Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook

Tutto avrei detto dei cinesi tranne che potessero appassionarsi anche di Social Network. Non so perché, ma io il cinese non lo vedo social, proprio per niente.
E invece…

Invece siti come QZone e Sina Weibo stanno iniziando a diventare punti di riferimento per i consumatori, che sempre di più si affidano a queste piattaforme per farsi un’idea sulle tendenze e le mode del momento. E non solo: i social hanno un’influenza pesantissima anche sugli acquisti. I prodotti e le aziende non solo devono esserci, ma anche essere consigliati dagli amici per essere presi in seria considerazione: gli utenti cinesi si fidano ben poco di istituzioni e pubblicità, a differenza del passaparola di cui invece si fidano ciecamente.

L’Harvard Business Review (in collaborazione con McKinsey, che si dimostra sempre più attenta a questo mercato) è andata a fondo di questo fenomeno, e ha individuato sei diversi tipi di utenti di social network cinesi (circa 300 milioni di persone…):

  • The Social Enthusiasts, circa il 15% del campione, sono i migliori amici dei Brand. Spendono circa 69 minuti al giorno sui social (rispetto ai 46 della media nazionale). Assidui postatori di aggiornamenti sulle loro vite, ritengono il social uno strumento fondamentale per costruire le loro amicizie. Parlano e raccontano agli amici i loro acquisti, sono una manna dal cielo per le aziende: scaricano apps e diffondono info sui prodotti.
  • The Resenders, il 14%, sono egualmente amici dei Brand, ma ritengono i social principalmente uno strumento di promozione personale. Circa il 33% di loro, rispetto al 18% della media nazionale, ritiene importante generare traffico sulla propria pagina e sul proprio blog. Spesso superano i Social Enthusiasts per quello che riguarda gli acquisti on line e sui social networks.
  • The Readers, anch’essi un 14%, passano un sacco di tempo in rete (55 minuti al giorno), ma lo trascorrono esclusivamente a tenersi informati. Non commentano e non scrivono, semplicemente leggono. Sembrano non subire l’influenza dei Brand in rete. Sono meticolosi nella scelta dei prodotti che acquistano e questo li rende assolutamente credibili alla luce dei loro follower in ogni acquisto.
  • The Opinionated invece possono diventare il pericolo pubblico numero uno dei Brand se non vengono gestiti. Spendono un’ora al giorno sui social, postando e caricando alla grande, puntando tutto sulla quantità, a volte senza neanche aver letto tutto quello che scrivono. Non sono ritenuti affidabili, e per questo devono essere monitorati. A loro non piace l’advertising e sono subito pronti a raccontare le esperienze negative che hanno con i Brand.

Gli altri due segmenti, meno rilevanti per le aziende e per il mercato, sono coloro che accedono ai Social attraverso l’uso di “Tencent’s QQ instant messaging service” (The QQ Spillovers) o che proprio non accedono (The Inactives). In totale costituiscono il 42%.

Commenti