Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook

Aziende e app. Tema molto dibattuto. I più avveduti consulenti aiutano le imprese seguite a non replicare il sito web su un’applicazione nativa per i vari terminali (iOS, Android, Windows Phone), risultato raggiungibile con un progetto “mobile responsive”, costruendo invece un’app solo in caso di reale necessità, necessità che spesso corrisponde con la parola utility a disposizione dei consumatori. Da quando è stato creato l’Apple store sono state scaricate 25 miliardi di applicazioni, è quindi palese che come l’ottimizzazione dei siti internet per i motori di ricerca (SEO) rappresenta una necessità, anche il servizio di aumento della visibilità e reperibilità sugli store delle applicazioni (che definiamo appunto App Store Optimization o ASO) risulta sempre più importante. La partita si gioca su due necessità che non sembrano poi così nuove:

  • rendere massimamente reperibile un’app negli store
  • reagire agli update di algoritmo che gli stessi propongono di tanto in tanto

Tutte cose cui Google ci ha abituato, e i milioni di risultati di ricerca tra cui emergere sono assolutamente garantiti anche nel mobile visto che al 2 aprile erano 600.000 le app per iOs e 450.000 quelle disponibili per Android.

La Strategia ASO

Per massimizzare la visibilità di un’applicazione negli store è necessario rifarsi alle basi dell’ottimizzazione classica, fattore che dovrebbe rasserenare chi già opera su questi mercati e in parte confermare l’idea che per i SEO cambia lo strumento ma non frana il terreno sotto i piedi. Come discuto spesso con amici che da anni si occupano di motori di ricerca, oggi il SEO è molto più un’analista che un esecutore, un direttore d’orchestra. Farà piacere sapere che sono ancora audience, marketing e keyword i capisaldi della ASO strategy. Come Fare? Se per l’analisi dell’audience e lo sviluppo di una marketing strategy possono venirci incontro strumenti che già ben conosciamo come Google Analytics o i Social Media, non possiamo ignorare alcuni strumenti più nuovi, che il buon web marketer già dovrebbe dominare

I tool

Tra i vari strumenti da approfondire, tre sembrano davvero importanti, parliamo dell’app store keyword volume estimator, di appcode.es e di flurry, in particolare gli ultimi due sembrano davvero aver “già sbancato” in questo nuovo ed emergente settore. Il circolo virtuoso “build – measure – advertise – monetize” è il mantra per chi ambisce a sbancare l’app store, e la concorrenza sembra farsi agguerrita. Da leggere anche questa presentazione slideshare che approfondisce l’ottimizzazione descrittiva in fase di presentazione di un’app

Consigli operativi

Riassumendo, ecco cinque consigli operativi per avere successo in App Store:

  • il nome scelto è importante
  • lavorate molto su keyword e description
  • il design dell’icona e gli screenshot di anteprima possono fare la differenza
  • recensioni e valutazioni sono (ovviamente) vitali
  • esiste un rapporto tra le pagine html dedicate alle applicazioni stesse e i risultati di download ottenibili

Ci torneremo, soprattutto su questa ultima parte, quello che la nostra indagine ci ha portato a scoprire è che il SEO classico di certo non è morto, ma cosi come il second screen è deputato a modificare le nostre abitudini, cosi il mobile è un settore nuovo tutto da scoprire. Siamo pronti?

Commenti