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Qualche tempo fa leggevo un buon libro dal titolo “la trappola del talento” di Geoff Colvin. Si tratta di un tema molto interessante che coinvolge ed a volte affligge le start-up, e Mashable tratta oggi questo argomento con un articolo molto bello che contiene parole calde nel titolo che include “now Europe joins the talent wars“. L’Europa ha oggi un bel problema:

I’ve been hearing plenty of tales of woe from European entrepreneurs having real problems finding the people they need

In un periodo in cui la crisi si fa sempre più nera, le aziende di avanguardia non trovano le persone che cercano. Cosa non va? Sicuramente non sono le buone idee a mancare (Mashable elenca alcune realtà molto ammirate negli Stati Uniti che hanno preso forma in Europa, tra queste Spotify, SoundCloud, Badoo, Fon, Moshi Monsters, Shazam, Wonga, Huddle), quello che latita è la seniority specializzata nei nuovi mestieri tech based. Dopo l’essenza del pensiero di un referente di OneFineStay, anche la voce di Conversocial va nella stessa direzione, sottolineando però che è nella funzione commerciale che la sua azienda trova le maggiori difficoltà di reperimento di personale. Un terzo problema è culturale: i talenti europei non sono così abituati a maneggiare equity ed opzioni, e questo fattore rappresenta un limite non indifferente. La fondatrice di Everplaces segnala addirittura un flusso contrario di application provenienti dagli Stati Uniti verso l’Europa.

E poi c’è Berlino. Mashable descrive questa città come un incubatore dell’incubazione, un’avanguardia startuppara che oggi sperimenta nuovi problemi, tra cui l’assenza di personale preparato ma anche le eccessive attese ed aspettative di chi viene ingaggiato nelle nuove aziende del digitale. Nulla meglio della chiusura del post può sintetizzare il problema:

But, it’s clear from the significant number of voices across Europe that hiring issues remain the same. Few companies can get enough people. Few can get the right people. Everyone is looking for huge passion. And sometimes, things disappoint.

Non è facile, e l’Italia? Sicuramente leggere di situazioni in cui “A PHP dev with 2 years experience is getting a €100,000 starting salary” ci porta a pensare che l’Italia sia un paese che emula il mondo startupparo senza però importarne e sposarne le dinamiche di agevolazione e salariali, si tratta però di un problema probabilmente più politico, fiscale ed istituzionale che di volontà di venture e incubatori nostrani, anche se al solito la sensazione è che almeno 8 persone su 10 che millantano di occuparsi di start-up, in questa fase stiano facendo altro ma cavalcando l’onda, che ne pensate?

Fonte immagine: mashable

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