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Il mercato del lavoro sta diventando sempre più esigente: richiede sempre più capacità e competenze da applicare in ruoli che richiedono mansioni differenti, facendo sparire quelli a monomansione. Ovvero, la persona in segreteria che prende appuntamenti e risponde al telefono non è praticamente più richiesta, infatti, ora, essa deve occuparsi anche della contabilità possibilmente fino alla chiusura del bilancio, avere una laurea in economia, saper usare benissimo il computer, saper gestire i fornitori e i clienti, conoscere almeno due lingue, e via dicendo.

Considerando che la maggior parte degli annunci di lavoro seguono questa linea, le persone reagiscono con rabbia prima, con rassegnazione poi, nel framezzo si sentono inadeguate in ogni caso, per cui si guardano intorno al fine di trovare un corso di formazione che fornisca delle abilità da mettere nel curriculum vitae…perché ci hanno insegnato che tutto fa curriculum!

Non stiamo parlando solo di giovani che stanno per scegliere la scuola superiore o l’università, ma anche di adulti che devono aggiornarsi per essere competitivi.
Importantissima è la valutazione che si compie nella scelta di un percorso formativo, ci si deve porre almeno alcune delle seguenti domande:

  • Che tipo di attestato rilasciano? Attestato di frequenza o di qualifica? Riconosciuto a livello regionale, nazionale, europeo? Rilasciano un titolo di studio?
  • Quante ore dura?
  • Chi lo organizza?
  • Sono previsti più livelli di preparazione?
  • È previsto l’esame?

Da queste domande si può comprendere, come non sia sufficiente frequentare un corso di disegno a mano libera, semplicemente perché sta bene aggiungere qualcosa al curriculum. Ogni corso dovrebbe essere considerato in base a quanto richiede il mercato, alla posizione per cui ci si propone e alla nostra indole ed esperienza, cosa ci interessa e cosa ci appassiona: una triangolazione tra le nostre competenze, il mercato e i nostri interessi.

Si sa, che in stato di disoccupazione, un elemento fondamentale del corso è che sia gratuito, ma questo requisito restringe molto il raggio di scelta e il poter ottenere una buona qualità del corso stesso.
Trascorrere due mesi ad una formazione, che si svolge una volta a settimana, con due ore di lezione, per un totale di 20 ore, senza esame, gratuito, solo con attestato di frequenza, può essere un investimento peggiore di un corso che ne dura 40, pagato 200 euro, svolto in due mesi, con esame e attestato con su indicato il livello ottenuto, rilasciato da un’università Italiana o straniera.

Consiglio vivamente di ponderare più caratteristiche prima di iscriversi, dato che c’è molta offerta: università (corsi singoli di ogni facoltà e corsi di lingue, per esempio il CLI), università popolari, enti accreditati dalle regioni per la formazione, associazioni multiculturali, associazioni alberghiere, agenzie per il lavoro, informagiovani, progetti comunali o provinciali, ecc.

Vorrei anche far riflettere su delle situazioni che si presentano sempre più spesso nel nostro paese.
Se tutto fa curriculum, come mai ci sono persone che tolgono la laurea (quinquennale/magistrale/specialistica) dalla categoria “formazione” del curriculum vitae solo per avere più probabilità di ottenere un colloquio?

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