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Recentemente ho avuto il piacere di intervistare Francesca Senette, giornalista, personaggio televisivo e da qualche anno fashion blogger molto attiva sui social media. Abbiamo parlato di giornalismo e nuovi media, cercando di inquadrare assieme rapporto tra vecchi e nuovi media attraverso la sua esperienza personale.

Ciao Francesca, raccontaci un po’ come si è sviluppata in questi anni la tua presenza online? Come utilizzi oggi la rete?

Sono sempre stata interessata a questo mondo, ho iniziato ad utilizzare il web con una certo interesse nel 2006 – 2007 per poi aprire nel 2008 il mio blog Birkin. Il cambiamento da utente attivo a blogger si è verificato grazie al mio passaggio in Rai e all’incontro/confronto con i siti che parlavano di tv (DavideMaggio e TvBlog). Personalmente utilizzo il mio blog e i miei account sui social media per esprimere la mia soggettività verso un settore come quello della moda, del lusso, del lifestyle; cosa che non potevo fare quando lavoravo per il TG4 perché i giornalisti sono vincolati ad una visione oggettiva e ad una linea editoriale. Mi sono accorta in questi anni di come la conversazione con gli utenti ed i fan sia il vero valore del mio blog in rete, sono loro a regalarmi una fotografia inedita del mio lavoro e dei miei articoli al di là del personaggio.

Raccontaci la tua esperienza sui social media, come li utilizzi e quali usi maggiormente?

Ho incominciato con Asmallword ma era troppo di nicchia e un tantino snob, successivamente sono passata a Facebook con un profilo personale e una pagina fan che mi permettessero di gestire al meglio i miei contatti e le mie conoscenze ma anche coltivare un certo numero di fan interessati ai miei articoli e al mio blog. A mio modo di vedere Facebook è leggermente in discesa, viene sempre più percepito come canale di marketing e meno come piattaforma di interazione sociale. Da un anno circa sono approdata su Twitter, che oggi è il mio favorito perché, grazie alla sua immediatezza, permette di esprimersi in modo veloce e sintetico.

Qual è oggi il rapporto tra social media e giornalismo, come cambia la fruizione delle notizie da parte delle testate giornalistiche?

Recentemente ho avuto il piacere di partecipare allo Iab Forum come moderatrice e ho avuto una conferma di quello che già pensavo. Oggi l’informazione non può prescindere dalla rete e dall’interazione con l’utente, il vecchio giornalista non esiste più. Le notizie si apprendono, modificano e diffondono in tempo reale. Per esempio, recentemente ho parlato con Jacopo Tondelli direttore de Linkiesta e mi ha confermato che il 20 – 30 % delle informazioni pubblicate arrivano dalla rete e in particolare da Twitter, il social che più si adatta ad essere un canale di informazione tempo zero. Spesso e volentieri il titolo del giorno – su un quotidiano, è già vecchio, è stato già superato da notizie fresche. Siamo passati dalle agenzie stampa ai commenti su blog e social media, ai feedback real time.

Qual è il prossimo passo che dovrà fare il giornalismo?

Il giornalismo deve essere pronto a chiedere scusa agli utenti, la rettifica nascosta che veniva inserita a fine giornale oggi deve essere immediata e soprattutto sincera, quasi “umile”. Vengono meno regole e canoni del passato e ne nascono di nuovi. La rete e i social network diventano in questo senso preziosi alleati a patto di saperli utilizzare con cognizione di causa e di mezzo.

Qual è la differenza tra l’influenza online e la notorietà televisiva?

La notorietà televisiva agevola quella online (ci sono volti tivu con milioni di followers anche a fronte di pochissimi cinguettii) ma il web è potenzialmente democratico, per esempio illustri sconosciuti diventano socialmente influenti, diventano punti di riferimento per un determinato settore (moda, food, sport, finanza, politica, humor, informazione) anche per personaggi noti della televisione o dei giornali.

Cosa ne pensi della commercializzazione dei blogger?

È un discorso complesso, i giornalisti per esempio non possono fare pubblicità come fanno certi blogger. Il web in larga parte si autoregolamenta da solo ma forse sarebbe necessario un organo che garantisse l’onestà del contenuto, il post può essere di mera analisi e critica o un “publiredazionale”….quando è commerciale, però,  dovrebbe essere dichiarato. Bisogna ovviamente cercare di curare maggiormente certi contenuti e spiegare anche a coloro che non hanno strumenti per decodificare. Ci sono utenti che credono ciecamente a certi guru del web e aderiscono alle loro scelte anche in modo a-critico.

Come vedi la televisione di oggi e come sarà nei prossimi anni?

La televisione oggi è in larga parte contaminata dal web e dai social media, i grandi format televisivi appartengono al passato, oggi è tutto più veloce, immediato e partecipativo e i nuovi programmi dovranno adattarsi a queste dinamiche ed utilizzare in tempo reale i social media per conversare e valutare l’opinione del pubblico.

Progetti per il futuro?

Sempre più online grazie al mio blog Birkin, cercando di dare la mia versione della moda, il mio punto di vista sulle cose nuove (e belle) , sui luoghi  e gli indirizzi da non perdere, sulle tendenze (food, wine, baby, beauty) in modo originale e leggero.

Ringraziamo Francesca per questa intervista. Sicuramente quella da lei descritta è una situazione complessa e in perenne evoluzione. Un panorama che vedrà sempre più l’utente all’interno di un contesto cross-mediale dove internet e i social media influenzeranno televisione e giornali nello sviluppo di nuovi modelli editoriali e di business, nella costruzione di nuovi programmi e contenuti. D’altra parte anche la rete diventando un meta-media assorbirà dinamiche dei grandi media del 20° Secolo, attirando personaggi e personalità del giornalismo e del piccolo schermo.

Serve anche a te? Pensi che la tua azienda ne abbia bisogno?
 

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