Ogni giorno spunta una novità collegata a Pinterest. Questo social, cresce giorno dopo giorno, integrando nuove dinamiche, strumenti e metriche per utenti e brand. L’ultima novità è quella delle copertine sulle board, che si possono impostare in modo molto semplice scegliendo tra le immagini all’interno della cartella. Assieme alle novità grafiche nascono esigenze di misurazione e personalizzazione connesse a questo social. Esistono in questo senso alcuni tool molto utili in ottica content curation. Riporto di seguito una selezione, rielaborata da Social Media Today, di tool specifici per la curation di Pinterest che mi sono divertito a testare.

Tool generali

  • Pin It. E’ l’ufficiale segnalibro di Pinterest, molto utile per pinnare un’immagine da una pagina web mentre navigate in rete tra un sito e l’altro.
  • Pin a Quote. Trasforma una citazione di testo in qualcosa di pinnabile, basta copiarlo o scriverlo all’interno della finestra apposita. La frase, che non deve superare i 455 caratteri, sarà ingrandita condivisa e pinnata all’interno di un’apposita cartella. Per personalizzare la scritta avrete però bisogno della versione pro, il Wall Street Journal sta usando quest’applicazione per immortalare gli articoli del giorno.
  • SpinPicks. E’ una piattaforma che seleziona automaticamente immagini (e video) interessanti da pinterest, Instagram, Twitpic, Flickr, Youtube ecc., scartando link di ricerca ed immagini non pinnabili provenienti da Facebook, Google, Tumblr, contribuendo a garantire l’aggiunta di immagini di qualità all’interno delle vostre board. Questo tool è ancora in versione beta ma potrebbe evolvere fungendo da filtro per immagini, a patto che venga inserita una ricerca specifica per interessi.

Tool per le immagini

  • Immagine Expander Pinterest. Un’estensione di Google Chrome che permette di espandere l’immagine presente nella home o all’interno della bacheche.
  • Pro Pinterest. E’ un’estensione sempre per Google Chrome che aggiunge la funzione di zoom alle immagini, facendo comparire a fianco la stessa immagine più grande, al contempo integra automaticamente il Pinterest Right Click di cui avevo già parlato. Infatti, col tasto destro è possibile re-pinnare velocemente questa immagine ma anche catturare e condividere immagini direttamente da altri siti web. C’è anche un menù a discesa che carica pin di tendenza apribile dal pulsantino posizionato accanto alla barra di ricerca url.

Tool per catturare screenshot

  • url2pin.it. Permette di catturare uno screenshot di una pagina web mediante il collegamento con la fonte Screen 2 Pin. Una estensione di Google Chrome dai creatori di url2pin.it, con la stessa funzione di cattura schermo.
  • Snapito. E’ una piattaforma che permette di catturare una pagina web e trasformarla in un pin, il caricamento è un po’ lento però rimane molto utile poiché l’immagine rimane legata all’url di provenienza mentre se fate uno screenshot normale perde il collegamento.
  • Pinstamatic. Dagli stessi creatori di Snapito, il mio tool preferito. Pinstamatic permette di pinnare appunti di testo, tweet di twitter mediante username e altre informazioni come la mappa di una località e l’immagine di una data da ricordare. Questa piattaforma aggiungerà sicuramente altri strumenti per personalizzare note di testo e appunti che volete ricordare o rielaborare per una presentazione incrementando le possibilità grafiche.
  • ShotPin. Altro tool molto importante, ShotPin è un’estensione di Chrome che consente di ritagliare rapidamente le immagini, facendo uno screenshot immediatamente pinnabile da qualsiasi sito web. Immagini che sono ritagliabili anche all’interno di Pinterest anche se non mantengono il collegamento diretto con la fonte della foto originale ma con l’immagine su Pinterest; è necessario fare due passaggi per risalire al sito di provenienza.

Curation Tool

Di seguito due strumenti molto interessanti per la content curation, in particolar modo per aziende e agenzie che devono gestire una quantità considerevole di contenuti.

