Email this to someoneBuffer this pageTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInShare on Facebook

È di pochi giorni fa la notizia che proprio “Mamma RAI” non vede di buon occhio altre mamme all’interno dell’azienda. Sarà questione di una strana esclusiva materna, ma è chiaramente indicato in uno dei punti che definiscono il contratto di lavoro firmato da tutti i dipendenti RAI.
Proprio dopo la 62esima edizione del Festival di Sanremo e la nuova tassa/canone su tutti i dispositivi anche aziendali, questa ci mancava…
La geniale “clausola di gravidanza” imposta alle lavoratrici all’atto della firma del contratto, prevede che se una donna rimane incinta, la Rai potrà valutare l’incidenza della gravidanza sulla produttività della lavoratrice e, se questa ne risultasse compromessa, si riserva sostanzialmente di risolvere il contratto senza alcun indennizzo a favore della lavoratrice.

Direi che in un’azienda che vive dei nostri soldini e che si permette di pagare centinaia di migliaia di euro per un’esibizione di pochi minuti al personaggio del momento, oltre a chiedere continuamente un contributo per il bene della collettività, tutto questo è semplicemente scandaloso. Nella clausola viene usato il termine impedimento per definire una malattia o una gravidanza… veramente nauseante.

Basta farsi un giretto su twitter per trovare il malcontento legato alle simpaticissime azioni messe in atto dalla “mammina d’italia”; topic come #sanremo, #nocanonerai, #raim…a etc, sono solo alcuni riferimenti relativi ai temi caldi che si trovano online e non solo.

Oramai è il popolo della rete a dettare discussioni, i ritmi e le dinamiche delle stesse; non di certo il riuscitissimo Sanremo (A)Social tanto sbandierato dagli organizzatori della kermesse.

Concludo con una personalissima idea… credo che se lanci un boomerang senza sapere come funziona, poi non devi stupirti se questo torna indietro e ti colpisce alle spalle. Le persone vanno rispettate dentro e fuori l’azienda, online e offline, perché non esistono differenze… noi abbiamo imparato ad ascoltare prima di parlare e adesso attenzione perché il boomerang sta arrivando.

Commenti