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Oggi vi vogliamo parlare della grande evoluzione della tecnologia nei sistemi audio e video in particolare (ma non solo): lo facciamo attraverso le parole di Mario Prataviera amministratore delegato di EVR Media che si è gentilmente reso disponibile a rispondere ad alcune nostre domande:

Com’è nato il suo interesse per la tecnologia?
Casualmente: dopo studi umanistici e un percorso professionale in una multinazionale di elettrodomestici, negli anno 80 è arrivato l’incarico di guidare un’azienda che già al tempo aveva investito in tecniche destinate alla comunicazione. Al tempo il fascino consisteva nel meravigliare gli interlocutori con “effetti speciali”. Da li in avanti ho compreso l’importanza di far tenere un passo avanti agli altri le aziende che ho guidato: aggiornamento, conoscenza e anticipo. In pratica tecnologia applicata no?

Com’è nata Evr Media? Qual è la sua storia?
Nel 1994 ho tolto la giacca di dirigente di una grande azienda e ho scommesso sulle mie capacità imprenditoriali. Nasce, sostenuta anche da una società di private equity, Eurovideo Spa che diventa leader indiscusso mondo dei grandi schermi a LED in Italia e non solo; al suo interno, nel 2000, nasce Screen Light la cui missione è lo sviluppo di nuove tecnologie da applicare alla produzione dei grandi video a LED: nascono il VIRTUAL PIXEL e il FAR PIXEL, due tecnologie tutt’ora in uso per (la prima) ottimizzare le risoluzioni delle matrici di LED e la seconda per la produzione dei cosiddetti NET LED.
Nel 2007, cambiando compagine sociale, nasce EVR Media dalla fusione di più aziende del settore: questo processo, pur nelle difficoltà della contingenza, ci ha consentito avere al nostro interno le più alte professionalità del settore.

Quali sono i punti di forza di Evr Media, a livello tecnologico e di servizio?
Punti di forza? Controlliamo tutti i processi. Aggiornamento costante del personale di progettazione, catena degli acquisti completamente sotto controllo (comprendiamo anche un presidio fisso in Cina per tutto il Far East)
Larghissima esperienza e casistica nella progettazione, nella produzione, nella logistica, gestione documentale e di certificazione, gestione centralizzata del processo manutentivo e di post vendita (inclusi i sistemi di diagnostica remota), un grande network di aziende fidelizzate sul territorio tramite cui gestire anche i più piccoli temi cari al nostro cliente.

Quali sono i progetti più interessanti che avete svolto?
Come dicevo fin dalla fine degli anni 90 siamo famosi per la realizzazione di scenografie televisive. La lista dei programmi realizzati sarebbe così lunga da essere noiosa. Credo basti dire che abbiamo allestito, per l’omonimo festival, il teatro Ariston di Sanremo una diecina di volte e che questo know how ci è stato richiesto in Francia, in Germania e in Grecia. Negli ultimi 12 anni abbiamo curato tutte le produzione televisive Mediaset del centro di Cologno Monzese.
Ci sono stati commissionati gli impianti del G8, innumerevoli presentazioni realizzate per Enel, Ferrari, Fiat, Mercedes, Stato del Vaticano, oltre 50 Gran premi di F1 e Motomondiale, Giochi Olimpici ecc.
Considero però il fiore più bello l’impianto del Palazzo Coin di Milano Cinque Giornate: una tecnologia interamente progettata e costruita da noi. Installata e messa in funzione in 5 mesi da uno staff di circa 30 persone che hanno lavorato partendo da dei prototipi, industrializzando uno schermo a LED di oltre 2.700 metri quadrati inserito nella facciata in vetro. Il risultato è il primo media building europeo (2008) con un impatto architettonico che lo ha fatto pubblicare sulle riviste di settore di tutto il mondo.
Nel 2011 abbiamo fatto altri grandi impianti: il nuovo stadio della Juventus a Torino, il Palacongressi di Rimini, quattro musei in Regione Veneto, i grandi vidiwall dei Benetton Shop.

Con quali tecnologie lavorate, prevalentemente?
La scelta delle tecnologie è conseguente alle esigenze del cliente e ai suoi budget. Partiamo dal concetto di “soddisfazione degli obbiettivi” che non si devono limitare al primo impatto di comunicazione, ma devono comprendere i costi di gestione (legati a facilità di utilizzo e costi di manutenzione).

Qual è il profilo del vostro cliente classico?
Nelle due divisioni dell’azienda possiamo dire che ci muoviamo su un target omogeneo, nel senso che puntiamo sempre al cliente finale. Chi ha necessità di comunicazione, di produrre emozioni, di creare flussi di informazione diretti.
L’azienda che ha esigenze di comunicare (convention, fiere, presentazioni) che ha esigenze di abbellire e comunicare (reception, show rooms, meeting rooms, musei e mostre), che ha esigenze di attrarre e creare focus (shops, corner di vendita ecc): il nostro cliente può ottenere da noi la totalità dei servizi necessari a completare il processo.

Lcd, plasma, tecnologia Led e 3D: secondo la sua esperienza, quali saranno i prossimi passi nella tecnologia video?
LCD o plasma o DLP o led ogni tecnologia di trasduzione ottica ha le sue peculiarità, i suoi punti di forza e quelli meno performanti: in pratica la scelta dipende molto dalla applicazione.
Il 3D attualmente attira molto, ma altrettanto spaventa in quanto non sono ancora definiti standard universalmente riconosciuti e di conseguenza i costi di produzione dei contenuti risultano elevati e non sempre all’altezza delle aspettative: sicuramente la tecnologia 3D e la tecnologia olografica rappresentano il prossimo futuro, ma ad oggi consigliabili solo a chi ha veramente le disponibilità adeguate.

Come si combinano creatività e metodo per risolvere problemi tecnologici?
Possiamo riprendere i concetti espressi per il 3D: quando esiste un codice riconosciuto la creatività è libera di esprimersi e soprattutto di venir fruita.

Oggi giorno i bambini spendono troppe ore con la tecnologia, a tuo avviso? La tecnologia si può trasformare in una dipendenza?
Le mie competenze in ambito educativo si limitano all’esperienza di padre di due ragazze che oggi sono attorno ai vent’anni: ho sempre sollecitato in loro esperienze emozionali “analogiche” stimolandole a lettura, a vivere la natura, le amicizie e dosando l’utilizzo delle tecnologie a spazi temporali limitati: la scelta è stata centrata. Sono convinto che il buon senso dei genitori sia utile alla formazione dei giovani. Creiamo la giusta misura per le emozioni e per la formazione tecnologica, ma evitiamo gli eccessi.

Un settore sempre attento alle nuove modalità di comunicazione come il retail, quali vantaggi può trarre da queste tecnologie di così grande impatto e spettacolarità? Noi stiamo già pensando al Digital Signage… Cosa ci puoi dire a riguardo?
Digital signage: un mondo che si apre per il retail : se ipotizziamo una catena della GDO tutto ciò che è comunicazione interna e comunicazione al pubblico può oggi essere gestito da digital signage (PC remoto):

  • il prezzo di ogni singolo articolo sullo scaffale;
  • la promozione sulla corsia;
  • la comunicazione alle casse;
  • la comunicazione centrale;
  • la comunicazione ai parcheggi;
  • le comunicazioni ai dipendenti

Il tutto in modo mirato e puntuale su ogni display/monitor. Il sistema può lavorare su vari livelli di manager e può inviare i segnali indirizzati wireless (wifi, infrared, bluetooth ecc). Oggi è solo questione di creatività: la tecnologia assolve in questo caso il proprio compito

 

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