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La notizia è stata lanciata qualche giorno fa da Planet Retail, fonte mondiale per il mondo del retail e della distribuzione.
All’inizio si parlava di rumors basati su esperimenti qua e là negli US, ma a quanto pare, il gigante dell’e-commerce Amazon prova a puntare sulla categoria di beni più difficili da vendere online: il food.

Il titolo parla molto chiaro: Introducing Amazon Fresh.
Attualmente disponibile solo nelle zone della California e di Seattle, qualora ciò funzionasse, potrebbe dare il là ad una mutazione globale della distribuzione.

Volendo osservare il fenomeno in chiave storica, bisognerebbe partire dal Mail Order: servizio di vendita a distanza basato su catalogo e corrispondenza che secondo molti, è da considerare come il padre legittimo dell’attuale e-commerce.

Detto questo, la breve (ma neanche tanto) storia di Amazon, porta una forte evoluzione di categoria che ha visto la partenza sui libri e la crescita su altri settori, facili da acquistare online data la ridotta problematicità nell’acquisto a distanza, e la caratterizzazione della convenienza di prezzo.

Oggi Amazon prova a vendere l’alimentare online.

Sono molte le aziende della distribuzione che in tutto il mondo stanno sperimentando la multicanalità, anche con approcci ibridi come il click and collect (compra online, ritira offline), ed anche aziende italiane come Esselunga e Coop non son da meno; ma il vedere un retailer globale cimentarsi in quest’opera fa riflettere.

Fa riflettere sul momento e sulle conseguenze: è finalmente arrivato il tempo in cui il consumatore (statunitense per ora) è disposto ad acquistare anche il cibo online? Come impatterà questo fenomeno sulla concentrazione distributiva statunitense e sulle dinamiche competitive?
E poi, rimarrà un fenomeno di successo isolato negli States (qualora ci fosse), o si potrà adattare tale esperienza anche al vecchio continente?

Ci sono molte dinamiche da analizzare, ma intanto la prima pietra è stata scagliata, pardon, la ciambella!

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