Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook

Se abbiamo imparato qualcos dai social network è la loro democraticità, o presunta tale. Aziende, persone, sport che non avrebbero avuto o quasi visibilità nei media tradizionali hanno potuto raggiungere un vasto pubblico che mai e poi avrebbero potuto pensare di toccare.
Raggiungere non significa coinvolgere ma è già un gran passo avanti. Per coinvolgere servono iniziative, eventi, contenuti, originalità, e anche il prodotto.

Non cerchiamo più solo un prodotto, cerchiamo un’esperienza, compriamo il ricordo che ci lascia e le emozioni che proviamo nell’averlo o nell’usarlo, e nel caso degli sport nel praticarlo.
La mountain-bike, il triathlon, e molti altri sport cosiddetti minori hanno colto al volo la grande opportunità che la Rete è in grado di offrire, e molti, non tutti, stanno lavorando al massimo per farsi conoscere.

Complice anche la volontà di riscoprire la natura e uno stile di vita sano, stanno emergendo tutti gli sport all’aria aperta come ad esempio il trail, una variante della corsa che si disputa in montagna.
Ma chi se lo fila il trail? Beh la Gazzetta! Da sempre organizzatrice del Giro d’Italia e poi della Maratona di Milano, ha deciso di diventare media partner di quella che è LA gara di Trail per eccellenza, il Tor de Geants che si correrà in Val d’Aosta dal 8 al 16 settembre. Avete capito bene..una settimana per correre 330 km e 24.000 metri di dislivello attivo. Da pazzi, ma come si dice in questi casi un’esperienza.

Un po’ come la RAAM in bici.
Anche la Regione Val d’Aosta ha investito molto in questo progetto e chiedersi il perché è lecito e in questo caso è la lungimiranza a pagare.
A gare come queste non si partecipa per vincere, o meglio non tutti, ma per sfidare i propri limiti..poter dire: ce l’ ho fatta. Diventare un supereroe almeno per un giorno, o nel caso del Tor per sette!

Per l’occasione abbiamo fatto due chiacchere con Franz Rossi, editore della rivista xRun e blogger che ci ha raccontato il mondo del trail e del Tor de Geants e che prenderà il via al Tor per raccontare le storie di questi uomini, diciamolo un po’ folli:

Certo parliamo di uno sport minore ma solo a livello di spettatori. I praticanti sono molti e soprattutto si sentono e vogliono essere protagonisti. Basta vedere la mia esperienza: correvo, cercavo storie di corsa, di atleti e ne trovavo poche e ho deciso di aprire la rivista che non fa cronaca di gare ma racconta le storie, storie di uomini veri. Per me la corsa è un paio di occhiali attraverso cui vedi tutta la vita. Analogamente è successo con i blog, cerco sempre il confronto cosi come tutti gli appassionati di trail e la corsa diventa quasi un pretesto per parlare di quello che ci capita attorno.
Ormai nello sport ma anche nei prodotti di uso comune, quel che conta è l’esperienza, l’evento ti deve regalare emozioni uniche, indimenticabili che terrai sempre nel cuore.

Una volta si cercava il grande campione ora invece il testimonial è uno vicino a noi qualcuno di più “umano”.
La Regione Val d’Aosta ha pesantemente appoggiato un’iniziativa con 600 corridori sembrerebbe una sciocchezza e invece è stata un’operazione di gran successo, se n’è parlato tanto della gara anche chi non era coinvolto. Per quanto riguarda Gazzetta, organizzando la Maratona di Milano ha ben capito che il movimento dei corridori è in crescita e soprattutto vuole correre all’aria aperta, cerca motivazioni, gare sfidanti e ha deciso di aprire un blog, Atuttotrial, segno che ci crede molto.”

Commenti