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Dopo aver scritto qualche tempo fa sul crowdfunding nel calcio mi ritrovo ad approfondire un’iniziativa quanto meno curiosa che sta riscuotendo interesse e che dimostra la bontà di questo modello di finanziamento in un momento in cui le banche non sembrano disposte a sponsorizzare progetti innovativi e start up.

Ho voluto intervistare Riccardo Zilli, urbanista esperto di web e startup, fondatore insieme a Marco Annoni di Come4, per capire in cosa consiste il progetto e quali obiettivi si prefiggono i suoi ideatori.

Cos’è Come4 e come funziona?
“E’ un sito gratuito per il caricamento e la fruizione di contenuti pornografici. Non funziona ancora e, per ora, è solamente un’idea e una campagna di crowdfunding necessaria per attuarla: stiamo chiedendo agli utenti cosa ne pensano e se sono disposti ad aiutarci nella realizzazione di questa impresa. Se arriveremo alla cifra di 10.000€ entro il 30 di ottobre svilupperemo il sito, altrimenti si vedrà cosa fare.”

Come funzionerà il sito?
“Su Come4, le persone possono caricare, condividere e guardare materiale sessualmente esplicito, dalle foto di nudo artistiche a video amatoriali fatti in casa, gratuitamente.” Fin qui niente di diverso e che valga la pena di essere approfondito in questa sede. Se non fosse che ‘i ricavi provenienti da pubblicità, banner e donazioni verranno poi reinvestiti per finanziare iniziative di responsabilità sociale perché ogni contenuto sarà collegato ad una causa benefica tra quelle disponibili all’interno del sito al momento dell’upload.’

Il contributo iniziale a cosa serve?
“Il denaro che stiamo chiedendo serve per la realizzazione della piattaforma tecnologica sulla quale funzionerà il sito, che è abbastanza onerosa perché si devono affittare i server e pagare la banda richiesta per lo streaming video. Oltre a questo, vorremmo realizzare una campagna di marketing virale per promuovere il sito.”

Qual è il modello di business di Come4?
“Come4 è un’iniziativa no-profit, ma se di modello di business di deve parlare, puntiamo ad ottenere ricavi attraverso la vendita di spazi pubblicitari nel sito anche se stiamo valutando anche altri 5/6 modelli alternativi, e i proventi andranno a sostenere le cause selezionate, quindi non si produrrà alcun profitto.”

Come e da chi è nata l’idea?
“Da me e dal mio socio Marco Annoni. Tutto è cominciato da una telefonata, da una idea per un blog ma di base c’è il nostro atteggiamento di critica nei confronti dei media, di chi utilizza la pornografia per fare soldi attraverso la pubblicità. Abbiamo poi presentato il progetto a H-Farm che è stato il primo a credere in noi.”

Quali sono le iniziative selezionate?
“Per ora solamente una la Fondazione Asta Philpot dedicata a promuovere la consapevolezza pubblica sui diritti delle persone con disabilità.” La fondazione è dedicata a promuovere la consapevolezza pubblica sui diritti delle persone con disabilità ed è il risultato degli sforzi di Asta Philpot, un ragazzo che ha dedicato la sua vita per garantire il diritto a tutti di vivere una vita normale di gioia e di allegria, indipendentemente dalla condizione fisica o mentale.
Non pensi che il tema della pornografia costituisca un ostacolo alla vostra iniziativa?
“Certamente sì, perché il porno è un argomento conosciuto, più o meno, da tutti ma è anche un tabù, non si approfondisce mai e trova dimora nella parte oscura delle coscienze.”

Ritieni giusto sfruttare il business del porno per un fine nobile come il vostro? Al di là dei giudizi morali, avete pensato a delle contromisure per rispondere all’obiezione che il fine non giustifica i mezzi e non tutto è sempre giustificabile?
“Non tutto è giustificabile, senza dubbio. Il nostro fine è quello di sollevare un tema tanto controverso ma anche poco dibattuto come la pornografia che genera un giro d’affari di 100 miliardi di dollari all’anno. Se solo una piccola parte di questi soldi andassero a sostenere delle cause nobili, perché impedirlo? Dal punto di vista operativo abbiamo ideato dei filtri affinché il materiale che verrà caricato sul sito sia assolutamente legale. Terremo anche il contatto con i fornitori di contenuti di modo che non possano esserci dubbi sulla sua provenienza.”

Come immagini il futuro di Come4?
“Io ci vedo un laboratorio, una community da costruire, un luogo aperto dove animare la discussione e un’occasione di crescita collettiva.”
Da quante persone è composto il vostro team?
“Da noi, i due fondatori, e da un team di 15 persone in tutto.”

Indipendentemente dal giudizio che possiamo dare su Come4 penso che sia degno di attenzione e meritevole di sostegno per varie ragioni. Primo, ha come obiettivo quello di sostenere iniziative di solidarietà sociale. Secondo, la nascita del progetto vorrebbe dire dare linfa ad un nuovo modo di fare business attraverso il finanziamento dalla base, da parte dei propri pari, gli utenti internet, che possono aderire all’iniziativa dando il proprio tangibile contributo.
Ritengo il crowdfunding uno degli sviluppi più convincenti e affascinanti del web 2.0: ho un’idea che ritengo vincente? Chiedo agli utenti cosa ne pensano e se vogliono sponsorizzarla, concepisco un meccanismo di premialità e con un pizzico di fortuna faccio partire l’impresa.
Se desiderate sostenere il progetto o semplicemente trovare ulteriori informazioni non dovete fare altro che cliccare qui.
Come sempre opinioni e commenti sono caldamente benvenuti. Che ne pensate? Siete dell’avviso che l’industria del porno sia da condannare senza appello o ritenete invece come Come4 che si possa anche sfruttare per fare del bene? Avete mai pensato di ricorrere al crowdfunding per finanziare la vostra impresa?

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