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Ne avevo parlato qualche mese fa, da un po’ di tempo mi dedico allo studio di Pinterest, il nuovo social media incentrato sulle immagini che consente agli utenti di creare album online. In realtà più che studiarlo mi diletto a pinnare selvaggiamente foto, immagini ed infografiche che mi interessano nelle mie bacheche (board), appositamente create e categorizzate secondo le mie preferenze.
Pinnate che diventano più immediate grazie al “Pinterest Right Click”, una applicazione per Google Chrome che permette di condividere immagini (e video) in modo veloce utilizzando il tasto destro del mouse.

Tra una pinnata e l’altra mi sono accorto che questa piattaforma non solo è cresciuta molto nell’ultimo mese per quanto riguarda base utenti e profili aziendali, ma è mutato anche il suo utilizzo, diversificandosi in una marea di nicchie, proporzionali alle board di ciascun utente. Il meccanismo è il medesimo per tutti ma la possibilità di personalizzare le bacheche ha modificato gli obiettivi che persone ed aziende si prefissano nell’utilizzo di questa piattaforma.

Aziende differenti che utilizzano la piattaforma per fare branding e creare contest, mostrare foto di eventi e convegni, ma al contempo per esporre i propri prodotti con relativo prezzo. Utenti che condividono i loro interessi, componendo un pezzetto alla volta, una vetrina sul proprio mondo, interiore ed esteriore, fatto di prodotti, luoghi, quadri, fumetti, trailer, arredamento per la casa, oggetti da collezione, vestiti vintage e tantissime altre opportunità.

Un ecosistema diversificato adatto a mostrare le proprie qualità/competenze, anche dal punto di vista professionale, per quanto riguarda il singolo utente. Infatti, essere presenti su questo social è molto utile in chiave personal branding, un ulteriore biglietto da visita, soprattutto per quei lavori che implicano lo sfoggio di creatività. Un disegnatore, uno stilista, un fotografo, un grafico, possono creare un proprio portfolio, mettendo in rilievo gratuitamente le proprie creazioni, ordinandole, creando un collegamento con gli altri social network e col proprio sito/blog.

Strategia che si rivela vincente soprattutto per chi non possiede un sito-vetrina, permettendo di creare un proprio spazio di raccolta ed esposizione gratuito e soprattutto molto trafficato. Vediamo in sintesi come migliorare il proprio profilo Pinterest e perché farlo.

  • Personalizzare le board: Pinterest è il trionfo delle nicchie, più le vostre cartelle saranno diverse, tematizzate e ricche d’immagini, più avrete re-pin e follower interessati a quell’argomento.
  • Aggiornare e diversificare le board: pinnate spesso e pinnate diversamente, aggiungete una descrizione breve ma esaustiva dei vostri pin e ricordatevi di @indirizzarli e condividerli su Facebook, ma soprattutto su Twitter mettendo qualche #hashtag.
  • Alternate bacheche professionali a quelle d’interesse: è utile creare board apposite per i vostri disegni, foto, collezioni, prodotti, ma alternarle con altre più smarcate dal vostro lavoro, che possono riguardare i viaggi, la letteratura, la musica.
  • Attenzione alla cura dei testi: la ricerca interna si struttura per Pin, per Bacheche e per Persone, quindi i titoli della bacheche ed i testi al loro interno devono richiamare il contenuto e il vostro brand (se ne avete uno), così da essere trovate dal motore di ricerca interno.
  • Collegare le piattaforme social: Collegare Pinterest ai due social principali e al proprio blog, in aggiunta consiglio di inserire Pinterest in uno dei tre spazi relativi al “sito web” sul proprio profilo Linkedin. Consiglio spassionato: inserite il profilo di Pinterest assieme a quello di Linkedin anche sul vostro curriculum cartaceo.

Recentemente Pinterest ha modificato i link che sono diventati nofollow, come quelli di Twitter e Facebook, ma il traffico verso questa piattaforma non accenna a diminuire, aumentano gli iscritti e anche le visite, grazie ai collegamenti diretti tra immagini e siti web. Questo social media diventa fondamentale per artigiani ed aziende che hanno un prodotto da mettere in vetrina, un oggetto perlopiù materiale e fisicamente definito, per promuovere la propria attività ma al contempo esporre e vendere online, creando un collegamento diretto col sito e-commerce. Per quanto riguarda il personal branding, questa piattaforma diventa parte integrante della propria presenza online, un risultato ben visibile sulla SERP col vostro nome in evidenza.

Concludendo, Pinterest si rivela utile sia per gli utenti che per le aziende, viaggiando a metà tra due definizioni: vanity social e social selling. Un social divertente, un po’ vanesio, dove è più facile trovare persone con gli stessi interessi e prodotti da acquistare. Un book di immagini e progetti che può essere sfruttato per promuovere la propria professionalità, aggiungere un tassello al proprio curriculum digitale, per evidenziare il proprio lavoro e le proprie qualità, soprattutto per quelle professioni creative che devono mostrare qualcosa, condividerlo e contestualizzarlo.

Credit for image: www.italida.com

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