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Ogni anno nel mio paese la parrocchia organizza una raccolta di generi alimentari per la Caritas, in questa giornata i giovani volontari visitano le famiglie chiedendo una piccola donazione di cibo per partecipare e dare un aiuto a questa associazione. Da qui parte la mia ricerca per capire come un’attività di questo genere possa essere traslata sul web: mi sono fermato su ifoodshare.org, la piattaforma tutta italiana che permette a chi lo desidera di donare cibo a chi più ne ha bisogno.

Il progetto parte dalla mente di quattro giovani siciliani che hanno individuato nel web una cura contro lo spreco del cibo, problema a cui non si dovrebbe essere indifferenti, visto che, come scrivono sulla homepage di ifoodshare, in Italia ogni anno vengono gettati 12,3 miliardi di € di cibo.

Il funzionamento è semplice: dopo una breve registrazione è possibile inserire la lista delle “ceste” che si vogliono offrire descrivendone il contenuto e chi è interessato può farne richiesta. Il tutto è basato sulla posizione geografica degli utenti, di modo che ci si possa accordare per lo scambio tramite messaggio privato sul sito e scambiare i prodotti faccia a faccia.

L’idea porta sul web attività che al solito richiedono un grande sforzo organizzativo e molto impegno da parte dei volontari, la piattaforma inoltre, sfruttando la potenza e la viralità della rete, potrebbe accrescere il suo pubblico e il numero di persone interessate a prendere parte a questa iniziativa. Per ora il progetto non è molto conosciuto (la pagina Facebook conta poco meno di un migliaio di fan), ma il sito è online solamente da Febbraio 2013. Personalmente credo che con un pizzico di promozione in più, si potrebbero raggiungere ottimi risultati: la solidarietà in un momento di crisi come questo è un’arma da non sottovalutare.

La cosa che mi piace di più è che questo progetto non resta confinato all’interno della rete, ma produce effetti che sono tangibili sulla realtà; non è un movimento fine a sé stesso, ma si espande e coinvolge anche chi nel web non trova spazio o lo ha sempre giudicato come un gioco, uno strumento che non avrebbe potuto cambiare le cose. Forse ci siamo, qualcuno comincerà a ricredersi da questo, mentre a qualcuno servirà una prova più grande. Di certo io non mancherò di pensare a come utilizzare ifoodshare per la prossima raccolta alimentare del mio paese.

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