Il 2013 è ormai alle porte ed in questi ultimi giorni del 2012 si tirano le somme e si ricordano i migliori o (come in questo post) i peggiori momenti dell’anno passato. Questi ultimi 12 mesi sono stati ricchi di errori fatti da piccole ma anche da grandi aziende nella comunicazione online, io mi limiterò a proporvi i tre casi, a mio avviso i più clamorosi.

Samsung

La rete può essere un’opportunità, ma anche un rischio. Lo sa bene Samsung che qualche mese fa ha fatto una domanda sulla propria fun page di facebook (Samsung Mobile USA), dove chiedeva “Se potessi portare su un’isola deserta un solo device elettronico, cosa porteresti?” , le risposte arrivate non erano quelle che si aspettavano i social media manager dell’azienda.

Su di un campione di 5.000 commenti al post, Samsung è stato citato 473 volte, contro le 3637 di iPhone. Un vero smacco a livello d’immagine per l’azienda, che dovrà rimproverare gli sprovveduti ideatori di questa pericolosa domanda, che hanno dato per scontato che i fan su Facebook siano veri estimatori del brand.

Groupalia

Decisamente meno simpatico e sicuramente di cattivo gusto l’EpicFail di Groupalia. Durante il terremoto che ha colpito l’Emilia a maggio di quest’anno l’azienda se ne esce con questo tweet:

Lo scritto non è passato inosservato e si è scatenata infatti una reazione di indignazione e sgomento da parte degli utenti che hanno (giustamente) attaccato l’azienda.

La cancellazione del tweet e le scuse non sono bastate a placare l’ira delle persone offese, anche perché poco dopo, mentre negli account social dell’azienda stava succedendo il finimondo, Groupalia prova a risolvere il problema giocandosi la carta della solidarietà, annunciando di voler donare alla Croce Rossa un euro per ogni deal venduto nella giornata del 29 maggio. Il risultato anche dopo questa iniziativa è stato pessimo.

Poernano

L’EpicFail più clamoroso di quest’anno, sia per il rumore che ha provocato sia per la durata della gaffe, è stato sicuramente il caso #poernano.
Tutto ebbe inizio il 29 Ottobre quando Dario Pagnoni segnala un link, su twitter, a @24job, un account associato ad il Sole 24 ore e gestito da Rosanna Santonocito, una giornalista. Quest’ultima interpreta male la mention, ed a causa della sua scarsa conoscenza del mezzo crede che quella segnalazione possa apparire sul suo account (in realtà non è così perché il tweet può essere visto solamente dai followers di Dario).

Senza mezzi termini la Santonocito mette in pratica la regola de ”l’account è mio e lo gestisco io” e rifila una sgradevole risposta al suo interlocutore. A questo punto altri utenti accortisi dell’errore della giornalista cercano di spiegarle come funziona twitter, ma la risposta ottenuta è questa.

Ecco come darsi la zappa sui piedi ☺ La faccenda però continua e dopo essere stata giustamente richiamata al posto di scusarsi, rincara la dose, giocandosi la carta della diffamazione.

I battibecchi continuano ancora, ma l’inizio del finimondo avviene quando la Santonocito da del poer nano a Raccagni, da li infatti scatta l’hashtag perfetto #poernano che finisce subito fra i Trending Topic della giornata. In poco tempo tutto il mondo di twittatori italiani viene a conoscenza del fattaccio e la giornalista piazza le sue scuse.

Decisamente in ritardo, un po’ forzate ma pur sempre scuse. La sfuriata della giornalista però ha sicuramente minato la sua immagine, facendogli perdere prima di tutto credibilità e rendendola decisamente “antipatica” ai più.

 

Questi sono solamente tre esempi di errori nella comunicazione online avvenuti in quest’ultimo anno (il post potrebbe durare all’infinito) ma questi casi possono essere utili per ricavarne degli insegnamenti preziosi.

  • Fare attenzione al momento in cui si scrivono certe parole, vedi Groupalia ,
  • Conoscere al meglio lo strumento di comunicazione utilizzato, vedi @24job
  • Mai dare per scontato che chi ci segue sui social ci ama, vedi Samsung.

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