Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook

In questo post non voglio portare la mia opinione rispetto i social network e il loro utilizzo, personale o lavorativo che sia, ma lanciare alcuni spunti di riflessione, in parte provocatori, per cercare di capire quale sia l’opinione della gente sui social network, insomma capire che aria tira nella Rete.

Michelle Hunziker, Skype e un recente sondaggio americano sono gli spunti che potrebbero dare il via a una discussione interessante
l’importanza del contatto vero, fisico. i ragazzi “tramite facebook si parlano, iniziano un rapporto ma non hanno il coraggio di incontrarsi. Piu’ diventa intimo il rapporto, meno vogliono conoscersi. Hanno paura del confronto vero. E si lasciano. I social network possono dare assuefazione, sento di ragazzi che passano anche dieci, quindici ore al pc.” – Michel Hunziker 386.954 Follower – 102 following (alla faccia del social).

Michelle Hunziker ha abbandonato Twitter, il regno dove i vips fanno a gara a chi ha più followers, con questo tweet: Cari Amici, per un po’ rinuncerò ai social in prima persona, ma continuerò a seguirvi tramite il mio staff! Vi voglio bene Michelle.
Traduzione: il mio ufficio comunicazione twitterà in modo da tenervi buoni fino a quando avrò voglia di tornare impegnare 5 minuti del mio tempo ogni giorno per voi.

Skype lancia una campagna marketing provocatoria contro i social network e Justin Cox, senior strategic planner-mobile della Pereira ha dichiarato ad Adage: Questo è più di un semplice messaggio di marketing con titoli provocatori, il nostro il messaggio è quello di aiutare persone a collegarsi veramente in modo genuino”. Aggiungo io:come se parlarsi tramite skype, magari senza webcam sia sinonimo di genuino. Ironia della sorte Skype ha deciso di diffondere viralmente la sua campagna proprio attraverso Twitter con l’hashtag #timeforskype.

Resistere ai social media è più difficile che resistere alle sigarette e agli alcolici. Sono gratis, li usano tutti e non dovrebbero fare male. Il condizionale è d’obbligo.
Like, tweet, coltivo la fattoria, retwetto, refresh pagina di facebook, commento, guardo il profilo di una mia ex, pinno (eh si ora c’è anche pinterest), aggiorno lo status, cerco nuovi followers, controllo gli hashtag del momento..Molti di voi, di noi, farà queste azioni più e più volte durante il giorno, ma dove finisce l’uso consapevole e dove finisce l’assuefazione? Ne potremmo fare a meno?potremmo stare una settimana senza social? o senza Web?

Commenti