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Secondo quanto indicano le ultime indagini, nei prossimi anni più di 500 milioni di persone utilizzeranno app dedicate al settore healthcare, al fine di gestire in maniera più autonoma e in tempo reale il proprio benessere fisico.

L’uso di smartphones e di sensori wireless per raccogliere e accedere ai dati relativi alla salute psicofisica, è cresciuto rapidamente negli ultimi anni con la creazione di migliaia di applicazioni e device per contare le calorie, misurare la nutrizione, monitorare gli allenamenti, calcolare l’indice di massa corporea o smettere di fumare. Tali dispositivi mobili offrono supporti interessanti e a basso costo per valutare in tempo reale  l’attività fisica, le patologie, lo stato di stress, e una serie di altre variabili fisiologiche che spesso ignoriamo.

Questa tendenza all’auto monitoraggio attraverso strumenti user friendly, facili da utilizzare e reperire, potrebbe avere dei risvolti non solo nel cambiamento della abitudini personali degli utilizzatori, ma anche in un contesto sanitario più ampio. La registrazione continua di tali dati fisici, psicologici e ambientali potrebbe infatti fornire un importante contributo ai ricercatori nello studio delle nuove patologie, dove spesso la mancanza di informazioni puntuali rallenta la ricerca. L’utilizzo di questi dati, nell’ovvio rispetto della privacy degli utenti,  porterebbe ad una maggiore integrazione tra ricerca biomedica, sviluppatori e software designers, con la creazione di team interdisciplinari in grado di valorizzare e sfruttare i vantaggi delle nuove tecnologie digitali.

Anche il settore sanitario italiano se pur lentamente, si sta adeguando alle nuove tendenze, con una presa di coscienza delle nuove tecnologie e delle possibilità da queste offerte. Il Ministero della Salute per esempio, ha creato e messo a disposizione alcune applicazioni dedicate alla “campagna influenza 2012” per Android e iOS, per valutare i rischi, i sintomi e rimedi dell’influenza, con relativi vaccini consigliati. L’ospedale Bambin Gesù di Roma invece, ha creato un’app per prenotare le visite specialistiche, eliminando il problema delle prenotazioni lente e inefficienti. Sulla stessa riga, l’app iDoctors é il primo servizio gratuito in Italia che permette di prenotare in tempo reale visite specialistiche ed esami diagnostici in forma privata, anche a domicilio.  Altre app su farmaci, farmacie di turno, gravidanza, diete e movimento fisico sono in cima alla lista dei download. Il mobile e le app presentano quindi un gran potenziale per diventare strumenti sanitari e sostituirsi (forse) a consigli e suggerimenti del medico. Il pericolo però della “autogestione medica” va valutato con attenzione in quei casi in cui il parere dell’esperto risulta fondamentale, e l’individuo invece non lo consideri tale.

Il mercato presenta una ricca offerta di tools e app, con alcuni casi noti di successo. Tra i più famosi Nike Fuelband, una sorta di contapassi evoluto con accelerometro, LED colorati e connettore USB o Bluetooth integrato per scaricare i dati sul PC, creare grafici e statiche. Il braccialetto è molto leggero (33 grammi) e facile da pulire, l’inserto in acciaio però non è inossidabile quindi non è ipoallergenico, ed è semi-impermeabile, quindi consente di fare la doccia ma non di utilizzarlo durante il nuoto.

Altro caso noto, il braccialetto Jawbone Up per iOS, che monitora i passi, calcola la distanza percorsa, il ritmo, l’intensità del movimento e le calorie bruciate in un giorno. Il sistema si attiva in modo intelligente ed è in grado di ricordare agli utenti quando arrivi il momento di alzarsi e di essere attivi con un avviso attraverso vibrazione.

L’ultima novità disponibile da marzo 2013 è Shine, il bottone intelligente basato su due idee chiave: semplicità e indossabilità. Il dispositivo in alluminio funziona con una nuova tecnologia di sincronizzazione wireless, che richiede unicamente di appoggiare il bottone sopra allo smartphone, con il quale poi l’app comunica e trasferisce i dati senza bisogno di cavi o altri supporti. Lo scopo principale è la valutazione del raggiungimento degli obiettivi giornalieri fissati dall’utente. Il sensore di movimento registra le pedalate in bici, le bracciate di nuoto e la distanza percorsa, e consente l’utilizzo in ogni condizione date le dimensioni ridotte (diametro 27 mm) e la completa impermeabilità. Non necessita di particolare manutenzione e ha una batteria a lunga durata (6mesi). L’API di Shine aperto e libero, permette a chiunque di creare la propria app e aggiungere qualcosa di nuovo e personale a quelle fornite.

La strada quindi sembra aperta ad una nuova concezione di salute 2.0 e a tutta una serie di nuovi strumenti per la gestione autonoma del proprio benessere. Ma maggiore autonomia e indipendenza significano anche maggiore autocontrollo e competenze. L’autogestione saprà dare risultati efficaci?!

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