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Si è già parlato del successo avuto dal forum della comunicazione digitale tenutosi il 7 febbraio 2012 e organizzato da Comunicazione italiana il “Business Social Media” che realizza edizioni, servizi ed eventi mettendo in relazione i membri della Community con i decision maker dell’economia, e della pubblica amministrazione. .

In questa sede, vorrei fare il punto su uno dei convegni tra i più interessanti e ricchi di contenuti dal titolo “Punto sull’innovazione: Visioni e trend della mobile economy”.

In Italia, lo scorso anno, lo sviluppo di una strategia digitale è stata completamente assente da ogni agenda governativa. Tuttavia la recente crisi, le riforme che si stanno attuando in merito e i numeri legati all’utenza su web sia da mobile che da fisso, danno ora la speranza che qualcosa possa cambiare. E’ questo il parere di Enrico Gasperini, presidente di Audiweb, il quale afferma anche che “In termini di investimento internet è ancora uno strumento sottoutilizzato su cui si impegna in media meno del 5% del budget pubblicitario”. E’ innegabile che ci sia molto da lavorare sulle metriche, sui format, sul consolidamento degli attori che operano in questo particolare segmento, ma le potenzialià e i vantaggi ci sono tutti e per chiunque: dall’utente, all’agenzia di comunicazione, all’azienda che promuove i propri prodotti e il proprio brand.

Venendo al mobile marketing nello specifico, il 2011 ha segnato l’anno dello start up e, molto probabilmente, il 2012 marcherà definitivamente il suo decollo. Lo dimostrano i risultati della ricerca operata da TNS Italia e raccontati dal Sector Head Technology dell’azienda, Carolina Gerenzani, la quale ha dichiarato che: “Gli internauti da mobile sono una punta avanzata dello spaccato socio-demografico, ma soprattutto sono un target molto attivo in rete a livello di ricerca informativa da un lato e di elaborazione dell’informazione dall’altro – Conoscono la tecnologia e la utilizzano per migliorare la propria vita. Always on, l’82% dei mobile surfers ha fatto attività di social networking nell’ultimo mese e dedica circa 6 ore alla settimana a questa attività via mobile. Di loro, due internauti su tre hanno meno di 34 anni. Il 74% conosce l’m-commerce, sia tramite app che tramite sito ed il 12% ha già acquistato qualcosa tramite il telefono cellulare”.

Gli utenti risultano anche molto coinvolti nel gaming: il 36% tra i mobile surfers gioca quotidianamente e tra questi il 75% lo fa nei social network.

Anche a livello di internet banking il mobile registra numeri importanti, si segnala infatti un aumento del 400% di utenti attivi, pari a 300.000 persone che si collegano da tablet o smart phone su un totale di 2.700.000 utenti attivi. Mediante questo device, l’utente naviga più velocemente e percepisce maggiore sicurezza sia per quanto riguarda i pagamenti on line, che per quanto concerne l’accesso al proprio conto bancario. E’ anche vero che, una navigazione più rapida, comporta maggiori rischi in termini di protezione dei dati sensibili, un problema che, ammette Colafranceschi head of global online banking Unicredit, è reale, ma su cui si sta lavorando.

Riferendosi alla creazione di valore attraverso le opportunità che si aprono per le aziende, la manager di TNS ha affermato anche che “Indubbiamente con l’abilitazione ad essere sempre connessi, crescono i touchpoint di comunicazione e si evolvono: l’utente legge post (74%) e scrive (48%), diventando egli stesso media, produttore di contenuti, come sappiamo nei formati più disparati, evolvendo il suo ruolo da mero attore passivo della comunicazione broadcast a fruitore ed elaboratore, soggetto proattivo nella filiera di comunicazione globale. Coinvolgerlo ed ingaggiarlo, sarà, per le aziende, la sfida del futuro.”

Se tutto questo è vero, afferma Turroni di The Boston Consoulting Group, “<strong>il mobile rappresenta la seconda giovinezza del digitale e sarà molto importante, quindi, per chi produce beni e servizi saper sfruttare questo strumento. Servono competenze, capacità, e soprattutto training ai consumatori che non sono ancora sicuri di cosa possono fare con l’economia digitale“. Tra i settori coinvolti maggiormente ci saranno il mondo del retail, dei serivizi finanziari, i media e nel complesso il mondo della comunicazione e della relazione col cliente.

Credit for image: www.bcdcideas.com

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