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Il mondo del retail è in gran fermento: lo sviluppo dei social media e la socializzazione dei processi di acquisto sta influenzando fortemente i modelli tradizionali di business dei negozi di vendita al dettaglio. Non ci sono limiti merceologici, non ci sono barriere: praticamente ogni prodotto o servizio è interessato al cambiamento, ed i retailer devono tenerne conto.

Dalla grande distribuzione al negozietto di quartiere i più attenti hanno compreso un concetto fondamentale: oggi il processo decisionale di acquisto passa per la integrazione tra mondo online e mondo offline. Ogni strategia di marketing dunque deve puntare su una comunicazione crossmediale, ovvero una comunicazione che utilizzi molteplici mezzi e canali.

Dimentichiamoci però la strategia di comunicazione “per tutte le stagioni”: ogni canale, mezzo, social media prevede un linguaggio diverso, fatto di codici linguistici, sintassi, contenuti.
Questo vuol dire che per comunicare un prodotto dobbiamo adottare una strategia diversa ed un linguaggio differente se scegliamo di essere su Facebook, su YouTube, su Twitter, su mail, su newsletter, su stampa, su televisione. Nel mondo retail è molto importante legare le strategie di web marketing all’esperienza offline che integra, completa ed “aumenta” il messaggio online.

Partiamo per questo viaggio nelle ultime novità del retail:

HighstrIT: la integrazione offline/online nel settore moda e lusso

HighstrIT è una startup che punta ad aumentare la vendita di capi d’abbigliamento d’alta gamma offrendo i vantaggi dello shopping online integrato con l’esperienza d’acquisto della boutique. La piattaforma online consente di trovare il capo di nicchia presente solo nella boutique di un determinato luogo, e di provarlo, acquistarlo, toccarlo direttamente in una boutique convenzionata, dove si potrà vivere l’esperienza di acquisto che rappresenta per molte persone un punto fondamentale nella scelta. Anche il sito avrà un “commesso virtuale” per aiutare l’utente a scegliere in base a gusti, esigenze, vestibilità. Anche nel segmento B2B la piattaforma può essere utile alle aziende per scambiarsi prodotti secondo le rispettive esigenze, in modo da ridurre rimanenze e costi di magazzino. La startup ha recentemente vinto il concorso “RipartiamoDalleIdee” promosso dal Corriere della Sera, con SdaBocconi, Armando Testa e Intesa Sanpaolo.

Tesco con Click&Collect

Anche nella GDO gli innovatori non dormono mai, e Tesco è da tempo un esempio di innovazione nel processo di acquisto “integrato”. Il video del Tesco Virtual Store nella metropolitana coreana è una best practice molto famosa. Anche in Italia l’acquisto in realtà aumentata fa i suoi primi passi a Milano con Klikkapromo che si basa si un sistema simile a quello di Tesco, offrendo anche la comparazione tra prezzi dei diversi supermercati aderenti. Su questa scia Tesco ha introdotto un nuovo progetto in-store chiamato Click&Collect: ordinando online, si possono ritirare articoli di diverse categorie in tutti i supermercati Tesco o addirittura in postazioni completamente automatizzate (pick up and go). Questo video, creato per la campagna natalizia 2012, spiega bene il funzionamento

BeMyEye

BeMyEye è una startup che offre un servizio molto interessante per le aziende. Si tratta di un sistema con il quale si possono effettuare rilevazioni delle vetrine dei negozi per conto dei brand: la vetrina viene fotografata con uno smartphone ed inviata, grazie ad una app, all’azienda che ha chiesto di verificare la corretta esposizione dei prodotti o la pubblicità. La rilevazione sul territorio può riguardare gli espositori, i prodotti, i volantini, oppure per la GDO la corretta rotazione dei prodotti, la scadenza, oppure le affissioni stradali. Costo della rilevazione per l’azienda: dai 7 ai 9 euro. Il sito è anche una piattaforma di incontro tra aziende ed iscritti (chiamati “eyes”, gli occhi delle aziende) che sui diversi territori possono offrire questo servizio: una sorta di piazza virtuale di incontro tra offerta e domanda di lavoro. La rilevazione ha ovviamente delle regole, sia per non infrangere i divieti di fotografare luoghi come i centri commerciali, sia per la veridicità della fotografia scattata. I vantaggi per le aziende sono evidenti: maggior controllo della coerenza dei negozi retail con il brand, il messaggio, la strategia di marketing adottata (fonte ItaliaOggi).

 

Infine vi segnalo un nuovo percorso di formazione per i retailer in cerca di innovazione: Milano Retail Tour. E’ un format nuovo, basato sull’esperienza sul campo e sul concetto di “etnografia urbana”. Dopo una prima parte teorica, si scende in campo effettuando dei veri e propri percorsi di osservazione delle ultime tendenze del retail, scegliendo tra tre percorsi tematici chiamati Trend Tour: Super Green, Art For Sale e Classic Reloaded.

Il Super Green Tour offre una panoramica dei negozi che hanno scelto un format orientato al risparmio energetico, con la scelta di arredi da materiali riciclati ed una offerta di prodotti ecologicamente corretti: “Questo tour testimonia la diffusione di luoghi che esprimono una visione del mondo a impatto zero, capaci di coniugare etica ed estetica”.

Il Classic Reloaded Tour invece consente di scoprire la tradizione riattualizzata, il Made in Italy, il format “hand made” moderno: “Piccole grandi realtà che fanno leva sull’aspetto sentimentale del consumatore attraverso il recupero della tradizione e l’uso intelligente delle nuove tecnologie, per rimanere competitivi sul mercato globale”. Tradizione ed innovazione, dunque.

Infine, l’Art for Sale Tour mostra quegli spazi retail che puntano sulla spettacolarizzazione e sull’estetica: “Le merci sono messe in scena come vere e proprie opere d’arte e la sperimentazione formale diventa la componente sostanziale di un’esperienza immersiva di grande impatto visivo”.

Insomma, nel retail c’è ancora molto da scoprire: alla prossima volta!

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