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Trovare lavoro sta diventando sempre più difficile. La difficoltà nell’impresa non è dovuta ad un’incapacità delle persone, ma all’errore di non tenere conto di alcuni cambiamenti che nel tempo avvengono per natura.
I giovani che cercano lavoro non sanno come si fa, spesso chiedono spiegazioni a partenti e genitori che hanno vissuto in un periodo completamente diverso da oggi, ottenendo di conseguenza informazioni non adatte. Per le persone che per venti o trent’anni sono state in azienda con contratto a tempo indeterminato e ora si trovano disoccupate, la questione non è molto diversa: non sanno come si cerca il lavoro oggi, quali sono le professioni nuove e quali quelle scomparse, le competenze richieste, e via dicendo.

Sono certa che non esista una strategia più efficace rispetto ad un’altra per trovare lavoro, se non un principio fondamentale: rendersi onnipresenti. Mi spiego meglio.
Rivolgersi alle agenzie per il lavoro, recarsi al centro per l’impiego, seguire corsi di formazione, andare porta a porta, scrivere mille versioni di curriculum vitae, sicuramente va benissimo, ma si deve andare oltre. Dobbiamo frequentare tutti quei canali che ci possono condurre al nostro obiettivo, dobbiamo essere in grado di intuire dove possa essere ricercata la nostra figura, carpire i momenti più propizi per proporsi, dobbiamo parlare con tutte le persone che incontriamo e conosciamo.

Il mercato del lavoro, adesso, esige che anche il “dipendente” sappia vendersi, sappia farsi conoscere.

Usare tutte le strategie possibili per la ricerca del lavoro non significa andare a caso, anzi, l’organizzazione nella ricerca dovrà essere ancora più attenta e delineata. Per cui spedire il curriculum vitae, sostenere un colloquio con le agenzie per il lavoro, parlare di lavoro con amici di amici, tutto questo significa farsi pubblicità, che non vuol dire sbrodolarsi, ma ottenere una minima fiducia per poi essere messi alla prova.

Farsi pubblicità significa anche essere creativi, per cui l’ideale è usare strategie per la ricerca del lavoro che altri non usano e puntare su quelle qualità che altri non hanno.
Se sono una cameriera di sala con molta esperienza e so fare per hobby delle decorazioni e lavorazioni artigianali che possono andare bene per imbastire la tavola, perché non proporsi con le foto o portare direttamente qualche prodotto?!
La nostra mente tende a pensare per compartimenti stagni, invece noi dobbiamo imparare a vedere la nostra vita come un insieme di cose, come dei pezzi di Lego che mettendoli insieme in modo diverso si possono ottenere moltissime forme, e la forma siamo noi a dargliela con quello che abbiamo a disposizione.

Per essere onnipresenti il primo passo è considerare ogni singolo individuo come una risorsa, e le interazioni come infinite risorse disponibili (pezzi di lego): ogni persona può dare informazioni, ogni persona ne conosce molte altre, ogni persona ci valuta.
Il passo seguente sarà quello di ricordare alle persone che esistiamo, ciò non significa chiamarle ogni giorno, ma considerare quali sono i periodi in cui è più facile che “cerchino qualcuno”, se il nostro comportamento sarà sempre stato corretto, non esiteranno a contattarci.

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