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Gnammo.com oggi é l’ospite delle nostra intervista, un’intervista molto particolare a Walter Dabbicco, socio con Gian Luca Ranno, Cristiano Rigon e Daniel Pyrathon di un nuovo progetto che ha preso avvio solo pochi mesi fa. Un progetto di social eating, cosí lo possiamo chiamare, che mira a coniugare il mondo social e il cibo, con una possibilità di guadagno.
Il caso gnammo.com ci ha molto incuriosito; noi italiani siamo molto attenti alla buona cucina e ancor piú al mondo social!!
Allora volgiamo uno sguardo particolare al caso gnammo.com ..

Gentile Walter, come nasce l’idea di creare un social eating network? Quali sono stati i primi passi realizzati al fine di avviare questa iniziativa? Ottima idea, ma i ristoratori come la pensano?

Gnammo è un caso unico in Italia, e probabilmente nel panorama internazionale.
E’ nato da due start-up, Cookous e Cook Hunter, che in due parti diverse d’Italia (Bari e Torino), stavano portando avanti la stessa idea: poter unire cibo, socialità e guadagno in un’unica nuova esperienza.
Dopo gli screzi iniziali hanno capito che unire le forze era la scelta migliore per affermarsi come player principali nel mercato, soprattutto cominciando da uno molto ristretto come quello italiano. L’alchimia poi è stata immediata, ed ora lavoriamo ad altissima velocità.
Ciò che cerchiamo di sottolineare continuamente è che noi offriamo un’esperienza lontana da quella del ristorante, difatti non li consideriamo concorrenti, ma partner! Le faccio un esempio, un turista che è in Italia una settimana, continuerà tranquillamente a frequentare i locali di ristorazione abituali, ma vorrà provare per un giorno su sette l’esperienza social del mangiare in casa di una persona del posto. Li consideriamo partner perchè esperienze come quelle della prima tappa dello Gnammo Tour, sono facilmente replicabili in ogni ristorante d’Italia, con beneficio reciproco tanto per la community di Gnammo, quanto per il ristoratore che potrebbe offrire un’attrazione diversa ai suoi clienti.

Facebook, Twitter, Pinterest sono oggi i social networks più frequentati, se così si può dire. Perché avete deciso di seguire una via parallela, quasi vorrei dire concorrente, per avviare la vostra iniziativa?
Inoltre, come utilizzate la presenza nei social sopra citati e quali sono le strategie di social media marketing attuate?

No Martina, permettimi di dire: “nessuna concorrenza!”. L’esperienza e le capacità delle figure professionali che compongono il tram Gnammo ci permettono di sfruttare pienamente e nella maniera più appropriata possibile le peculiarità dei principali social network: sono una componente fondamentale del nostro mix di comunicazione e non solo a livello di promozione del prodotto stesso.
Gnammo in realtà non fa altro che unire il momento più normale, semplice e bello della vita di una persona -mangiare- con le potenzialità delle nuove tecnologie

Rispetto al noto “foodspotting”, quali sono i punti di differenza con Gnammo?

Vediamo…glieli spiego in una frase: Foodspotting è lo smartphone a Tavola, Gnammo è lo smartphone per trovare una tavola e nuovi amici.

Entrando nel merito, in una realtá come la vostra, qual’è il budget che viene stabilito per perseguire gli obbiettivi fissati di Social Media Marketing? Le preferenze ricadono in scelte di pay per performance, adv on facebook, …o che altro?

Noi siamo un caso particolare, una startup che vede i founder (Gian Luca Ranno -CEO-, me, Cristiano Rigon e Daniel Phyraton) autofinanziare l’impresa.  Il budget ad oggi corrisponde al nostro impegno sostanzialmente full time sul progetto, tanto lato sviluppo quanto management del prodotto offline ed online. Il mix perfetto è quello che la community preferisce, per ovvie ragioni non entro nel dettaglio delle scelte strategiche, ma senza dubbio il consiglio che possiamo dare è il classico: ascoltare la propria community.

Al momento vi ritenete soddisfatti dei risultati che state realizzando? Su quali leve puntereste in futuro per espandere i vostri orizzonti? Qual’è la realtà che vi aspettate nei prossimi 5 anni?

Completamente realizzati. A poco più di un mese dall’inizio delle attività sui social media abbiamo raggiunto circa 2000 iscrizioni e 1500 like su Facebook, che per un prodotto (www.gnammo.com) ancora non sbloccato in tutte le sue funzionalità, sono davvero tantissimi.
La strada è senza dubbio tracciata, ma sarà l’essere veloci nell’individuare quelli che saranno eventuali lacune e provvedere a ritarare l’azione, sarà ciò che ci decreterà o meno vincitori della sfida del social eating.

Ad oggi il target di riferimento da voi individuato si identifica solamente in realtà nazionali o avete prospettive di crescita anche a livello internazionale?

Stiamo partendo in Italia, mercato tanto ostico da rappresentare un’ottima realtà per validare il modello Gnammo. L’idea è allargarsi progressivamente all’Europa in 6-10 mesi.

Ipotizzando una veloce Swot Analysis di Gnammo.com, quali sarebbero i punti chiave all’interno della stessa?

S–> il team, esperto e consapevole
W–>  😉
O–> il concetto del “made in Italy”
T–> reale evoluzione del contesto “sociale” nei mercati di riferimento

Che dire ragazzi, il caso Gnammo é davvero strabiliante: in poco tempo sta guadagnando un buon “mercato”, se cosí possiamo dire, con un’iniziativa del tutto autentica e di buone prospettive.
Un complimento ancora e un ringraziamento al Sig. Walter Dabicco che con estrema disponibilità e gentilezza ci ha concesso di porgli alcune domande. Con l’augurio di un gran successo ancora grazie al team Gnammo! E vi consiglio… Un Gnammo Tour é appena iniziato, non perdetevelo..tutte le date in www.gnammo.com.

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