Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook

Proprio quando l’interesse per il terremoto emiliano comincia a calare, giunge il momento di agire: per questo è nato #Hackathonterremoto, incontro svoltosi nelle giornate del 16 e 17 giugno all’Urban Center di Bologna. Informatici e sviluppatori si sono incontrati per dare un aiuto concreto alle popolazioni colpite dal sisma. Come dare questo aiuto se non nella loro maniera preferita? Applicazioni e software open source, idee realizzate in una maratona di due giorni per far fronte alle esigenze e bisogni sorti dopo le forti scosse che hanno colpito le terre emiliane.

Si è partiti proprio dall’analisi dei bisogni: dopo la creazione del blog ufficiale, il gruppo Facebook, sempre molto attivo, e l’introduzione a ciò che sarebbe stato #hackathonterremoto, gli ideatori dell’iniziativa hanno pensato di dar vita ad un brainstorming online, per il quale è stato creato un apposito portale, dove era possibile lanciare idee che avrebbero potuto rivelarsi utili.

Per una migliore organizzazione del brainstorming si è lavorato su tre orizzonti temporali:

  • idee riferite al breve termine, per far fronte ai bisogni nati subito dopo il sisma;
  • progetti per affrontare le esigenze post-terremoto, come la creazione di una applicazione per la gestione degli aiuti e contributi più urgenti;
  • idee per trovare un modo semplice dedito ad organizzare in maniera efficace ed efficiente il periodo di ricostruzione.

Una volta valutati attraverso criteri di realizzabilità e attrattività, i progetti migliori sono stati realizzati nelle due giornate a disposizione e presentati al NEXT di Bologna: presente sul palco il giornalista Riccardo Luna, sostenitore di startup digitali italiane, che ha seguito da vicino il progetto.
Tra le applicazioni sviluppate meritano di essere messe in luce l’app web e mobile “Aiuto Cercasi”, che consente di gestire al meglio la coincidenza tra domanda e offerta di aiuti e il progetto “Fare Campo”, per organizzare al meglio i campi di accoglienza e permettere lo scambio di informazioni tra persone e volontari. Qui trovate l’elenco aggiornato di tutte le idee realizzate.

Si potrebbe criticare scrivendo che due giorni sono pochi per realizzare soluzioni utili ed efficienti, che un’app non è utile tanto quanto un aiuto concreto da parte dei volontari, ma sicuramente #hackathonterremoto regala l’immagine di un’Italia che merita di essere portata sotto ai riflettori, che ha trovato la voglia provare a cambiare, prendendo il futuro tra le mani. Per quanto questo aiuto digitale possa essere considerato poco concreto, se sfruttato e integrato con i sistemi di aiuto tradizionali, potrebbe essere la chiave di volta, a livello organizzativo, per coordinare al meglio i soccorsi alle terre emiliane, evitando sprechi inutili di risorse.

Dal gruppo Facebook è emerso un’ulteriore dubbio: e se il progetto morisse subito dopo la fine dell’Hackathon? Niente paura, il gruppo ha già preso contatti con la protezione civile regionale e nazionale per far sì che le idee non vengano abbandonate, ma bensì sviluppate e integrate adeguatamente con i servizi offerti dai volontari della protezione civile. Inoltre il progetto sarà promosso online per cercare nuovi investitori e stakeholders disposti a finanziare la realizzazione delle idee.

Due domande da individuo pessimista: La pubblica amministrazione e la protezione civile sono disposte ad affidarsi a strumenti di questo tipo dando la giusta dose di fiducia? E qualora lo siano, sapranno integrarli al meglio per migliorare i propri servizi?
Da ottimista, io dico sì! E voi?

Commenti