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Diciamolo, ci piace creare classifiche e confrontare tutto ciò che capita sotto mano. Abbiamo il nostro metro di valutazione, una scala di valori e passioni che influenza le nostre priorità e la percezione che diamo ai fatti esterni. In rete è più o meno lo stesso. Fin dalla creazione di Google e dell’algoritmo che lo sottende, mettere in ordine fatti, cose e persone è sempre stata la soluzione più ovvia. Oggi, con il web sociale misuriamo persone e aziende più degli stessi contenuti. Nuove scale di valore, indici d’influenza e popolarità impattano nel quotidiano, determinati dal nostro comportamento e dalle nostre relazioni.  Fan, follower, like, klout, tutti valori astratti, fittizi, che acquistano gradualmente un valore economico, spendibile nella vita reale.

Il nuovo valore dei Tweet

Come scritto da  Arne Roomann-Kurrik sul blog degli sviluppatori di Twitter, la celebre piattaforma di micro-blogging ha intenzione di classificare i nostri tweet secondo un ordine d’importanza: nullo, basso o medio; introducendo solo successivamente un valore alto, considerato al pari di un top tweet per il motore di ricerca interno. Questo valore sarà presente nelle API di Twitter e non visibile al pubblico per il momento. Lo scopo principare è creare flussi qualitativi. I giudizi con i valori verranno assegnati analizzando i metadati dei tweet pubblici, impiegati per aiutare gli sviluppatori a gestire meglio le enormi quantità di messaggi pubblicati. Questa novità faciliterà il lavoro degli analisti e aumenterà la qualità dei servizi in streaming, consentendo l’analisi e la rappresentazione di conversazioni su un tema specifico, aggregando utenti e tematiche con maggior facilità.

Ma quale sarà il metro di giudizio?

Twitter premierà gli utenti con più follower, quelli più qualificati attorno ad una specifica tematica, quindi mediante l’utilizzo di appositi hashtag; al contrario, cercherà di tarpare le ali ai bot ma soprattutto a spammer e utenti poco corretti e volgari. Un nuovo sistema che crea una classificazione di visibilità che, da un lato, incrementa l’importanza della gestione di questo canale e, dall’altro, apre nuove possibilità per Twitter di monetizzare attraverso l’attribuzione di valore, e quindi di visibilità, ai messaggi veicolati dai brand.

I follower non sono tutti uguali

Su Twitter il numero di follower è da sempre considerato indice di popolarità per l’utente, tuttavia è molto importante tener conto dell’attività che l’utente svolge: tweet, re-tweet e tasso di risposta. Una ricerca interessante di Kodai Saito and Naoki Masuda, del dipartimento di matematica dell’Università di Tokio, ha evidenziato la differenza tra utenti in base ai follower attraverso una prospettiva di rete. Secondo la ricerca (per semplificazione), vi sono due tipi di utenti sulla piattaforma, entrambi con molti seguaci: il primo tipo segue poche persone mentre il secondo ha tanti following e tanti follower. Studi precedenti affermano che il valore d’influenza per un utente su twitter cresce con l’aumento del distacco tra chi seguiamo e chi ci segue. La ricerca conferma queste conclusioni, specificando come il numero di follower sia un indice parziale per descrivere l’influenza, entra però nel dettaglio, aggiungendo alcune varianti interessanti, misurando il tasso di reciprocità.

Utenti del secondo tipo, con un numero considerevole sia di follower che di following, mirano a promuovere i loro contenuti, tendono a fare follow-back, scambiano molti tweet con diversi gruppi di utenti con cui sono densamente correlati. Questi utenti sono caratterizzati da un elevato tasso di reciprocità, da pagerank più bassi e da una maggior presenza di follower di secondo tipo tra i loro seguaci. Gli utenti del primo tipo – che seguono poche persone a parità di follower – hanno invece un pagerank più elevato ma un tasso di reciprocità (scambio di link/tweet) nettamente inferiore, utilizzando spesso twitter come strumento unidirezionale. La popolarità degli utenti del primo tipo è maggiore ma l’indice di reciprocità mette in guardia sulla gestione di questi account.

La svolta qualitativa di Twitter

La svolta qualitativa imposta da twitter vuole dare maggior importanza agli utenti attivi e alla qualità dei tweet. Questo senza dubbio sposterà l’asse del valore dai follower alle interazioni (citazioni, re-tweet). Un’innovazione meritocratica che probabilmente indebolirà il mercato dei follower, limitando la presenza dei bot e causando altre ripercussioni.

Tutti gli account aziendali su twitter dovranno diventare più relazionali, il mercato – già presente – di tweet, retweet e citazioni si trasformerà in vero business, nasceranno nuove strategie di marketing, nuove possibilità per i brand all’interno della piattaforma e gli utenti più popolari (ed influenti) inizieranno ad interagire con maggior frequenza.

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