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Tutti sanno che Google Plus è il social network creato da Google nel giugno 2011 per entrare con forza nel grande mercato social e contrastare l’espansione di Zuckerberg & co. Premessa per il successo: un’offerta originale fatta di nuovi contenuti multimediali, possibilità di avviare sessioni audio e video tramite i “videoritrovi” (hangouts) o le stanze virtuali, condivisione di video e file con uno spazio di archiviazione illimitato, kit creativo per rendere più accattivanti foto e immagini.

Ma.. chi l’ha veramente provato?! Il social targato Google sembra un po’ soffrire della diffidenza degli utenti (mia in primis), come ne aveva sofferto Twitter circa tre anni fa. Confesso che dopo aver aggiornato il mio status FB, controllato gli ultimi tweet, aggiunto un paio di foto su Instagram e aver fatto il check in su Foursquare (solo per citare la punta di un iceberg digitale ormai difficilmente ignorabile), avevo esaurito l’attenzione per il mondo social. Ma forse è il caso di dare un’occhiata più da vicino.

Si dice che dopo un inizio incerto, Larry Page (CEO&cofounder) abbia ingranato la marcia per far uscire il social dalla nicchia in cui si ritrovava intrappolato, riducendo il notevole distacco con Zuckerberg. Sono mesi infatti che quasi tutti i servizi targati “big G” (Gmail, YouTube, etc) sono stati collegati a Google+, conducendo inevitabilmente l’utente che li utilizza a crearsi un profilo sul social network. L’obiettivo per Google, rimane quello di integrare i canali creando sinergie tra i vari prodotti, come dice il vicepresidente Bradley Horowitz “Google+ is Google. The entry points to Google+ are many, and the integrations are more every day”.

Risultato? G+ ha raggiunto i 500 milioni di iscritti a fine 2012, con 135 milioni di utenti attivi e una crescita mensile del 9%. Il traguardo però sembra ancora lontano se consideriamo il miliardo di utenti raggiunti da FB e la media di minuti spesi mensilmente sui social network (tre di G+ contro i 400 di FB).
G+ presenta però alcune varianti e nuove funzionalità rispetto ai concorrenti. Il sistema dei contatti è organizzato e suddiviso in “Cerchie” liberamente creabili e modificabili dall’utente, dove a differenza di Facebook, non è prevista accettazione “dell’amicizia” ma si possono vedere solo i contenuti che la persona che si segue ha deciso di condividere anche con utenti estranei alle sue Cerchie. Agendo sulle impostazioni è quindi possibile limitare la diffusione dei dati personali, di qualsiasi notizia o pubblicazione, con una gestione ottimale della privacy. C’è inoltre la possibilità di creare dei feed con la funzione “Spunti”, inserendo nel box degli argomenti preferiti e dando così vita ad uno stream di contenuti inerenti i topic selezionati, condivisibili poi con i propri contatti.

Per quanto riguarda privacy e autenticità, a differenza di Facebook in cui non esistono garanzie sui profili fake, G+ dispone di un interessante funzionalità: un sistema di identificazione visibile tramite un’icona accanto al nome del profilo. Nel luglio 2011 al momento delle iscrizioni alla versione di test, è stata applicata infatti una politica di sospensione degli account degli utenti ritenuti in violazione: pseudonimi, soprannomi e nomi reali non-standard (ad esempio, omonimi o nomi che includono caratteri da più grafie linguistiche) sono stati tutti bloccati.

Sfruttando le sinergie tra canali, Google collega quindi le attività online con le persone reali di cui conosce amici, preferenze e abitudini, creando una spirale virtuosa che permette di vendere in maniera più redditizia gli annunci pubblicitari. Una più ampia integrazione tra i servizi della “big G” consente infatti di acquisire informazioni preziose da sfruttare in ambito marketing, come ad esempio l’utilizzo delle recensioni dei prodotti scaricati dal Google Play Store, un tempo anonime, ora collegate a G+.

La struttura delle Cerchie inoltre può essere sfruttata dalle utenze business per migliorare la collaborazione e la comunicazione all’interno dell’azienda, con un controllo preciso e flessibile delle persone con le quali condividere specifiche informazioni, e una gestione più efficace rispetto alle Liste di Facebook che già conosciamo. Inoltre, a differenza della maggior parte dei social network di tipo business, resta la possibilità di potersi connettere con qualsiasi utente di G+ ed estendere la comunicazione anche al di fuori della propria organizzazione.

Anche le community (corrispondenti ai gruppi di FB), risultano particolarmente efficaci per le imprese, che possono far convergere persone diverse che discutono su un argomento specifico in unico spazio, aumentando il dialogo azienda-cliente. Penso in questo caso a discussioni sui servi, attività di customer care, community di testing di prodotti in anteprima, o promozioni ad hoc su utenti selezionati. Dal punto del team building poi, potrebbe essere usato come strumento per creare raduni interni di colleghi che lavorano allo stesso progetto, per un dialogo diretto e privato attraverso il canale di G+.

Attualmente quindi, anche se con una realtà ancora un po’ sconosciuta, G+ sembra avere tutte le potenzialità per uno sviluppo sia social che aziendale, e una volta massimizzate le integrazioni con il mondo Google, avrà le carte in regola per diventare una delle piattaforme più complete ed efficienti del web!
Provare per credere 😉

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