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Coinvolgere gli utenti su Facebook oggi significa suscitare emozioni. In pratica, pubblicare contenuti divertenti e interessanti che provochino reazioni e conversazioni. Like e commenti sono un ottimo metro di valutazione per valutare la salute della vostra Fan Page. Alimentare l’interesse degli utenti però non è cosa semplice, dipende da molti fattori: bisogna in primis aggiornare in modo sistematico creando un piano editoriale stabile, adottare un approccio friendly, senza dimenticare i valori del brand e il tone of voice connesso. Per ottenere reazioni è determinante pubblicare post, foto ed in generale contenuti interessanti ma diversi, personalizzati, che possano dare continuità da un lato (la foto del giorno, il prodotto della settimana, la citazione, ecc.), ma spiazzare l’utente dall’altro. Il settore ed il mercato di riferimento modificano gli obiettivi e le conversioni della presenza aziendale su Facebook. In determinati casi, PMI e microimprese possono incrementare direttamente le vendite attraverso una gestione della Fan Page che connetta la freschezza dei contenuti alla creazione di eventi e promozioni nel punto vendita per le persone iscritte alla pagina. D’altro canto, le grandi aziende “devono esserci”, trasformando i propri presidi, non solo su Facebook, in sistemi di Customer Care per aumentare il brand value con un buon servizio clienti ed attraverso contest mirati, legati al marchio oppure ad un determinato prodotto.

Appiattendo le differenze settoriali, possiamo affermare che su Facebook esistono alcune buone pratiche di engagement che valgono un po’ per tutti, che voi siate una gelateria, un concessionario di macchine, un grande brand, un’associazione di volontariato oppure un’agenzia di servizi immateriali.

  • Un’immagine vale più di mille parole. Foto, foto e ancora foto (mal che vada pubblicate un gatto! Scherzo, ma neanche troppo). Non mi stancherò mai di dirlo, le foto su Facebook suscitano statisticamente più reazioni, hanno cioè un impatto emotivo immediato, soprattutto se accompagnate da un messaggio originale e curioso, una call to action che invita l’utente a commentare. Le foto sono privilegiate dall’algoritmo interno di Facebook, anche per questo è molto più probabile che vengano visualizzate dagli utenti.
  • Riempire gli spazi. Lasciate una frase incompleta (magari famosa) con tanto di ______, ed invitate a riempire gli spazi mancanti. Una strategia di gaming che, ricordando i giochi di una volta, può suscitare molte reazioni soprattutto se il messaggio è divertente o riprende notizie attuali. Attenzione a non essere troppo autoreferenziali.
  • Le didascalie per le foto. Pubblicate una foto invitando gli utenti a mettere la didascalia. Una foto particolare, che magari racchiude più emozioni e messaggi sotterranei, può essere utilizzata per lanciare un piccolissimo contest. L’utente con la didascalia più votata (con più like), o più apprezzata dalla redazione (da voi), potrà ricevere un prodotto in regalo. Uno sconto su un vostro servizio o prodotto, un invito gratuito per una serata a tema, esistono diverse possibilità e potete divertirvi a delineare nuove strategie. Potrebbe essere un piccolo stratagemma per lanciare una nuova linea di prodotti, riproducendo il “post speciale” una volta alla settimana per un periodo di tempo limitato, quello di lancio del nuovo prodotto o della promozione di un determinato sevizio.
  • Domandare agli utenti. Quando condividete un post è bene domandare qualcosa, gli utenti saranno invogliati a rispondere, anche like e condivisioni ne gioveranno. Le domande devono essere inerenti alle tematiche del post, se invece pubblicate una foto potete incrementare le possibilità di engagement. Immagini particolari raffiguranti personaggi, oggetti, vestiti, mobili, piatti o prodotti in generale, possono essere utilizzate per fare dei piccoli quiz (Chi è il personaggio nella foto?), oppure chiedere una preferenza, permettendo all’utente di esprimere un voto, appagando la sua voglia di scegliere. Preferite un taglio di capelli innovativo o tradizionale? Risotto con funghi o spaghetti alla carbonara? Chi è vestito meglio, Tizio o Caio?
  • Suggerimenti. Idee, opinioni, ma soprattutto consigli su procedure o pratiche del settore sono status preziosi. Gli utenti risponderanno e diranno la loro. Ovviamente le opinioni possono essere catalizzate da una foto significativa oppure, ancor meglio, da un video tutorial. Se avete un ristorante su Facebook, pietanze impiattate (foto) e tutorial con ricetta step by step (video), diventano fattori determinanti di engagement.
  • Citazioni. Le citazioni funzionano, attenzione però che siano in linea con il vostro brand. Se siete un produttore di vino potreste citare Baudelaire: chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere; o Molière: Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico. Che dite possono funzionare? Ovviamente anche in questo caso la commistione di citazione e immagine garantisce maggiori risultati. Potete pubblicare un semplice status, un’immagine con una citazione (e un link accorciato con Bitly che rimanda ad un vostro post inerente), oppure un’immagine con la stessa citazione per iscritto. Anche chiedere l’autore della citazione può generare riscontro, provare per credere. Su Facebook stanno spopolando anche citazioni finte, spesso ironiche, collegate a personaggi storici e famosi, che vengono pubblicate col duplice scopo di generare engagement in modo divertente e dissacrante, sbeffeggiando l’abuso di citazionismo e talvolta lo stesso personaggio.

 

Oggi Facebook è sempre più un centro commerciale iperreale, nel quale il cliente diventa “sostenitore e partecipante”, dove non vi sono limiti di spazio e i brand mettono in vetrina prodotti, emozioni ed eventi, pronti per esser consumati e rielaborati dagli utenti. In questa piazza digitale la vecchia pubblicità top-down viene “vestita da festa” con contenuti accattivanti, alimentati un po’ dal basso e sempre più da consulenti preparati, che rielaborano idee e valori che la stessa azienda non riesce ad esprimere, disegnandone simulacri vincenti. Le attività di Facebook engagement nascono ogni giorno come nuove forme di “creatività partecipata”, dove l’esperto di social media non solo crea nuovi stimoli, li alimenta e li controlla, con lo scopo ben preciso di portare conversioni (vendite, contatti, aumento base utenti attivi) attraverso l’ingaggio, ma cerca quotidianamente di dare forma al simulacro aziendale. I brand come scatole riempite di contenuti, che poi corrispondano alla realtà, ai prodotti e alle persone nelle aziende, è il plus nella vostra strategia che faciliterà non poco il vostro lavoro. Nel caso avverso la strada si prospetta molto in salita, ma non temete, dopotutto Facebook è più che reale, è co-creatore di realtà e di valore per il brand, con molta pazienza (e qualche ora di formazione interna) potrebbe contagiare in meglio non solo il business aziendale ma l’azienda stessa. Per concludere, è bene soffermarsi sull’importanza della gestione. Saper gestire flussi di ritorno, in particolare quando sono negativi, è doveroso e non s’improvvisa. Rispondere a un commento potenzialmente deleterio è una necessità di sistema. Farlo con puntualità, naturalezza ed educazione una soluzione.

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