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Il progetto era stato lanciato tempo fa con una pagina su G+, che parlava di una “normale” montatura di occhiali dotata di un display in alto a destra ed una fotocamera, in grado di far vivere una realtà aumentata gestibile a comandi vocali.

Un prodotto di fascia alta, il cui prezzo si aggira attorno ai 1.500 dollari.

Avevo già parlato di tecnologia indossabile, ma questi Google Glass sembrano davvero avere il potenziale per rivoluzionare l’approccio alla tecnologia nei prossimi anni. Ora gli sviluppatori di Mountain View infatti fanno sul serio, e hanno presentato le prime app all’SWSX Conference di Austin.

Alla domanda “how does it feel?” Google risponde così.

Applicazioni

La novità principale è l’interfaccia Mirrow API, che rende più semplice il lavoro dei programmatori e permette di collegare i Google Glass alle applicazioni e ai server di Google. La prima app è realizzata in collaborazione col New York Times, consente di selezionare temi d’interesse,  leggere i titoli delle notizie, e ascoltare gli articoli dopo averli selezionati. Sarà poi presente Gmail gestibile grazie a comandi vocali, Evernote, Skitch (per scattare e condividere foto) e Path (che informa della condivisione di immagini da parte della propria cerchia di amici). Oltre a questo sono previsti ovviamente gestione di musica, reperimento indicazioni stradali, videochiamate, check-in, gps, e integrazione con smartphone.

Questi non sono altro che alcuni dei servizi che verranno offerti, infatti una volta rilasciate le API, gli sviluppatori saranno in grado di generare tanti altri servizi che non si baseranno soltanto sul social networking, ma, come ha riferito lo sviluppatore Timothy Jordan, “servizi che possono migliorare la vita di tutti”.  Unico limite, le “4 regole” imposte dallo stesso Jordan:

  1. Essere progettato per Glass
  2. Non intralciare o disturbare
  3. Essere tempestivo e semplice d’utilizzo
  4. Evitare gli imprevisti

A guardare il video Google Glass del giorno di San Patrizio, sembra quasi che chi indossi gli occhiali parli con un piccolo aiutante, una “spalla destra”, su cui fare affidamento proprio in ogni occasione. Quasi come un assistente che in base alla posizione attuale, alle ultime ricerche effettuate e alle impostazioni prescelte col proprio account google, propone informazioni e suggerimenti grazie ai vari servizi forniti da BigG: answers without having to ask. 

Opportunità per le aziende

È evidente come le imprese possano far tesoro della montagna di informazioni derivanti dall’uso dei Google Glass, con i quali sarà possibile sapere chi è, cosa fa e cosa vuole l’utilizzatore. Questo permetterà ai brand di interagire in modo del tutto contestualizzato e “naturale”, inserendosi ad hoc nelle attività svolte dall’utente per offrire in qualsiasi momento, contenuti, prodotti e servizi graditi e coerenti con le sue preferenze.

Ovviamente questo apre il capitolo privacy e permission marketing, che ha già iniziato a far discutere. Una delle particolarità dei Google Glass infatti è la capacità di filmare in ogni momento e in modo del tutto discreto, persone, luoghi ed eventi che circondano l’utilizzatore. Ma in certi luoghi come mezzi pubblici, cinema, urna elettorale, ecc, è vietato riprendere foto e video, e anche se le registrazioni delle proprie conversazioni con altri sono lecite, non lo è diffonderle senza il consenso di questi.

L’attenzione però va anche all’effettiva usabilità delle applicazioni per la vita in mobilità proposte dalle imprese, che dovranno fornire contenuti o servizi realmente utili e fruibili, anche mentre l’utente è impegnato a fare altro. Lasciare le mani  libere, infatti, appare un dettaglio fondamentale per lo sviluppo e il successo degli occhiali marchiati Big G.

Numerosissimi i settori che potrebbero investire vantaggiosamente nella nuova tecnologia. Dall’educazione,  dove l’interattività è uno dei migliori modi per incoraggiare e approfondire la conoscenza, alle biotecnologie con la registrazione dei dati provenienti dal proprio corpo, alla medicina come supporto ai dottori durante visite e operazioni, nonché a tutte le esperienze di acquisto, intrattenimento, moda e condivisione. 

Le possibilità di utilizzo sono davvero tante, e per alcuni talmente incisive da poter cambiare radicalmente le nostre abitudini e attività future. E rigirandovi la domanda che Google ha fatto ai suoi utenti, vi chiedo: “What would you do if you had Glass?”

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