appositamente per blog, siti web e presentazioni, grazie alla sua popolarità è diventato un poster distribuito in anteprima al Festival South by Southwest (SXSW) di Austin. Da allora immagine e poster hanno subito degli aggiornamenti per rispondere ai continui mutamenti in atto nel panorama social. L’ultima versione, quella di cui voglio parlarvi, è quella che presenta i cambiamenti più marcati.

Si tratta di una torta a 26 spicchi originariamente ispirata dal Social Media Starfish, un grafico sviluppato da Darren Barefoot e Robert Scoble nel 2007 che descriveva alcune delle società social media e web 2.0 più in voga del momento. Rappresenta la mappa del panorama social e uno studio sull’etnografia digitale che traccia i social network dominanti, quelli più promettenti e li organizza sulla base di come vengono utilizzati nella vita di tutti i giorni.

Ecco alcuni buoni motivi per usare il Prisma.

  1.  Insegnare al tuo capo che i social media non sono una moda passeggera e che non c’è solo Facebook, Twitter e YouTube;
  2. Condividerlo con il tuo team di lavoro per concepire nuovi modi di pensare ai social media;
  3. Studiare il panorama in funzione della prossima strategia o campagna social;
  4. Regalarlo a tutti coloro che amano i social media o che hanno bisogno di imparare ad amarli.

Ma come sta cambiando il panorama, e sta effettivamente cambiando?

La versione 4.0 (le precedenti sono datate 2008, 2009 e 2010) racconta alcuni cambiamenti importanti con la sostituzione di 122 servizi e l’aggiunta di 111. Diamo uno sguardo alle categorie (le lascio in inglese in ordine alfabetico) che compaiono nell’ultima versione.

  • Blogs & Microblogs – WordPress, Tumblr
  • Business – Linkedin, Xing
  • Comments – Disqus
  • Content / Documents – Slideshare, Prezi
  • Crowd Wisdom – Reddit, Storify
  • Discussions & Forums – GoogleGroups
  • Enterprise – Salesforce Chatter, Yammer
  • Events – Eventbrite
  • Influence – Klout, Kred.
  • LiveCasting – Video and Audio – Justin.tv, Ustream
  • Location – Foursquare
  • Music – Spotify, Pandora
  • Nicheworking – GetGlue, FoodSpotting
  • Pictures – Flickr, Instagram
  • Q&A – Quora
  • Quantified Self – Jawbone, Nike+.
  • Reviews & Ratings – Yelp, ePinions, Tripadvisor
  • Service Networks – MechanicalTurk, DesignCrowd.
  • Social Bookmarks – Instapaper, Evernote
  • Social Commerce – LivingSocial
  • Social Curation – Pinterest, Paper.li
  • Social Marketplace – Groupon, Kickstarter.
  • Social Networks – Facebook, Google+
  • Social Streams – e.g.Twitter, App.net
  • Video – Vimeo, YouTube
  • Wikis – Wikipedia, Wikispaces

Via il vecchio…

Negli ultimi cinque anni abbiamo perso la categoria dei Micromedia (Yammer e Twitter). Questi servizi ora li troviamo in Enterprise (Yammer) e in Social Streams (Twitter). Abbiamo perso anche Video Aggregation, Blog Communities and Lifestreams come per esempio FriendFeed (l’ultima di queste sostituita da Social Networking con il colosso di Facebook). Twitter Ecosystems è sparito. Blogs / Conversations come Technorati, Social Mention, sono scomparsi nella revisione più recente perché questi servizi sono offerti in modo più efficace attraverso strumenti di monitoraggio dei social media (come Radian 6). Virtual worlds come SecondLife non sono più presenti ma non è certo una sorpresa. Infine Solis ha deciso di omettere Customer Service Networks come GetSatisfaction forse perché oramai il customer service non è più specifico di una singola piattaforma ma gli utenti utilizzano abitualmente e si aspettano di ricevere supporto attraverso una serie di canali compresi Facebook e Twitter.

… Dentro il nuovo

Queste sono invece le categorie aggiunte all’ultimo Prisma che riflettono alcune delle principali tendenze in atto:

  • Enterprise: legato all’uso crescente delle tecnologie digitali all’interno delle aziende;
  • Influence: strumenti che aiutano a misurare l’influenza nostra e di coloro che ci stanno intorno;
  • Quantified Self’: strumenti di misurazione da una punto di vista molto personale (Nike+);
  • Social Marketplace’: dove avvengono non solo transazioni con social retailers ma dove si vende, si diventa partner e si sovvenziona attraverso questi servizi;
  • Service networks’: che ci consentono di procurarci nuovi skill e risorse dal nostro network allargato.

Qual è il senso del Prisma?

Brian Solis ha voluto organizzare il panorama degli emergenti media sociali con l’obiettivo di aiutare a capire il mondo dei new media e nello stesso tempo di fornire alle donne e uomini di marketing uno strumento visivo in grado di tracciare tutto il ventaglio delle opzioni sul tavolo attraverso una visione olistica. Il Prisma è così diventato l’illustrazione standard per tutto ciò che riguarda i social media.
Perché si definisce Prisma e non semplicemente “ruota colorata”? Perché il significato del Prisma è letterale e figurato e chiamarlo ruota colorata vorrebbe dire svilire il suo disegno e proposito.
Un prisma, infatti, separa la luce in uno spettro di colori. La “luce bianca” in questo caso, è il flusso focalizzato delle conversazioni che sono spesso raggruppate, ma non separate per voce, contesto, fonte, e risultato.
Prendiamo un dialogo e immaginiamolo come un raggio che spariamo in uno spettro di luce, che decidiamo di chiamare “illuminazione” per vedere, udire, imparare e adattarsi. E’ come se dessimo vita alle conversazioni.
Usato in senso figurato si riferisce alla chiarezza o distorsione collegate a un particolare punto di vista per esempio come quando si dice “vediamo le conversazioni delle reti attraverso il prisma del nostro cruscotto sociale”. Ogni sfumatura di colore rappresenta una rifrazione di luce completamente unica, che significa separazione del contesto e dei significati a seconda del network cui facciamo riferimento.
Dalle stesse parole di Solis: “Originariamente riflettevamo la luce delle conversazioni verticalmente, ma quando il web sociale si è sviluppato, abbiamo modellato la luce riflessa in un cerchio che fosse capace di aiutare le persone a capire che il tempo di UNA audience, UNA voce, UNA storia erano finiti. Noi dovevamo immaginare, organizzare e capire che le conversazioni avvengono in comunità che non siamo ancora in grado di comprendere, e ovviamente ben lontano da Facebook o Twitter.”
In conclusione, il Prisma della Conversazione sembra descrivere nel modo corretto il panorama dei Social Media perché riflette alcune importanti tendenze in atto in questa fase di trasformazione dai media sociali ai business sociali. Ci dice inoltre che i social vivono un momento di ottima solute e costante evoluzione mentre si affacciano quotidianamente sempre nuovi strumenti e servizi (Vine, Instagram, Pinterest ecc.)
E’ quindi fondamentale conoscere e capire come cambia il mondo social, e il Prisma e altre rappresentazioni simili forniscono uno strumento molto utile per riconoscere e identificare tutte le applicazioni che possono garantire un ritorno dell’investimento nel proprio business. Vale anche la pena allargare gli orizzonti e andare al di là del proprio naso (Facebook, Twitter e LinkedIn).
Che ne dite? Pensate il prisma possa essere utile? Può avere senso utilizzarlo quando si prendono le decisioni di social media marketing? Lo avete già fatto?

Come sempre attendo numerosi i vostri commenti.

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