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W. Chan Kim e R. Mauborgne alcuni anni fa descrissero questo scenario come un “oceano rosso” dove per vincere è necessario combattere i propri avversari con strategie feroci ma scoprirono che non sempre questa strategia può essere la più giusta.
“Aggredire” il mercato è fondamentale ma si possono battere i competitor costruendo uno scenario pacifico chiamato “oceano blu”.

Questi due studiosi hanno analizzato 150 mosse strategiche aziendali in ben 300 settori nel corso dello scorso secolo e al termine della ricerca hanno concluso che il successo delle aziende vincenti non derivava dalla sconfitta dei concorrenti ma dalla creazione di spazi incontestati di mercato, dalla ideazione e conquista di una nuova domanda, dalla rottura del trade off tra costo e valore, dal taglio dei costi e soprattutto dalla differenziazione.

Un esempio è il caso Yellow Tail, un vino australiano di non elevata qualità, che ha conquistato il difficile mercato vinicolo statunitense, e non solo, puntando su tre semplici caratteristiche: comodità di consumo, facilità si scelta, packaging vivace e divertente. La buona strategia di marketing utilizzata è stata applicata anche al sito web che richiama la non convenzionalità del prodotto: l’utilizzo del colore giallo e arancio, la scelta del canguro australiano come logo e la presenza di immagini che richiamano il divertimento.Oltre alla differenziazione ci sono altri due fenomeni emergenti che utilizzano delle strategie tipiche dell’oceano blu: condivisione e collaborazione; vediamone alcuni esempi.

  • Data sharing e Google Now: la condivisione dei nostri dati per ottenere un vantaggio competitivo è ciò su cui si basa questa interfaccia di Google disponibile su Android. Questo sistema sfrutta i dati relativi alla nostra posizione, al tempo a disposizione e ai nostri impegni per permetterci di fare tutto ciò che vogliamo nel minor tempo possibile e con la modalità più efficiente. Se ad esempio dobbiamo lasciare l’ufficio, cenare e poi prendere unaereo, l’applicazione calcola automaticamente il ristorante più vicino, il percorso più breve e privo di traffico, la direzione del gate e gli aggiornamenti sul volo automaticamente. Google now viene infatti così descritto: “It gets you just the right amount of information at just the right time, all automatically”.
  • Sharing economy: partendo dal presupposto che nessuno sa fare tutto, sarebbe meglio fare ciò che si sa far meglio lasciando agli altri fare il resto. La teoria del vantaggio competitivo asserisce che due parti (paesi, aziende, persone) possono guadagnare dallo scambio se hanno diversi costi relativi per produrre la stessa cosa. Concentrarsi su un compito dove si è maggiormente produttivi affidando quelli per cui non possediamo le skills necessarie all’outsourcing, crea il benessere del team e della società in generale. Una volta riconosciuta la competenza/abilità di un collaboratore è necessario che il team leader affidi dei compiti in linea con tale profilo, questo farà sì che la persona venga identificata nel team come competente in una o più determinata/e funzione/i. Questo principio sta alla base della sharing economy e un esempio è Task Rabbit, una piattaforma che ingaggia persone per svolgere semplici compiti. Come funziona? Ci si iscrive, si inserisce un compito (pulire le scale, fare la spesa, portare a spasso il cane ecc.), si visualizzano e selezionano le persone disponibili per questo servizio, solitamente poi si sceglie quella che può eseguire quanto richiesto nel minor tempo e con il minor costo, infine il pagamento avviene direttamente attraverso il sito. Altri esempi sono: AirBNB (short-term rental start up), RelayRiders, Getaround (peer to peer car-sharing start up).
  • Piattaforme di consumo collaborativo e Micro entrepreneurship economy: queste piattaforme permettono alle persone di guadagnare mettendo a disposizione le loro capacità, lavorando in autonomia e unendo il concetto di hobby a quello di lavoro. Gli annunci che si possono trovare sono ti questo tipo: “I will promote your business or birthday message with my hand puppet for $5!”. Potete farvi un’idea cercando qualcosa di originale su Fiverr, un sito che pubblicizza se stesso dicendo: “The world’s largest marketplace for small service”. Alcuni annunci sono vera- mente bizzarri ma se cercate qualcosa di particolare spendendo 5 pounds allora farà al caso vo- stro.

Questi sono alcuni esempi a cui possiamo ispirarci per far crescere il nostro business valorizzando semplicemente il nostro potenziale, organizzando in modo migliore il nostro team, vincendo differenziandoci, in due parole: “Be yourself and be different”!

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