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Il nostro pianeta prova spesso a parlarci, e dato che la nostra comprensione e attenzione è mutata nel tempo, non sempre capiamo cosa vuole dirci e il comportamento che dovremmo tenere nei suoi confronti. C’è anche da dire che non sempre siamo a conoscenza dei vari comportamenti che inconsciamente adottiamo creando dei danni di diversa entità al nostro pianeta.

Una bella iniziativa di sensibilizzazione che si muove nella direzione di informare su questi argomenti è stata intrapresa dal gruppo editoriale Finelco (a cui fanno riferimento Virgin Radio, Radio 105 e RMC) circa 6 mesi fa con “Mr. Planet”, un ottimo modo per far capire cosa si può realmente fare ogni giorno per migliorare la vita sul nostro pianeta e del nostro pianeta.
Mr. Planet lo si può ascoltare nelle radio sopra menzionate oppure visitando il sito web e la pagina facebook.

L’iniziativa sembra essere piaciuta molto e personalmente ritengo sia un successo meritato e non casuale, derivante da alcuni motivi che vi elenco:

  • L’importanza del tema: l’ecosostenibilità mai come in questi ultimi anni ricopre un interesse che travalica (e deve travalicare) confini geografici, politici, religiosi ed etnici. Ma non è di certo questo il principale motivo del successo di Mr. Planet;
  • L’utilizzo della personificazione: le figure retoriche sono il pane (oserei dire preferito) per i denti di pubblicitari e markettari e in questo caso la personificazione dona un fascino davvero profondo a Mr. Planet, che non è una persona qualsiasi a promuovere le sue idee ecologiche, ma bensì è il pianeta Terra stesso a parlarci e porre alla nostra attenzione i problemi che (per colpa nostra) lo attanagliano.
  • Il tono della comunicazione: probabilmente uno dei fattori decisivi di successo. Analizzandolo brevemente si possono notare alcune caratteristiche, che principalmente fanno riferimento all’azzeccata scelta di Carlo Valli come interprete di Mr. Planet, già doppiatore di Robin Williams, voce molto profonda e affettuosa, che riesce ad infondere nell’ascoltatore una sensazione di familiarità e di intimità (alla quale contribuisce l’uso disinvolto della parola “amici” riferendosi agli ascoltatori). In secondo luogo si può notare la capacità di parlare sia al cuore che alla mente, ponendo problematiche (e soluzioni) comprensibili e condivisibili sia dai più sentimentali che dai “ragionieri”. Molto importante a mio avviso è la scelta di evitare gli allarmismi e le motivazioni apocalittiche, attenuando la tensione nell’ascoltatore e predisponendo il terreno per un ascolto maggiormente educativo. Infine la scelta della musica in background, dona un’atmosfera serena alla scena e da l’idea di udire realmente la voce della natura.
  • La semplicità della soluzione e l’abilità nello storytelling: ogni spezzone (che dura fra 1 e 2 minuti circa) propone delle piccole storie, sempre diverse, che hanno però una grande e sempre presente intensità emotiva; queste storie ripercorrono spesso momenti della nostra vita di tutti i giorni, routine alle quali non diamo peso (cantare sotto la doccia, le lampadine sempre accese), proponendoci un’alternativa semplice, ecologica e attuabile da subito. In ottica narrativa Mr. Planet indossa almeno due maschere archetipali: quella del mentore, che guida l’eroe (noi ascoltatori) alla crescita spirituale e quella della vittima, la Terra che subisce continuamente violenze da parte nostra. La scelta dell’ascoltatore come eroe permette di far percepire come dipenda proprio da noi il futuro del pianeta. Le variazioni nella musica di sottofondo (presenti in alcuni clip) ci aiutano infine a distinguere il passaggio dall’esposizione del problema alla sua soluzione.
  • Informazione chiara e veritiera (citando le tanto care clausole generali per la redazione di un bilancio): l’informazione in questo caso non è sottesa alla vendita di prodotti o servizi, ma si tratta di una campagna di sensibilizzazione nella quale le aziende compaiono in coda ai clip unicamente come sostenitori dell’iniziativa. Molto importante è la scelta dei partner, in grado di sostenere realmente, con la loro reputazione, il messaggio di Mr. Planet. Non a caso compaiono vari consorzi (per lo smaltimento di alluminio, vetro, carta) che forniscono molti dei dati citati da Mr. Planet e aziende impegnate nello sviluppo sostenibile.
  • L’utilizzo dei media: la radio è il media principalmente utilizzato da Mr. Planet per la diffusione del messaggio, scelta accurata (e un po’ obbligata dato che si parla di Finelco) poiché l’attenzione, in auto soprattutto, è convogliata proprio sull’ascolto della radio. Gli altri media scelti sono il web, con il sito dedicato, curato graficamente, semplice ed intuitivo, con lo stesso background musicale dei clip audio (in questo modo si favorisce il ricordo e la notorietà). Nel sito è possibile ascoltare i podcast di Mr. Planet e una sezione che mi piace molto è quella dove si possono inserire i propri buoni propositi per migliorare il pianeta, che poi verranno resi visibili a tutti. La presenza social è forse il neo di Mr. Planet, manca infatti una presenza fissa almeno su facebook e twitter. La pagina facebook ha circa 6000 “mi piace” anche se gli utenti sono allo sbando, postano con continuità (anche quesiti di un certo peso, accusando aziende partner di Mr. Planet di non essere così rispettose dell’ambiente) ma non ricevono risposte. La presenza su twitter è invece inesistente.

Personalmente trovo molto valide iniziative di questo genere, soprattutto per il grande supporto informativo che sono in grado di veicolare nei confronti di tutti. La vera consacrazione sarebbe la presenza social dato il potenziale di discussione che argomenti simili sono in grado di generare.
Un plauso va poi alla costruzione del personaggio, dotato di carattere proprio e ben riconoscibile.
E voi che ne pensate? Siete rimasti affascinati da Mr. Planet?

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