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Che peso ha nel mondo reale un “like” su Facebook? Ovvio: dipende dall’integrazione di Facebook nel mondo in cui compriamo e vendiamo qualcosa “per davvero”. Il peso di un “like”, le sue reali potenzialità di conversione, dipenderanno sempre di più da come sapremo sfruttare le tecnologie per superare quel confine sempre più labile tra la realtà dei social media e quella sotto casa. E’ arrivato il momento di abbandonare per un attimo la visione della nostra stanza con un computer connesso alla rete per spingerci oltre, tenendo ben presenti quei fattori che finora hanno determinato il successo di tutto ciò che è “social”: divertimento, condivisione, utilità.
Se vi sembra un affare per pochi eletti, vi dirò che non è più vero, anche grazie a un mezzo come Arduino, una tecnologia tutta italiana, open-source, e pronta-a-tutto.

Chi è indeciso su quale maglietta acquistare per ottenere la massima popularity possibile,
ha ottenuto un aiuto imprevisto: in Brasile, C&A ha portato i “like” di una Facebook fan page direttamente sugli abiti di una nuova collezione. Ogni appendiabiti infatti è stato dotato di un display su cui appaiono i “like” che l’abito esposto ha ricevuto sulla pagina Facebook di C&A. L’idea sembra nata proprio per aiutare gli indecisi (soprattutto le indecise) nella scelta: d’ora in avanti potranno misurare in tempo reale la popolarità di un vestito sulla base dei like ricevuti su Facebook.
Se i social media hanno finora aiutato i brand a dialogare con il pubblico del web, in questo caso il pubblico arriva a confrontarsi nel luogo e nel momento della decisione d’acquisto.

La tecnologia che ha permesso questa prosecuzione del social media marketing con altri mezzi e in altri luoghi si chiama “Arduino”. L’ideatore del progetto, partito nel 2005, è l’ormai celebre Massimo Banzi. Arduino è una piattaforma hardware sviluppata e costruita in Italia, a cui si associa un linguaggio di programmazione semplificato. Possiamo definire Arduino come un intermediario che permette ai computer di interagire facilmente con la realtà esterna: traduce segnali di qualunque tipo, come quelli provenienti da sensori, in segnali digitali pronti per essere manipolati da un personal computer. Con Arduino posso ad esempio tradurre i dati di temperatura di un ambiente in istruzioni da dare ad un robot per innaffiare le mie piante. Inizialmente la piattaforma è stata usata nel campo delle arti digitali per la creazione di installazioni e performance interattive. Oggi le vendite di questo piccolo e agguerritissimo framework si contano ormai nelle centinaia di migliaia all’anno, “geek” di ogni parte del mondo continuano a collaborare per lo sviluppo del progetto e a ideare nuove applicazioni.

Con Arduino, anche Facebook può diventare qualcosa di diverso da quello che fino ad oggi è stato. Possiamo solo immaginare cosa potrà succedere associando Arduino al mondo mobile, magari tramite Twitter o Instagram. Cari creativi, come sempre, non c’è da perdere un secondo!

(Credits Image: http://www.gizmodo.com.au/)

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