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Archiviato il 2011, anche in casa Samsung si fanno bilanci (e sono bilanci sicuramente promettenti). E’ notizia recente, infatti, che Samsung ha superato il grande rivale Apple nelle vendite di cellulari smartphone. Il colosso coreano è scatenato:

  • è saldamente al primo posto sul mercato tv;
  • sembra voler acquisire Rim (l’inventrice dei cellulari Blackberry);
  • a Gennaio 2012 ha dichiarato 26.000 nuove assunzioni imminenti;
  • è una macchina da soldi: 220 miliardi di dollari di ricavi nel 2010, contro i 63 miliardi di Apple;
  • è la seconda azienda al mondo per numero di brevetti e la prima per ricavi nell’information technology.

E pensare che nel mondo degli smartphone è stata proprio Apple ad allevare il proprio concorrente più forte: Samsung ha potuto beneficiare del boom iPhone proprio in quanto produttrice degli schermi touch screen per conto della brillante azienda fondata da Steve Jobs.

Oggi tra Apple e Samsung, come si sa, non corre buon sangue: è guerra di denuncie incrociate per presunte violazioni di brevetti. Apple, non a caso, sta cercando di trovare un sostituto di Samsung come fornitore per gli schermi, ma non è semplice trovare un’azienda alternativa con un tale livello tecnologico e, soprattutto, in grado di garantire certi volumi produttivi.

Ad oggi nessuna azienda dell’information technology può permettersi di mollare, disinvestire o di scegliere settori alternativi, poiché il mercato degli smartphone, a giudicare dai dati, è semplicemente fondamentale. Si è registrata – a livello mondiale – una crescita del 58% a livello di vendite nel 2011 rispetto al 2010 (fonte: Gartner).

Sempre nel 2011, il numero di smartphone ha superato perfino il numero dei personal computer: questo dato è significativo di come le aziende e tutti gli attori economici devono necessariamente tenere in debita considerazione che è sempre più frequente la fruizione di informazioni e l’acquisto di servizi e prodotti tramite il proprio device portatile. Anzi, il “mobile” è attualmente un canale di ricerca di informazioni tra i più adoperati al mondo.

E in Italia quali sono i trend? Volete saperne di più? Ne abbiamo parlato di recente: leggete questo interessante articolo di Beatrice Fagotto.

Fonte: Alessandro Longo, L’Espresso.
Credit for Image: digieight.com

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