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Oggi parliamo di destination marketing e credo proprio che ciò che sto per raccontarvi sia l’evoluzione naturale del classico (ormai) blog-trip. Parlo di BlogVille, il progetto 2.0 che l’Apt (Agenzia di Promozione Turistica) della regione Emilia Romagna ripropone per il secondo anno consecutivo, con risultati relativi alla prima edizione a dir poco stupefacenti, anche se (forse) molto più conosciuti all’estero che in Italia (la BBC gli dedica anche un tweet in seguito alla messa on-line dello scorso anno e qui, su iambassador.net, si definisce BlogVille “the most successful social media campaign of the travel industry”).

Bhe, non c’è da stupirsi riguardo all’originalità o comunque alla conformità alla comunicazione 2.0 del sistema BlogVille, perché nasce dalla conversazione, davanti a due birre, tra Kash Bhattacharya (budgettraveller.org), Melvin Böcher (traveldudes.org), e il “nostro” Nicholas Montemaggi a dicembre del 2011. I primi due, per i non addetti ai lavori, sono forse coloro che hanno generato, da tempo, il trip blog per eccellenza: Kash Bhattacharya è stato inserito qualche tempo fa trai 50 top influencer in travel mondiali e Melvin Böcher ha creato un blog, di viaggiatori per viaggiatori, considerato uno dei cento migliori al mondo.

Tutti e tre, appena concluso il primo blogger-trip al quale Kash e Melvin avevano appena partecipato, discutevano su quanto esso assomigliasse ad un press-trip. Hanno deciso così di inserirci un ingrediente segreto: la libertà. Non a caso il claim di BlogVille è “Eat, feel and live like a local in Italy”, e dopo questa illuminante chiacchierata Nicholas Fontemaggi, di Apt servizi, non ha fatto altro che dare una “forma”, o forse è meglio dire una base strategica, alla libertà di comunicazione dei generatori di contenuti sul web.

Per 83 giorni, (tra fine aprile a metà luglio) sono stati ospitati in due appartamenti (a Rimini e Bologna), messi a disposizione da Apt, 50 blogger provenienti da 9 paesi: Stati Uniti, Australia, Canada, Inghilterra, Scozia, Germania, Austria, Finlandia, Norvegia. Ogni settimana venivano illustrate loro le potenzialità del territorio tramite un educational ma poi potevano scegliersi in piena autonomia gli itinerari e le esperienze da praticare. Si sono candidati tramite il form presente sul sito del progetto, e sono stati scelti (sia junior, con blog di almeno un anno, che senior, i più famosi del settore) in base agli interessi, lo stile, e la nazionalità.

Nicholas Fontemaggi ci spiega ciò ha contribuito a generare contenuti diversificati in base alle attitudini e alle conoscenze dei 50 blogger e commenta: “La scoperta in libertà del territorio (quindi senza obblighi o tappe forzate) e senza vincoli temporali, è riuscita a creare argomenti veramente interessanti per i propri lettori, fan e follower e allo stesso tempo presentare l’Emilia Romagna su tutti i principali canali di comunicazione del web. Ma c’è di più: ogni singolo blogger è diventato un vero e proprio ambasciatore digitale della regione. C’è chi è tornato per scoprire ancora di più il territorio, chi è rimasto ed ha deciso di fare dell’Emilia Romagna la sua vera e propria casa e chi continua tutt’ora a pubblicare e condividere articoli, foto e video sul web, nonostante il progetto abbia chiuso le porte l’estate scorsa (coda lunga del progetto)”.

Se il ROI del Social Media Marketing è ancora oggetto di dibattiti e algoritmi da codificare, il risultato del primo anno del piano di web marketing Emiliano Romagnolo è più che evidente: 280 articoli pubblicati sui singoli blog, oltre 8,5 milioni di utenti raggiunti sui social network, 75 milioni di impression su Twitter, più di 2500 immagini e video condivise. Inoltre Emilia Romagna turismo racchiude tutte le storie narrate in un E-Book, scaricato 2000 volte.

Il 29 aprile parte la seconda edizione, che si differisce dalla prima: innanzitutto durerà addirittura 5 mesi, e ospiterà anche blogger da Russia, Brasile e Cina: “La location sarà la centralissima Bologna – commenta Nicholas Fontemaggi -, che permetterà ai diversi partecipanti di raggiungere in maniera comoda e veloce ogni angolo del territorio e le sue relative eccellenze. L’appartamento, situato nel centro storico di Bologna, ospiterà da 4 a 6 blogger a settimana, provenienti da tutto il mondo.

Altra novità, all’interno dell’appartamento sarà presente ogni 3 settimane un resident blogger che fa parte del gruppo degli ambassador con i quali il progetto è stato ideato lo scorso anno e con i quali si è sviluppata anche questa seconda edizione. Il resident blogger avrà il compito di affiancare il “Master of the House” (il cosiddetto padrone di casa) per coordinare e aiutare i singoli blogger durante il loro periodo di permanenza all’interno della casa”.

Non da ultimo, segnalo il survivor pack gastronomico all’interno dell’appartamento, con tutte le prelibatezze e specialità possibili regionali. Nicholas ci racconta di approcci indimenticabili, come la scoperta, quasi divertente, dell’aceto balsamico da parte dei ragazzi, a loro completamente sconosciuto…

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