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Saper leggere i comportamenti dei consumatori è un desiderio che, chi si occupa di marketing cerca di esaudire ogni qual volta progetta una nuova campagna promozionale, o cerca di immettere nel mercato un prodotto nuovo. Ma, come è noto da tempo, per leggere i comportamenti dei consumatori è necessario segmentare, prendere in considerazione solo una fetta della torta, quella che corrisponde alle nostre esigenze pratiche: semplificando molto, siamo arrivati al famoso “target”.

Una concezione del mercato di questo tipo (stiamo parlando del Web) poteva andar bene qualche anno fa, quando gli strumenti di analisi erano per lo più quantitativi e la situazione economica non era così avversa come lo è oggi.

La web analisys ha cercato di ovviare a questo problema offrendo prodotti sempre nuovi e sempre più sofisticati. Sarà per l’espansione di internet, sarà per la progressiva alfabetizzazione digitale, fatto sta che gli utenti della rete sono cresciuti esponenzialmente in tutto il mondo, e l’evoluzione delle aziende che producono software d’analisi è stata più repentina negli ultimi 5 anni che nei tre lustri di vita del World Wide Web: chi si occupava di web analisys 15 anni fa proponeva strumenti che contavano il numero di accessi verso una pagina di riferimento; oggi, anche alcune aziende che sviluppano programmi (e non parliamo solo di grandi realtà come lo stesso Google, ma anche di piccole case produttrici) vendono servizi che tendono a colmare il gap tra analisi quantitativa e qualitativa.

Come sappiamo, l’analisi quantitativa si basa sull’esaminazione di un insieme eterogeneo di dati dai quali si cerca la ripartizione statistica dei fenomeni varianti ed invarianti.
L’analisi qualitativa è invece ben più complessa: si prefigge infatti di individuare fenomeni conosciuti o sconosciuti entro una categoria di soggetti presi come campione, diciamo che è una sorta di processo etnografico. A questo proposito, uno degli strumenti più di successo negli ultimi tempi è rappresentato da quei software (come quello proposto da Trackset) che permettono di monitorare il percorso che gli utenti del sito producono con il puntatore del mouse. Un servizio di questo tipo permette quindi di capire la qualità del layout utilizzato, creare dei test per le pagine migliori, ecc. ecc.

E’ bene precisare che nessuno dei due metodi è perfetto: entrambi presentato ancora delle lacune che probabilmente non verranno mai colmate a causa della non completa razionalità degli utenti e a causa di possibili errori compiuti dagli operatori. Rimane comunque il fatto che le possibilità di fusione dei due metodi, così come ci vengono offerte oggi, potrebbero rivelarsi strumenti di primaria importanza per tutte le aziende che decidono di puntare al Web inteso come mercato globale da cui trarre maggiori profitti.

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