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In un articolo recentemente apparso su Bloomberg, uno degli uomini più ricchi del mondo, Carlos Slim, a proposito del difficile momento che sta attraversando il vecchio continente, ha dichiarato: “When hard times come, you can look at opportunities in a very agile way“.

La parola d’ordine di questi tempi parrebbe essere una soltanto “INVESTIRE”! Un concetto che applicherei oltre che al settore economico anche a quello della crescita e dello sviluppo personale. Ma come fare della propria vita un’opera d’arte così come decantava il buon Gabriele D’annunzio nei suoi scritti? Ebbene le possibilità ci sono, a patto di investire il proprio tempo e le proprie energie in cultura, cercando di arricchirsi e di crescere come persone e questa non è una cosa così scontata. In fondo, ammettiamolo, non si smette mai di imparare!

Troppo spesso però non si ha il coraggio di cogliere le opportunità, di mettersi in gioco, non si è in grado di salvaguardare la fantasia, di stimolare la curiosità e fin troppo di frequente si è manchevoli in termini di spirito d’iniziativa!

Belle parole sì, tutto corretto, ma allora cosa fare? Sicuramente può risultare d’aiuto avere l’ esempio di chi si è messo in gioco trasferendosi all’estero per conoscere il mondo, aprire la propria mente e realizzare i propri sogni. Motivo per cui oggi ho voluto intervistare per voi Alice Avallone, classe 1984, una laurea in pubblicità in mano e un lavoro da freelance come creative thinker. Residenza? Beh, direi il mondo! E’ infatti una ragazza che viaggia molto spesso e ha vissuto in una delle capitali più belle del globo: la splendida New York! Il progetto che ha realizzato si chiama “NUOK” un magazine online di lifestyle, cibo, arte e cultura. Alice e la sua idea sono la dimostrazione che passione e fantasia possono portarci lontano. Ma conosciamo meglio lei e il suo “Nuok” attraverso l’intervista che ho avuto il piacere di poterle fare qualche giorno fa.

Da cosa è nata l’idea di creare un sito come NUOK?
Sono partita per New York nell’estate 2009, senza troppe aspettative. Non avevo il mito dell’America, tantomeno di New York. Un amico mi ha convinta a partire con un’offerta e mi sono imbarcata in un’avventura davvero inaspettata. Ho aperto il mio blog personale, Nuok, per raccontare tutto quello che vedevo, scoprivo ed assaggiavo. Mi piaceva la parola Nuok, perchè era un po’ come un bambino potrebbe pronunciare il nome New York, e così registrai il dominio. In due settimane di vacanza ho conosciuto alcuni giovani italiani pieni di talento, ed ho deciso così di coinvolgerli, aprendo a loro il mio blog e dando vita ad una prima piccola community di creativi oltreoceano. E’ stato tutto molto naturale, spontaneo, sincero. Dopo qualche mese, il progetto si è ampliato in modo incontrollabile e dopo un anno abbiamo deciso di esportare questo modello anche ad altre città del mondo, le nostre sitis.

NUOK conta circa 5000-6000 lettori con un target che va dai 25 ai 35 anni e quasi 13.000 fans nella sola pagina Facebook. Ottimi numeri, insomma, ottenuti sicuramente con tanto impegno e forza di volontà. A questo proposito, che cosa significa costruire dal nulla un progetto del genere? E a quali difficoltà sei andata incontro giorno dopo giorno?
Nuok è come un figlio per me. L’ho cresciuto con amore, con tanto di nottate passate in bianco per risolvere problemi ed è una vera soddisfazione oggi vederlo camminare con le proprie gambe, grazie alla passione che ci stanno mettendo 40 magnifici ragazzi intorno al mondo. Non ci sono particolari difficoltà che sto affrontando con questo progetto, non abbiamo un vero ritorno economico ad oggi, ma siamo liberi di fare una cosa bella ed utile per tutti, c’è una soddisfazione più grande? Nuok è esattamente quello che avrei voluto trovare io quando mi sono trasferita a New York dopo la mia vacanza: una rete di contatti, un manuale per uscire dai soliti percorsi turistici, una famiglia.

Qual è il valore aggiunto che possono trovare i vostri lettori che vivono all’estero, che sognano di espatriare o che stanno per partire per un’avventura in uno dei tanti angoli del mondo? Quali strategie utilizzate per coinvolgerli e fidelizzarli?
Siamo semplicemente noi stessi, senza filtri. La nostra comunicazione è semplice, trasparente, non ci sono premeditazioni furbette dettate dalla grande legge del marketing. E’ questo il nostro valore aggiunto. Anche se è una redazione virtuale, i contatti fra noi sono quotidiani, e periodicamente organizziamo cene e brunch in giro per il mondo, così da conoscerci di persona. La redazione lavora online, ma nel tempo sono nate molte amicizie vere, reali, e questo è uno dei risultati che più ci stimola ad andare avanti. I nostri lettori ci premiano perchè si fidano di noi, perchè siamo come degli amici a cui chiedere un consiglio vero: sanno che da noi non troveranno mai marchette e che il materiale è costantemente pubblicato in presa diretta.

