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Questa settimana ho avuto modo di conoscere diversi imprenditori del mondo digitale, confrontandomi liberamente con loro su alcune tematiche che in qualche modo “affliggono” chi si ritrova “a capo” di un’agenzia, soprattutto a seguito di esperienze di consulenza in cui tipicamente si lavora da soli, forti della propria presenza e conoscenza. Il marketing digitale è ormai abbastanza “lineare” e le varie realtà si posizionano scegliendo tra varie opzioni: solo consulenza o anche sviluppo (o solo sviluppo), gestione di budget media o focus su seo o social (ad esempio) etc.. Le più interessanti puntano di solito sulla strategia e il project management cadendo nelle fatidiche problematiche di un settore evoluto ma non maturo per competenze: non si trovano web strategist e project manager bravi. Credo fermamente che chi domina queste competenze potrà dormire sonni tranquilli, ma non all’infinito. Il mestiere del consulente logora e la rapidità con cui questi mondi cambiano impone oggi di muoversi con agilità in mondi sempre nuovi (pensiamo a tutto il mobile, per capirci) mutando continuamente le competenze (anche interne) e gli ambiti di operatività. Credo però che tre concetti, intesi come filosofie aziendali, potranno caratterizzare l’agenzia di domani:

  • tecnologia: chi domina un servizio è spesso attaccabile, chi domina una tecnologia lo è altrettanto ma gode di un vantaggio in qualche modo “più solido”. L’abilità potrebbe essere proprio quella di scegliere una tecnologia (immaginiamo ad un sistema di social network analysis tra i tanti esistenti) o di poterla intermediare e rivendere ad un prezzo di favore. O, ancora meglio, sarebbe interessante avere la forza per costruirsela in casa
  • prodotto: anche in questo caso nessuno pretende la costruzione di manufatti al servizio del cliente, un prodotto può anche essere “un pacchetto” che viene inserito all’interno di una strategia più ampia in cui il combinare i pacchetti diventa l’abilità principale, una sorta di content curation a livello strategico
  • metodo: procedure e metodi potrebbero giovare molto all’azienda tanto internamente (gestione di progetti, gestione di risorse), quanto nel “sapere cosa fare” nella vita aziendale, dall’attivazione di un nuovo progetto alla gestione di una crisi

Sono sempre stato un grande sostenitore del custom, del tailor made, della “boutique del marketing”, mi rendo però conto che il tema affrontato da fast company (The Truth About Being “Done” Versus Being “Perfect”) è cruciale. Le aziende e le agenzie che vorranno sviluppare una strategia di scalabilità non potranno ignorare questi concetti, e la sfida più grande sarà evitare che gli stessi vadano ad inficiare la qualità. Prodotto è anche il miglior “pacchetto seo” per un cliente social in una strategia di allargamento dell’offerta e metodo è saper comprare quel pacchetto ad occhi chiusi (o come dico ultimamente, con la mano sinistra) grazie ad una partnership di lungo periodo con un’agenzia del settore.

Non so ancora se questa sia “la via”, ma lascio aperta la riflessione.

Credits immagine: omniauto.it

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