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In un mondo dove le relazioni umane sono consolidate nel modo virtuale, Stefano Covolan, 21 anni e CEO di Yourp, spiega come portare le persone lontane dagli schermi dei Pc per condividere le loro emozioni nella realtà aumentata.

Ciao Stefano! Iniziamo a parlare di Yourp e di cosa effettivamente si occupa questa start up.
Yourp è un’applicazione mobile disponibile in Beta per Android. Lo scopo dell’applicazione è quello di far vivere agli utenti che la usano la città in un nuovo modo. Vogliamo permettere alle persone di condividere ciò che loro amano e ciò che piace a loro esattamente nello stesso luogo in cui essi si trovano; ovviamente tutto ciò riguardante lo stesso luogo dove si trovano loro. Immaginate un “post it”: aver la possibilità di lasciarlo virtualmente in un determinato luogo, e l’utente, il destinatario, o comunque qualsiasi persona che usi il sistema, una volta arrivato nel posto in questione riceverà questo messaggio. I messaggi possono essere lasciati da qualsiasi parte d’Italia o del mondo, ma per riceverli avete l’obbligo di essere in quel posto. Quando riceverete i messaggi sarete avvertiti sulla mappa virtuale dell’applicazione. Tutto ciò è legato alla componente della realtà aumentata basata sulla geo localizzazione.

Chi sono i membri che formano Yourp?
Io, Stefano Covolan, sono il CEO, vengo da Treviso e mi occupo delle strategie dell’impresa, tengo sotto controllo i progetti che vengono svolti e mantengo i contatti con l’esterno.
Lorenzo Chiellini è il CFO, nato a Milano, si occupa della parte finanziaria e di tutto ciò che riguarda i costi dei nostri investimenti e le spese.
Martin Michelini è il SCM, originario di Ivrea, si occupa della comunicazione e dei social media, da Youtube, Facebook, Twitter.
Francesco Pongetti, marchigiano,è il CTO, nonché il programmatore, si occupa delle faccende tecniche di Yourp. Lui si è occupato anche di costruire il server.
Salvatore Cino, nato vicino a Palermo, è il Lead Dev. e si occupa del codice dell’applicazione.
Tutti viviamo a Milano perché studiamo in questa città, a parte Salvatore, originario di Palermo, che ci aiuta nei lavori direttamente dal computer di casa sua. Un giorno ero alla ricerca di un programmatore free lance da inserire nel gruppo e l’ho cercato su vari forum a disposizione. Su duecento richieste ho ricevuto una trentina di risposte. Tra questi programmatori ho scelto proprio Salvatore.
Successivamente abbiamo chiamato in nostro aiuto anche un membro esterno che non fa parte effettivamente del nostro team, ed è Gianluca Pizzaia, studente allo IED. Lui si è occupato della parte grafica di Yourp, ed è nostro scopo quello di renderlo membro effettivo del team non appena saremo più stabili come start up.

Com’è nata l’idea di fondare questa nuova realtà imprenditoriale?
Inizialmente Yourp doveva essere un social network, bastato soprattutto sulle video chat. Inoltre sarebbero state introdotte chat roulette suddivise per argomento, in modo che ogni persona potesse seguire quelle alla quali sarebbe stata più interessata. Poi ci siamo mossi verso l’idea di trasformare Yourp anche in une web radio, in cui le persone avrebbero seguito le trasmissioni preferite. Come forma di revenue avremmo introdotto pagamenti a lungo tempo per poter usufruire dei nostri servizi. Infine ci siamo diretti verso l’idea di Yourp che tutt’ora stiamo sviluppando.