Il team di Nuok, nei suoi 2 anni di vita, è stato più volte rinnovato e ha beneficiato del contributo e dell’entusiasmo di tanti giovani come te. Parlando di questo, che cosa significa essere un italiano all’estero e come deve essere un nuoker tipo?
Tutti i redattori di Nuok hanno diverse cose in comune: amano viaggiare e raccontare il mondo, sono dei creativi, e sono stanchi di lamentarsi per tutto ciò che non va nel nostro Paese. Tutti noi, ogni giorno, abbiamo a che fare con persone che non rispondono quando inviamo un curriculum, che ci passano davanti grazie a una raccomandazione, o che non sanno fare il loro mestiere e magari sono i nostri capi. Tutti noi passiamo giornate in cui vorremmo scappare dall’altra parte del mondo, e molti dei nostri redattori lo hanno anche fatto: non è un caso che oltre metà dei nuokers vivano all’estero. Questa situazione però non dev’essere una scusa per disprezzare l’Italia, e neanche per starsene con le mani in mano. Nuok è questo: un aggregatore di energie positive, un portfolio gigante con migliaia di post all’anno, una risposta allegra e scanzonata – ma non per questo meno seria – a chi non sa fare altro che lamentarsi.
I premi vinti e i riconoscimenti sono stati molteplici.

Qual è la chiave del vostro successo e perchè creare un sito come quello di NUOK è stata un’idea vincente?
Nuok è vincente perchè racconta il mondo con gli occhi di un bambino. Il contatto poi con culture straniere riesce ad influenzare la nostra creatività dimostrando che esiste un forte legame tra la produzione creativa ed il paese in cui viviamo o che ci ospita. Gauguin, francese di Francia, se n’è andato a Tahiti; il russissimo Nabokov ha scritto il suo bestseller in America; Haendel, tedesco, ha composto “Il Messia” durante il suo soggiorno in Inghilterra; Hemingway ed Ezra Pound sono partiti dall’America e sono arrivati a Parigi. Senza questi viaggi, senza queste contaminazioni, avremmo oggi gli stessi capolavori geniali? I talenti non fuggono, si mescolano: è da questa idea che nasce la chiave del successo.

Ti definisci una “Creative Thinker” e Nuok è stato etichettato come “l’Ufficio Immigrazione Creatività Italiana”. A partire a questo come si fa, secondo te, ad essere creativi al giorno d’oggi e da dove nasce la creatività?
Il segreto della creatività è nel saper giocare, proprio come quando eravamo piccoli. Penso sempre ai Lego. I Lego ti obbligavano in un certo senso ad essere creativo. Dovevi inventarti spazi, cambiare i mattoncini, individuare soluzioni alternative. Quando abbandonavi le istruzioni, tutto diventava un problema. Se mancavano le finestre, via ai mattoncini trasparenti. Se mancava il tetto, via alla copertura con i pezzi rossi. Se fossi cresciuta in un’isoletta greca, forse avrei costruito casette bianche senza tetto, ma avrei avuto sicuramente altri problemi. I bambini hanno più o meno gli stessi mattoncini nel secchiello; gli scrittori hanno più o meno la stessa quantità di parole in testa; i musicisti le note nelle orecchie; la mamma gli ingredienti in cucina. Ma è come si assemblano tra loro, che fa la differenza. Essere creativi significa questo. Significa trovare una soluzione ad un problema, assemblando pezzi già esistenti in modo geniale, mettendo alla luce una cosa nuova.

Tre parole per definire NUOK e il suo futuro.
Guida. Mobile. Marziani. Sì, abbiamo grandi novità in arrivo che hanno a che fare con i marziani!

Non mi resta che ringraziarNon mi resta che ringraziare Alice per il tempo dedicatomi e farle un grosso in bocca a lupo per l’avvenire!
E a proposito di mobile vi anticipo l’interessante lancio di “This is Nuok”, l’app che permette di scoprire la città attraverso le fermate della metro.
Invito infine tutti coloro che fossero interessati a fare un viaggio, a trasferirsi all’estero o semplicemente chiunque si sia incuriosito dopo aver letto questa bella intervista a dare uno sguardo al sito di NUOK, chissà magari scoprirete città che mai vi avrebbero attratto e troverete stimoli nuovi. “Vuoi trascorrere il resto della tua vita vendendo acqua zuccherata, o vuoi una possibilità di cambiare il mondo?” (Steve Jobs).
A voi la scelta.

Credit for Image: Davide Bernardi http://www.nuok.it/uncategorized/oggi-a-new-york-davide-bernardi/

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