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Realtà aumentata si o realtà aumentata no?

Siamo ormai nel 2013 inoltrato e la realtà aumentata non ha ancora avuto l’espansione teorizzata, restando appannaggio di pochi addetti ai lavori. Ci troviamo davanti ad un fail? Probabilmente no!

I tempi non sono ancora maturi a livello tecnologico, ma la crescente diffusione di smartphone e la richiesta di coinvolgimento degli utenti nei contenuti proposti dalle aziende, sembrano portare verso la rivincita di questa tecnologia. Anche le aziende, sembrano rendersi conto delle sue potenzialità; secondo infatti uno studio presentato da ABI Research il mercato statunitense della realtà aumentata raggiungerà nel 2014 i 350 milioni di dollari, segnando una crescita esponenziale se si considera che gli investimenti nel 2008 raggiungevano appena i 6 milioni come testimonia Business Insider.

Sicuramente la realtà aumentata non può essere utilizzata come strumento fine a sé stesso, ma deve essere integrato all’interno di una visione strutturata che tenga conto sia delle attività online (social in primis), che offline dell’azienda. Il successo infatti non viene garantito dal semplice utilizzo della stessa – perché va di moda – ma deve portare un valore aggiunto al consumatore, esperienziale o tangibile che sia.

Come fare in modo che questo avvenga? Studiando il proprio target di riferimento, le sue abitudini i suoi interessi; cercando il contatto in modo spontaneo, non invadente e, perché no, curiosando cosa hanno fatto le altre aziende, competitor e non, perché l’idea giusta può venire quando meno te l’aspetti.

Proprio per questo volevo proporvi tre applicazioni di realtà aumentata particolarmente ben riuscite, nei tre settori dove questa applicazione ha maggiori potenzialità.

National Geographic e l’ambush marketing

Avevo già parlato di come la realtà aumentata sia al servizio dell’ambush marketing, accerchiando su di sé le attenzioni delle persone anche in un luogo carico di stimoli come può essere un centro commerciale; ecco la versione di  National Geographic.

Stella Artois e la geolocalizzazione 3d

Si parlava prima di servizio al cliente? Stella Artois ha realizzato un’app in cui è possibile visualizzare pub e locali in cui provare e gustare la propria birra.

Maybelline’s e l’e-commerce

Promossa ma con un punto di domanda. Sicuramente tra tutte le applicazioni della realtà aumentata l’e-commerce potrebbe essere quella più interessante, restituendo in parte l’aspetto ludico che al momento è carente nell’acquisto online. La tecnologia è però ancora abbastanza arretrata, e per quanto l’idea possa essere accattivante, probabilmente dovrà passare ancora qualche anno prima che la fusione tra realtà aumentata ed e-commerce diventi realtà. Nel frattempo vi segnalo l’app di Maybelline’s che si rifà al video.

(Credits Image: http://www.rojaksite.com/)

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