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Il compito del Social Media Analyst è quello di analizzare le conversazioni nei social media per un brand o un argomento specifico. Per fare questo è necessario impostare prima il lavoro per non perdere troppo tempo.

Tools d’analisi

La quantità di dati da analizzare nei diversi media può essere molto elevata, soprattutto se si tratta di brand particolarmente conosciuti. Per questo motivo spesso le aziende si avvalgono di tools specifici, a pagamento, che facilitano il lavoro. Essi rilevano in modo automatico tutte le mentions del brand in questione (si può scegliere anche un preciso periodo di tempo) e le dividono già per media (cioè dividono di solito in blog, forum, Twitter, traditional media). Tra i più utilizzati ci sono: Brandwatch, Sysomos, Socialbakers.

Conversazioni

Un bravo analista deve prima di tutto cercare di eliminare le conversazioni irrilevanti che andrebbero a creare solo una mole di lavoro inutile più tardi. Per fare ciò è necessario ricercare, anche semplicemente in Google, per andare a individuare se ci sono altri brand con lo stesso nome in altre parti del mondo, altri significati della stessa parola e argomenti che possono essere fuorvianti, così che già dall’inizio queste conversazioni possano essere tolte. Accadrà comunque che molte mentions saranno irrilevanti per il nostro brand, ma queste saranno catalogate come tali e lasciate da parte.

Capire il sentiment

È molto importante quindi che le keyword siano studiate correttamente e in modo approfondito.
I tools citati prima attribuiscono un sentiment alle mentions che può essere positivo, negativo o neutro. E’ proprio a questo punto che entra in campo la bravura dell’analista. Infatti molto spesso questi sistemi di monitoraggio non riescono ad interpretare correttamente le opinioni, capita spesso che espressioni ironiche siano riconosciute come negative o che espressioni neutre siano riconosciute positive o ancora che espressioni molto negative siano classificate come neutre. Per questo è necessario analizzare tutte le mentions singolarmente per capire qual’è il giusto sentiment. Nella maggioranza dei casi un elevato numero è neutro, attorno al 70-80%. Il resto si divide in positive e negative.

Per concludere, se l’analisi viene fatta per più lingue è necessario che si traduca in modo corretto la terminologia specifica, avendo cura di non trascurare i modi di dire ed espressioni particolari tipiche di un’altra lingua. È quindi necessaria una conoscenza approfondita della lingua in cui si va a fare l’analisi per stabilire già delle keyword che riescano a dare risultati soddisfacenti.

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