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Molti giornali in questo periodo stanno pubblicando articoli e ricerche sulle possibili capitali europee in cui espatriare per cercare fortuna, soprattutto se si volge lo sguardo al settore dell’innovazione e dell’imprenditoria.
Creare start up sulla falsariga della Silicon Valley facendo leva sulla proattività e sulla voglia di mettersi in gioco sembra proprio essere diventato uno dei maggiori trend e probabilmente una delle potenziali fonti di ricchezza per il prossimo futuro.

Nel “Bel Paese”, si sa, i problemi sono numerosi, ma non mancano realtà coraggiose in cui tanti giovani talenti hanno voglia di investire tempo e professionalità. Un caso esemplare che va citato in questa sede è quello di H-Farm, un progetto privato che ha l’obiettivo di creare una piattaforma internazionale per le start up basate su innovativi modelli di business nel settore di Internet. Situato nella piccola località di Ca’ Tron (Roncade, Treviso) a due passi dalla laguna veneziana, H-Farm è una realtà in crescita, basti pensare che solamente nei primi 5 anni di vita sono stati investiti 9,5 milioni di euro in 26 start up, creando oltre 200 posti di lavoro.

Solo qualche giorno fa ho avuto l’occasione di visitare l’interessante campus e di scoprire “H-umus“, uno dei fortunati casi di società nata proprio nel prestigioso incubatore tecnologico.
Ma chi è H-umus? Essenzialmente si tratta di una software house che sviluppa soluzioni innovative su piattaforma iPad a supporto delle attività di vendita. Nata nel 2007 da un’idea di Fabio Carraro, veneziano di origine, una laurea in economia aziendale e un passato in consulenza per importanti aziende italiane e internazionali, H-umus vanta un team composto da 13 dipendenti tra cui designers, analisti e sviluppatori con un’età media pari ai 28 anni. Una squadra quindi di tecnici che sfoggia però approfondite conoscenze nel mondo della moda e che si distingue per l’approccio spiccatamente rivolto all’esperienza d’uso e all’interfaccia utente, un fattore di differenziazione competitiva fondamentale nel settore delle soluzioni integrate per tablet e mobile.

Il prodotto core di H-umus si chiama Nuxie, una piattaforma di merchandising scalabile che permette di creare un catalogo prodotti digitale, effettuare ordini di acquisto, monitorare e analizzare in tempo reale i dati di vendita e di inventario, gestire un sistema di notifiche e conferma d’ordine e produrre report e wishlist personalizzate. La piattaforma, facilmente integrabile con i sistemi gestionali di un’azienda, garantisce un’esperienza d’uso pienamente interattiva facilitando l’immersione nella “brand experience” e consentendo di selezionare il prodotto attraverso caratteristiche quali forma, colore, materiale o tema di collezione.

I tre principali target a cui questo prodotto è rivolto sono:

  • Gli showroom in cui il programma è utile in fase di campionario. Il vantaggio sta nella possibilità di aggiornare istantaneamente i libri di vendita e di monitorare il gradimento dei buyer con lo scopo di produrre solo ciò che risulta di interesse per i compratori e che avrà più possibilità di diventare un best seller. Le schede prodotto e le gallerie di immagini, inoltre, forniscono un’anteprima virtuale di come si presenterà l’allestimento della vetrina o l’intero assortimento del negozio.
  • Gli agenti di vendita per cui Nuxie diventa un vero e proprio magazine multimediale con cui raccontare i valori dell’azienda, valorizzare la press release e i testimonial del brand, presentare la campagna pubblicitaria, collegare queste storie con i prodotti e, infine, acquisire ordini.
  • I punti vendita in cui Nuxie interviene facilitando la formazione dei responsabili dello store e dei visual merchandiser in termini di conoscenza della collezione, allestimento delle vetrine e studio degli abbinamenti “must” consigliati dagli stilisti.

Ad oggi già diverse aziende hanno riconosciuto il valore di questa piattaforma e hanno deciso di utilizzarlo nella loro organizzazione riscontrando notevoli vantaggi. Tra i tanti marchi già clienti di H-umus è possibile annoverare: Armani, Diesel, Benetton, Safilo, Nike, Pomellato, Piquadro, Bally, Citizen, Panerai e molti altri brand.

E voi cosa ne pensate di questo prodotto? A mio avviso l’idea è assolutamente vincente, soprattutto se si considera la sua applicazione nel settore moda che, troppo spesso, risulta non essere sufficientemente al passo coi tempi sul piano tecnologico. Soluzioni come questa possono quindi essere estremamente utili per snellire e ottimizzare i processi della Supply Chain, per intervenire sulla riduzione dei costi delle attività commerciali, per incrementare i volumi di vendita e infine per ridurre l’impatto ambientale andando a sostegno della tanto acclamata Corporate Social Responsibility.

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