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Abbiamo già visto come i social network ed il social commerce abbiano modificato la presenza in internet dei maggiori fashion brand globali e dei fashion brand di nicchia, offrendo esperienze informative e di acquisto innovative, veloci, appaganti ed in grado di generare custode loyalty ed engagement.

Questi cambiamenti possono essere riassunti in tre macro trends (fonte: SocialMediaTrends):

  • Disruptive Experiences: caratterizzate da esempi di Rich commerce (3D, AR, interactive video, virtual models), Single Page Stores (Blixt&Dunder, Flaek), Simple Stores (pochi/un prodotto per categoria – just buy this one); Dynamic Pricing;
  • Social Commerce: (Buyer Communities; Group-Buy, Shop and Share (just bought it), Community Recommendations, F-Commerce);
  • Mobile: Mobile apps (focalizzate sulla comparazione di prezzo, sull’e-commerce, sulla personalizzazione del prodotto o sui cataloghi prodotto) e nuovi mobile devices.

Da qualche giorno Pinko, ha ridisegnato il look del proprio sito e aggiunto qualche funzionalità «…col fine di migliorare la diffusione e la conoscenza del brand e di creare un rapporto diretto e continuo con le sue clienti attuali e potenziali», come ha dichiarato il suo A.D. Pietro Negra.

Proviamo a capire se c’è riuscito, analizzandolo sulla base dei macrotrends presentati poco fa.

Dal punto di vista dell’esperienza disruptive emerge che:

  • La ricerca dei prodotti è aiutata da un efficiente motore di ricerca interno.
  • Il prodotto ricercato viene presentato in tutti i suoi modelli ed è poi possibile organizzare i risultati ottenuti (simple store) sulla base di alcune variabili (ultimi arrivi, prezzo crescente/decrescente, rilevanza), anche se non risulta chiaro come organizzi la ricerca la variabile rilevanza.
  • Una volta selezionato il prodotto, vengono descritte le sue caratteristiche tecniche, il prezzo, c’è inoltre possibilità di scegliere la taglia, il colore e la quantità e di aggiungerlo semplicemente al carrello.
  • Il carrello è organizzato in maniera facilmente fruibile dopo aver inserito i propri dettagli per la registrazione, mentre i pagamenti possono essere effettuati, oltre che con carta di credito, utilizzando anche il proprio account paypal.
  • È possibile vedere i prodotti indossati da una modella e da diverse angolazioni. È possibile zoomare sui dettagli.
  • La scelta del prodotto è integrata dalla funzionalità “completa il look…” che suggerisce altri capi in abbinamento a quello scelto.

Lato social commerce:

  • È possibile condividere i prodotti su piattaforme social (al momento questa funzionalità è aperta solamente a Facebook).
  • Sulla pagina Facebook ufficiale alcuni banner rimandano ai lookbook presenti nel sito, rappresentando una forma base e rudimentale di F-commerce.

Totalmente inesplorata tutta la parte mobile: nessuna applicazione dedicata è stata sviluppata dall’azienda di moda italiana.

Se la strada intrapresa per raggiungere gli obiettivi di engagement trova negli strumenti adottati una buona soluzione; relativamente ai contenuti legati al brand e al suo mondo, invece, il sito avrebbe potuto essere costruito in maniera più efficace.
Se da un lato i prodotti dei lookbooks per esempio sono condivisibili su Facebook, Twitter e Google+, dall’altro non rimandano alla loro pagina nella sezione e-shop; lo store locator è semplicemente la ricerca del punto vendita all’interno della cartina di Google map; la sezione Pinko World non comunica il brand, mostra solo alcune foto e video della nuova sede e racconta il progetto dietro tale investimento, comunicazione che si ritrova anche nei canali social.

Un interessante strumento di potenziamento della presenza del brand nella rete è il progetto Uniqueness e di engagement del consumatore oltre che di comunicazione del brand, un sito su in cui è possibile vedere e acquistare in maniera esclusiva (in vendita solamente dal sito) i capi disegnati da Alessandra Facchinetti per Pinko: un vero e proprio sito social commerce, che cavalca i trend presentati offrendo una possibilità di acquisto esclusiva (singola pagina dedicata allo store e prodotti in esclusiva per il canale) e integra i canali social Facebook, Twitter e Tumblr. Propone inoltre un intero mondo legato alla collezione, fatto da musica, arte, cultura, design e moda. Un vero e proprio manifesto di come Pinko e Alessandra Facchinetti hanno dato vita alla collezione Uniqueness.

Volendo tirare le somme di quanto osservato è possibile concludere che nonostante la ristrutturazione del sito sia stata lodevole e la strada intrapresa sia quella giusta, rimane ancora molto lavoro da fare, molte potenzialità da sviluppare e molti consumatori da affascinare.

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