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Twitter è un mezzo formidabile per raccontare storie. La limitazione a 140 caratteri non ha per nulla inibito la facoltà umana di usare le parole per ricostruire i fatti del passato, del presente, o quelli soltanto immaginati. Racconterò tre casi studio utili per capire come è possibile coinvolgere, istruire, o semplicemente divertire i propri followers raccontando il mondo degli umani (ma non soltanto quello).

Il successo di queste operazioni consiste nel riuscire a tenere alta l’attenzione del pubblico on line usando il racconto in quanto forma primaria di comunicazione: un po’ come succede nelle soap opera, anche Twitter può tenere incollate le persone sulle proprie sedie, o sui sedili di un autobus perdendo così diverse fermate pur di sapere “come è andata a finire” una determinata storia. Questo perché generalmente i racconti attraversano le generazioni, ci connettono con fatti e persone spesso lontane, stimolano l’immaginazione e le emozioni.

@RealTimeWWII

Una delle storie più importanti e avvincenti da racccontare: la Seconda Guerra Mondiale, dal 1939 al 1945. Uno studente di storia di Oxford, Alwyn Collinson, ha aperto un canale Twitter che riporta in ordine cronologico i fatti del secondo conflitto mondiale. Più che un elenco di eventi, si assiste ad una cronaca giornalistica che riscrive il passato in tempo reale, restituendo l’esperienza viva di persone e situazioni di più di 70 anni fa. Collinson ha dichiarato di voler evitare i toni da manuale di storia e di voler affrontare l’argomento ad un livello globale e con lo sguardo di chi ha vissuto quegli eventi: ai tweet decisamente più “guerreschi” si aggiungono estratti di discorsi ufficiali, storie personali, immagini d’epoca di grande interesse. Questo permette in effetti di capire qualcosa di diverso rispetto alla storia dei manuali del liceo: Collinson ci porta indietro di 70 anni per farci entrare nella mentalità dell’epoca, nelle speranze e nelle paure di quanti hanno vissuto quegli anni terribili.

Sembrerebbe che Twitter sia stato creato apposta per questa nuova modalità di divulgazione storica. Per i meno ferrati con la lingua inglese, esiste la costola italiana del progetto di Alwyn Collinson, ovvero @RealTimeWWII_IT

@hungry_birds

Da non confondersi con il celebre gioco Angry Birds, @hungry_birds è un’idea apparentemente folle che non racconda granché, ma riesce a coinvolgere un pubblico inaspettatamente ampio. In questo caso non si raccontano storie “umane”, perché il creatore di questo Twitter account, Voldemars Dudums, ha lasciato agli uccelli la scrittura dei suoi tweet. E’ bastato collocare del cibo su una tastiera da computer opportunamente modificata e attendere l’arrivo dei volatili. Gli uccelli, zampettando sui tasti, creano aggiornamenti di stato tipo questo:

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Interessante è anche l’uso politico di questo account, che durante le ultime elezioni presidenziali usa, ha interrotto i tweet “animali” in favore di tweet “umani” in favore di Obama. Le attività dell’account sono al momento ferme al 2 Dicembre, in molti sperano di “rivedere” gli uccelli di Dudums in azione al più presto.

@diconodioggi

Questo giovanissimo Twitter account, a cura di Antonella Sbrilli e Daniela Collu, sfrutta con intelligenza un vasto archivio di citazioni letterarie intorno ai 366 giorni dell’anno: poesie, romanzi, racconti d’autore che fanno riferimento ad una data precisa, dal primo Gennaio (compleanno della Lolita di Nabokov) alla notte di Capodanno raccontata da Saramago.

Il progetto ha una storia che affonda le sue radici negli anni ‘90 con la pubblicazione di un volume dal titolo “Il gioco dei giorni narrati”. Umberto Eco recensì il libro che fu poi ospitato in rubriche quotidiane su Videomusic e Isoradio Rai.

@diconodioggi è una realtà in forte crescita, in grado di catturare l’attenzione dei lettori e di coinvolgerli nella ricerca di nuove fonti letterarie (ma anche musicali, cinematografiche) che contengano un chiaro riferimento ad un giorno dell’anno. Un nuovo tipo di esperienza on line, un gioco con il tempo e con l’immaginazione.

 

Questi tre casi-studio vogliono anche essere l’ennesima dimostrazione che Twitter e le altre piattaforme social sono degli spazi aperti a forme di condivisione dell’informazione diversissime tra di loro.

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