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Siete a Londra, magari in occasione delle olimpiadi 2012, e restate sempre imbottigliati nel traffico? Un’applicazione per iPhone vi permette di controllare la viabilità della città. Intervistiamo questa settimana Stefano Ceccon, co-creatore assieme a Maciej Trybilo di London Crowd: applicazione lanciata in occasione delle Olimpiadi di Londra, fondamentale per destreggiarsi in mezzo al caos londinese.

Ciao Stefano. Parlaci della vostra start up, come funziona London Crowd e qual è l’idea di fondo?

La nostra start up si chiama Tribe Apps ed è stata fondata circa un anno fa. Abbiamo rilasciato due app ad oggi: la prima tempo fa, una piattaforma di rassegna stampa per i giornalisti italiani, la seconda e’ stata London Crowd. London Crowd permette di vedere in tempo reale la situazione del traffico, di veicoli o di persone, nella città’ di Londra. Funziona grazie ad un algoritmo che analizza le immagini dalle telecamere adibite al traffico (gestite da Transport For London) che sono disposte nella città; visualizza una mappa di calore (heatmap) che va dal verde (ottima viabilità’) al rosse (congestione), passando per il giallo. E’ possibile anche vedere le immagini delle singole telecamere con un tap. L’idea di fondo è che grazie a questo sistema sia possibile per la prima volta vedere, in un colpo d’occhio, la situazione del traffico e quindi evitare le zone congestionate (oppure andarci, se uno vuole andare dove c’è tanta gente). Gli eventi olimpici son stati integrati nella mappa, sia per dare un ulteriore indicazione sul traffico che verosimilmente si verifica in quei punti, sia per una questione di lancio nel periodo delle Olimpiadi che vede 4 milioni di persone in più’ a Londra, rispetto ai 12 che comunque ci sono giornalmente.

Da dove è partita l’idea di creare un’app per monitorare il traffico londinese?

L’idea è partita dai continui allarmismi che venivano fatti a Londra per le Olimpiadi riguardo al numero di persone e al traffico che ci sarebbe stato, insieme al fatto che c’è una grande diffusione di telecamere a Londra e se ne parla spesso in termini di privacy.

E’ stato difficile concretizzare ciò che avevate in mente? Quanto avete impegnato in termini di tempo e risorse?

Non e’ stato facile concretizzare l’idea, soprattutto per quanto riguarda l’interfaccia. L’algoritmo e’ stato concepito velocemente, in un paio di notti, ma è stato necessario un lungo lavoro di tuning per farlo funzionare in maniera stabile. Il front-end ha richiesto parecchi giorni di lavoro, l’iPhone utilizza un linguaggio tutto suo e anche se non è stata la nostra prima app, abbiamo dovuto lavorare sodo per risolvere molti problemi che si presentavano in fase di implementazione. Non abbiamo rinunciato a un buon design, semplice e accattivante, e penso che questo abbia inciso molto sul successo dell’app. In termini di risorse non abbiamo speso molto, ma se contiamo le ore che abbiamo lavorato io e il mio socio siamo sulle centinaia e quindi in realtà non è stata una passeggiata.

Come promuovete l’app all’interno dello store?

L’app era gratis nei primi giorni ed è stata promossa all’inizio solo sui social media (facebook e twitter). Abbiamo riscontrato un buon successo e abbiamo scritto anche a giornali e media, ottenendo qualche recensione che ci ha fatto poi impennare i download. Da un po’ di giorni la app è a pagamento, e abbiamo smesso per il momento di pubblicizzarla nei social media perché stiamo lavorando a un business plan. Quando sarà definito decideremo se rimettere l’app gratuita nello store oppure no, e in caso a come pubblicizzarla. In realtà una volta che l’app funziona ed è nota, i social media permettono un tam tam autonomo, soprattutto su twitter, e questo fa guadagnare visibilità anche senza investimenti.

Avete intenzione di ricreare la stessa app per altre città?

Si, una delle idee che intendiamo portare avanti è espanderci su altre piattaforme mobile e anche ad altre città ed eventi. Purtroppo dipendiamo dalle infrastrutture delle città, e dal loro livello di “open data”, ovvero se danno accesso alle telecamere oppure no.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Per ora stiamo valutando come procedere, un’idea è utilizzare i dati che raccogliamo ogni giorno dalle immagini per costruire un modello e tentare di prevedere la situazione del traffico. Questa sarebbe una novità che potrebbe essere utile a molte persone che intendono programmare spostamenti in Città.

Ringraziamo Stefano per aver risposto alle nostre domande. London Crowd è un’applicazione di sicura utilità per turisti e cittadini che vivono a Londra, soprattutto in questo periodo di Olimpiadi, con funzionalità sicuramente proponibili su larga scala per diverse città del mondo.

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