Qual è il modello di monetarizzazione sul quale vi state basando?
Per il momento non abbiamo nessuna entrata effettiva, in quanto Yourp al giorno d’oggi conta una cinquantina di utenti. Pensiamo che questi aumenteranno nel momento in cui lanceremo l’applicazione in live. Stiamo seguendo il modello della “old economy”, secondo il quale ci permette di metterci in contatto con un numero maggiore di aziende per dare loro la disponibilità di creare i loro messaggi geo localizzati da posizionare in giro per la città. Loro potrebbero pubblicare un messaggio a settimana. In questo modo l’utente non sarebbe oppresso da una quantità troppo elevata di messaggi pubblicitari a settimana. Inoltre i messaggi, essendo divisi per le varie zone della città, garantirebbero alla compagnia di avere un determinato monopolio nella zona di pubblicazione.
Secondo il modello della “new economy” invece, si prospetterebbe a consegnare alle piccole medie imprese i cartelloni costruiti sulla realtà aumentata, visto che questi durano 24 ore su 24 (i cartelloni degli utenti normali invece hanno un vita basata sul “mi piace” e “non mi piace”).
Possiamo fare l’esempio di un cliente che è abituato a fare la spesa in un supermercato come l’”Esselunga”, e che ad ogni spesa raccoglie i suoi “punti fragola”. Attraverso la fotocamera presente nell’applicazione, possiamo inquadrare la realtà aumentata programmata per quel supermercato, e quindi scorgere un ipotetico cartellone al di fuori del supermercato. Su questo cartellone comparirebbero tutte le nostre notizie personali riguardanti i nostri punti accumulati, i premi che potremmo ritirare, etc. Il modello della new economy però ci ferma, poiché è più dispendioso. Più avanti, per poter consentire alla aziende di usufruire di questo servizio, potremmo far pagare loro un costo fisso di circa 100 euro l’anno
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Voi ragazzi di Yourp siete molto giovani. Qualcuno ha mai provato a scoraggiarvi, consigliandovi di lasciar perdere il progetto, oppure avete trovato persone che vi hanno dato il giusto appoggio per poter proseguire?
Abbiamo affrontato tutte e due le situazioni, e infatti all’inizio è stato molto difficile. Proprio le persone che lavorano nel nostro stesso settore, vedendoci, ci fermavano subito dicendoci “Siete troppo giovani per fare questo lavoro, è impossibile che abbiate l’esperienza giusta per continuare, l’applicazione non ancora ultimata ne è la prova” (il nostro team è stato in costruzione fino allo scorso Dicembre). Effettivamente quelle persone non avevano tutti i torti, anche perché all’inizio non avevamo ancora un business plan del tutto definito. “Avete fatto il passo più lungo della gamba”: per noi è stata un doccia fredda che però ci ha portato a ragionare più a fondo su quello che stavamo facendo. Così abbiamo focalizzato i nostri punti deboli per migliorarli e una volta terminata l’applicazione, le cose sono cominciate a cambiare. Le persone rimanevano impressionate dal nostro progetto, soprattutto le persone non informate tecnicamente sul nostro lavoro erano quelle più impressionabili.
Gli esperti, i programmatori e i finanziatori, vedendo ciò che avevamo creato e come eravamo riusciti ad organizzarci solo rispetto a qualche mese prima, si sono complimentati con noi. Avevamo conquistato il loro consenso, soprattutto attraverso il progetto della realtà aumentata. La partecipazione all’evento “Codemotion” ci ha confermato che avevamo fatto centro: abbiamo avuto la possibilità di metterci in contatto con numerosi finanziatori disposti a interessarsi del nostro progetto. Lo scorso giovedi abbiamo partecipato ad una fiera per le start-up, organizzata dal “Sole24Ore”. Anche lì abbiamo avuto l’opportunità di metterci in contatto con altri finanziatori con i quali tratteremo verso settembre.

All’interno del sito di Yourp c’è un’area chiamata “Collabora con noi”, legata al processo di recruitment per la start up. Che figure state cercando da poter inserire nel vostro team?
Innanzitutto siamo alla ricerca di un programmatore IOS, che ci aiuti con tutto ciò che riguarda la parte del server. Avremmo bisogno anche di un content manager per quanto riguarda la parte legata ai social media.

Oltre che su Facebook, Twitter e WordPress, è possibile trovarvi anche su Youtube con un canale tutto vostro, nel quale è possibile trovare molti video realizzati da voi. Di cosa trattano principalmente questi video?
Abbiamo deciso di aprire un canale su Youtube in quanto ci siamo accorti che in Italia le start up non sfruttano la possibilità di farsi pubblicità tramite questi canali. In America sono tante le start up che decidono di postare i propri video su Youtube, e i loro profitti sono decisamente migliori anche grazie a questo metodo di “sapersi vendere”. Nel nostro Paese solo da qualche anno abbiamo potuto vedere come alcune tipologie di video abbiano garantito ai loro produttori di avere successo (si pensi al fenomeno “Willwosh” e “Clio Makeup”).
Inoltre abbiamo deciso di aprire un canale con i nostri video perché in questo modo crediamo di esprimere al meglio ciò che facciamo: un video risulta sempre più efficace rispetto ad immagini accompagnate da scritte.

“Yourp è un app mobile per vivere a città in un modo nuovo” (citazione del sito). Nel caso in cui Yourp avesse molto più successo di ora, come potrebbe cambiare la comunicazione tra le persone grazie a questa applicazione?
Grazie a Yourp le persone avrebbero la possibilità di poter ricercare tramite l’applicazione posti o locali nei quali non sono mai andati. Di ognuno di questi esiste una piccola recensione fatta da altri utenti di Yourp che permette di far sapere a priori come le persone hanno trovato il posto che tu stai cercando proprio in quel momento.
La nostra ambizione principale è quella di far vivere la città in modo nuovo, al fine che questa continui progressivamente ad evolvere. Purtroppo oggi siamo legati ad un mondo virtuale, dove per comunicare ci affidiamo alle bacheche dei vari social network e passiamo giornate a chattare con persone che magari non abbiamo mai incontrato. L’obiettivo di Yourp è quello di “portare fuori casa” tutte queste persone, per poter condividere nel mondo reale le nostre emozioni.

Se dovessi pensare a tre aggettivi con i quali descrivere Yourp, quali sceglieresti?
Per prima cosa sceglierei l’aggettivo “innovativa”: è la prima volta che un’applicazione si fondi in maniera così completa sulla geolocalizzazione, ed inoltre sono stati fatti passi importanti per quanto riguarda la tematica della realtà aumentata. Come secondo aggettivo sceglierei “divertente”. Abbiamo ricevuto numerosi feedback dagli utenti, soddisfatti di poter comunicare in modo nuovo. Infine direi che Yourp è anche molto “versatile”, poiché permette di esprimersi in più modi differenti.

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