  • Curalate. E’ una piattaforma basata sull’organizzazione dei contenuti, in particolare si pone come mezzo preferenziale per alcuni brand che vogliono sistematizzare immagini, eventi e prodotti per creare storytelling mirato e al contempo monitorare e analizzare il consumo sociale dei propri contenuti. Per il momento è presente solo una versione beta.
  • Percolate. Un tool molto interessante che permette di ordinare i contenuti che vi interessanto. In primis bisogna rispondere ad alcune domande, poi la ricerca procede mediante il filtro di alcuni algoritmi che selezionano i migliori contenuti per il vostro brand e per le vostre esigenze. Contenuti che potete pubblicare direttamente su questo sito, commentandoli e scegliendo su quale social diffonderli. Piattaforma che al suo interno ha inoltre alcuni strumenti d’analisi per valutare quali contenuti sono più adatti per il vostro pubblico e quali hanno avuto più successo.

Tool di analisi

  • PinReach (ex PinClout). Un servizio di analisi che aiuta gli utenti di Pinterest a monitorare le tendenze del social ma soprattutto il loro grado di influenza rispetto agli altri utenti fornendo dati e grafici di facile lettura che mostrano inoltre i pin e le board più popolari.
  • Repinly. Un altro misuratore d’influenza molto simile a PinReach, con un’interfaccia accattivante.
  • Pinpuff. Uno dei primi misuratori di influenza, fornisce informazioni sulla forza del vostro account basata sulla portata e sulla viralità dei vostri contenuti, con alcuni servizi aggiuntivi a pagamento. Per i brand per esempio è molto utile PinPerks, che offre regali e inviti esclusivi in base al grado di influenza su Pinterest.
  • Pintics. Permette di gestire più account Pinterest, con relativi dati e metriche, anche questo tool è ancora in versione beta ma potete richiedere un invito.
  • Pinerly. E’ un tool che promette di misurare tutto quello che avviene su Pinterest, dal traffico generato dalla piattaforma al sito alle metriche like, pin e repin della piattaforma, valutando le interazioni tra gli utenti. Il servizio offre al momento poche metriche su cui lavorare ma la società ha piani ambiziosi per diventare il tool definitivo di Pinterest, permettendo non solo di ricavare dati ed elaborare report ma anche di pianificare i pin.
  • Google Analytics. Per tutti gli analisti è possibile utilizzare il classico Google Analytics per valutare nello specifico il traffico referral verso il sito da Pinterest, ma soprattutto le conversioni in base agli obiettivi prefissati (vendite, iscrizioni, commenti, visite) che si ottengono da questo social network. Se volete approfondire questo argomento vi rimando all’ottimo post di Mashable che spiega in modo esaustivo come monitorare il traffico da Pinterest mediante Analytics.
  • Chiudiamo con “Pinterest Bookmarklet” un progetto in progress che permetterà (se realizzato) di avere sempre alla portata di mano gli aggiornamenti e le notifiche, anche se state navigando in altri spazi web monitorando costantemente la fonte Pinterest.

Il successo di Pinterest è sotto gli occhi di tutti, ha raggiunto il terzo posto come social più visitato negli Usa e, vi piaccia o meno, credo proprio che non sarà una bolla. Ad accorgersene sono soprattutto i suoi diretti avversari che corrono ai ripari, riorganizzando i contenuti ed espandendo i propri orizzonti. Facebook, proprio in questi giorni, si è aggiudicato Instagram per un miliardo di dollari: un’acquisizione strategica per difendersi da social emergenti, integrare nuove opzioni e dominare il comparto mobile.
Pinterest ha dato linfa a questo trend della content curation, offrendo nuove possibilità comunicative per utenti ed aziende, ma soprattutto, offrendo un modello organizzativo real-time nel quale fruizione è sinonimo di condivisione, che ha inspirato e contaminato anche altre piattaforme emergenti e non. La cura dei contenuti offre oggi nuovi vantaggi in termini di organizzazione, narrazione e comunicazione di immagini, prodotti, testi e post. Contenuti che vengono catturati, contestualizzati e rielaborati per essere a loro volta diffusi e ricreati. Tutto questo per supportare conversazioni e posizionamento, per alimentare mercato e consumo di dati, emozioni, prodotti e parole, in un contesto più frammentato, meno originale ma sempre più specifico e specializzato.

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